domenica 24 gennaio 2010

Legàmi

Siamo nel cortile della scuola, io e lei. Attendo come ogni giorno che suoni la campana per consegnare la mia bambina alle raggrinzite mani di miss Istruzione Pubblica. Il rito della colazione si è appena consumato, prevedeva latte al cioccolato davanti al televisore. Sulla fase successiva in cui assumo il ruolo di rozzo pastore di due pecorelle che farebbero qualunque cosa pur di non lavarsi e vestirsi sorvolo; comunque sono riuscito anche oggi a radunarle in tempo per uscire in orario, pazienza se ciò è costato urla, minacce e le occhiate perplesse dei vicini, spettatori non paganti.
Lei prende a commentare il cartone animato di stamattina: due geniali ragazzini aggiustano la macchina del tempo di H.G. Wells e la usano per scorribande nel passato e nel futuro. Il cliché è consunto anche per una bambina di otto anni, ma sempre affascinante. Infatti mi spiega che lei ha in mente un ottimo utilizzo di un dispositivo così fantastico: 'Tornerei indietro a prima dell'incidente e impedirei che succeda'. La tenerezza per mia figlia e il ricordo di mia madre, la nonna che non ha mai conosciuto, si mischiano e mi circondano in un tiepido bozzolo ideale.
Quando ritrovo presenza provo a spiegarle come io vedo la questione dei viaggi nel tempo: vi sono varie teorie che ne accettano la possibilità, ma da un punto di vista puramente logico il paradossale loop di causa scatenante l'evento e ramificazioni retroagenti porterebbe a concludere che, quand'anche fosse possibile, tornando indietro nel tempo ti troveresti a percorrere una linea temporale parallela nella quale esisterebbe un'altra tu che cresce con sua nonna e i suoi 'altri' genitori a fianco.
Cioè, non le dico esattamente così, uso parole un pò diverse, ma forse il concetto passa, perché la sua risposta è pronta e disarmante: 'Allora la porterei indietro con me'.
Così la porteresti via all'altra tu, ci sarebbe comunque una bambina che non ha conosciuto la propria nonna, le dico, mentre penso a tutte le altre forse possibili, forse infinite, declinazioni di questo universo popolate di bambine e nonne felici che crescono e invecchiano insieme.




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