venerdì 22 gennaio 2010

B. 2.

[Precedente]


Il sangue comincia a sgorgare più abbondante, il poliziotto si innervosisce, mi insulta pesantemente a mezza voce, il presidente del tribunale si accorge di qualcosa, interrompe l'arringa del PM e si informa. Decide che debba essere accompagnato fuori dall'aula per essere medicato, redarguisce i militari chiedendo come sia stato possibile che mi ferissi in quel modo. Li congeda minaccioso, chiedendo un rapporto su quanto accaduto.
Mi scortano nel corridoio fino all'infermeria, il sangue continua a gocciolare sul pavimento. Durante il breve percorso, i poliziotti mi rinnovano insulti e minacce, il più piccolo dei due aspetta che sia nuovamente seduto sulla poltroncina dell'infermeria, quindi approfittando del fatto che il medico non sia ancora arrivato, mi rifila con forza una manganellata sul fianco. Rimane interdetto quando non mi piego in due dal dolore, in realtà non ho sentito quasi niente, ma tra qualche secondo mi apparirà sicuramente un grosso livido.Se mi colpisse nuovamente mi causerebbe un'altra emorragia, ma per fortuna mia e sua il medico è arrivato.
Controlla le ferite ai polsi, interroga senza troppa convinzione i poliziotti sulla natura di quelle lesioni. Dal canto loro i militari rispondono con arroganza, irritati non dal sospetto del medico, piuttosto dal fatto di dover subire i sospetti pur non essendo loro la causa di quelle piaghe.
Mi ricucisce con parecchi punti, in più di un occasione il filo di sutura strappa pelle e carne e il medico deve riprendere il punto scuotendo la testa, sconcertato dalla cedevolezza del mio corpo.
Mi chiedo se l'arringa del PM sia già finita, o se abbiano sospeso l'udienza per la mia assenza.
Il medico mi benda accuratamente i polsi, poi se ne va suggerendo ai poliziotti di perquisirmi bene, perché quelle lesioni sono certamente state causate da un oggetto molto affilato.
Questo significa altro imbarazzo e umiliazione, vengo invitato a spogliarmi completamente lì stesso, con manganellate trattenute e i soliti banali insulti.
Subisco in silenzio, eseguo gli ordini con la massima solerzia che mi è concessa dal mio corpo obeso e malandato.
Ovviamente non trovano nulla, concludono che qualunque cosa abbia usato non ce l'ho più con me o è rimasta nella mia cella.
Mi fanno rivestire commentando ora la mia oscena nudità, ora la mia puzza rivoltante.
Non mi pare di puzzare.
Nel frattempo l'arringa è finita, l'udienza è stata aggiornata a domani. Mi riportano nell'aula vuota con i due poliziotti, solo dopo alcune ore posso tornare nella mia cella.Non c'è molto, una branda, una cassettiera e una decina di libri, ma ora è tutto sottosopra, evidentemente hanno eseguito una perquisizione. Lenzuola e indumenti sono sparsi nel pavimento sporco, così come i libri, aperti e in molti casi strappati. Hanno srotolato persino i due rotoli di carta igienica, e non riesco a convincermi che vi sia una ragione in questo atto che non sia uno sfregio infantile.
Appena mi liberano dalle catene mi sdraio sul materasso spoglio e chiudo gli occhi, non avrò problemi ad addormentarmi. Il secondino mi augura buon riposo osservando quanto somigli ad una vecchia scrofa.

Ho dormito.
Ho sognato, ma non ricordo bene cosa.
Aveva a che fare col delitto, capirete che è un argomento molto presente nei miei sogni.
E' stato disgustoso anche per me.

[Continua...]



Creative Commons License
Quantum Words by Ismaele is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License.
Based on a work at quantumwords.blogspot.com.
Permissions beyond the scope of this license may be available at quantumwords.blogspot.com.

Nessun commento:

Posta un commento