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I giorni passano, lenti e sempre uguali. L'unica svago è assistere alle udienze del processo, mi rendo conto di provare una sorta di masochistica soddisfazione dall'essere additato dal consesso degli uomini ragionevoli come l'essere ignobile, l'incarnazione del male, colui che esistendo eleva per confronto negativo il resto dell'umanità. Ho anche pensato di intervenire con una dichiarazione spontanea dove spiego che non sono ciò che credono. Faccio schifo, sì, ma alla fine non più della media della popolazione, ho fatto cose di cui non vado fiero, certo, ma il processo è il risultato di un macroscopico fraintendimento.
Così, giusto per godermi i commenti del pubblico e dell'accusa.
No, non lo farò, basterà la patetica difesa del mio patetico avvocato d'ufficio. Poveraccio, ha provato diverse volte a farmi percorrere la strada dell'infermità mentale. Io non ho detto no, ma quando il perito dell'accusa mi ha esaminato per dimostrare che ero sano, gli ho dimostrato di essere sano. Per vanità, ho voluto dimostrargli la mia conoscenza dei suoi strumenti di analisi psicologica. Come un bambino pedante, commentavo ogni sua domanda indovinandone il movente. In molti casi criticavo la sua condotta, cercavo di spiegargli come avrebbe dovuto condurre il colloquio.
Risultato: Individuo affetto da disturbo egocentrico di personalità, ha una percezione falsata della realtà ritenendo di poterla dominare. Violenza repressa causata da traumi infantili (colpa mia, gli ho detto di essere stato percosso e sequestrato da un contadino a cui avevo rubato un grappolo d'uva).
Completamente privo di remore sociali. Disposto a tutto per ottenere un vantaggio personale. Assolutamente sano di mente.
Per l'egocentrismo probabilmente ha ragione.
Comunque, presto sarà finita. Non potrò assistere alla mia condanna all'ergastolo, non so neppure se emetteranno un verdetto, visto che io sarò già morto. Credo che ormai sia questione non più di giorni, ma di ore. Sono sempre più debole e anemico. Il vecchio cuore procede a balzelli, ora raffiche di tachicardia, ora sembra quasi fermarsi, quando accade ho la sensazione che tutto il sangue si raccolga nel petto ingorgandosi. Poi qualcosa stura il meccanismo e tutto riparte quasi normalmente fino al prossimo parossismo.
Cerco di sopportare e di non dare a vedere quanto sto male, preferisco che sia una sorpresa, che se ne accorgano solo alla fine.
Oggi non andrò all'udienza. Quando il secondino ha aperto lo spioncino chiedendomi come mai non ero vestito per essere accompagnato in tribunale sono rimasto sdraiato sulla branda e ho alzato a malapena un braccio. Parlare mi costa una fatica estrema. Ha finto di non capire, ha urlato perchè gli rispondessi. Poi si è arreso.
'Cazzi tuoi, porco merdoso...' ha detto chiudendo rumorosamente lo spioncino.
Per fortuna stamattina c'è lui, i suoi colleghi probabilmente sarebbero entrati per sincerarsi delle mie condizioni.
E' ancora troppo presto.
[Continua...]

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