[Precedente] [Inizio]
Carlotta rimase suo malgrado a bocca aperta.
Il gigante era così convincente nel descrivere la meraviglia dei suoi gelati che capì che non avrebbe potuto fare a meno di assaggiarli. Tuttavia il buon vecchio scetticismo di cui era attenta discepola la convinse a contrattare ancora, prima di abboccare:
- Ma non è possibile! Come potrebbe fare tanti gusti diversi? E come potrebbero essere tutti buonissimi?
Se fosse vero non sarebbe qui a venderli per strada a una mostriciattola, avrebbe una gelateria multi-internazionale e distribuirebbe gelati a tutti gli angoli del globo pensò Carlotta che coltivava anche un ottimo spirito imprenditoriale.
- Ma io non ho mai detto che i gelati sono fatti da me - disse il gelataio corrucciato- Io li raccolgo soltanto!-
Da quando in qua i gelati si raccolgono? Questo tipo vuole farmi credere che crescono sugli alberi?
- Non hai capito male, ho detto proprio raccogliere... -
Carlotta immaginò il gelataio che con scopa e paletta raccoglieva i resti dei gelati caduti per terra ai bambini distratti rimettendoli poi in freezer... che schifo!
- Ma vedo dalla tua espressione che ancora non capisci... In questo caso ti invito, mia piccola miscredente, ad assaggiare un cucchiaino del gusto di oggi, l'ho chiamato Oceano Alieno- Il gigante allungò verso la bambina un cucchiaino pieno di una sostanza azzurro-verdognola. Carlotta scrutò attentamente il composto: non sembrava avere elementi strani attaccati, nessun capello, né ghiaia o insetti morti... annusò con prudenza... il profumo che spandeva era incredibile, un profumo di mare e vento, di vacanza e libertà. Sia pure un pò riluttante, decise di assaggiare. Non appena chiuse le labbra intorno al cucchiaino, Carlotta fu proiettata dentro un mare tropicale, si vide nuotare sott'acqua tra pesci enormi che pinneggiavano con lei e le facevano l'occhiolino... Ciao bella sirena diceva un fustacchione di pesce luna e lei si voltò a guardarsi i piedi e vide che aveva una coda da sirena e... e avendo finito il gelato riaprì gli occhi ritrovandosi nel parco sotto casa con il gelataio gigante che la fissava con evidente soddisfazione:
- Allora, che ne dici?
- Fan-ta-sti-co!- balbettò Carlotta- Ma... come?...-
Il gigante proruppe in una risata consona alla sua stazza, facendo oscillare l'intero furgone.
- Ah ah! Ora mi credi eh?
- Ma... Come...? Dove... dove l'ha trovato?-
Il gelataio gigante si fece serio, si guardò intorno con aria sospettosa, vedendo che non c'era nessuno intorno si decise a parlare:
- Non dovrei dirtelo... Dovrebbe essere un segreto...- Si allungò verso la bambina sporgendo con tutto il busto dal bancone. Parlò a voce molto bassa:
- Tutto è cominciato quando mi si è rotta la vecchia gelatiera. Che ci vorrà mai a riparare una gelatiera? ho pensato; così mi sono messo a smontarla per cercare di trovare cosa non andava... Mah, le gelatiere di oggi sono complicatissime, è tutto un incrociarsi di fili e circuiti e cose di cui neanche so il nome... Insomma, dopo averla smontata tutta ho capito che non c'era verso di cavarne piede, per cui ho provato a rimontarla com'era. Ho impiegato due giorni a ricollegare tutto, ho fatto un po' come mi capitava, molti pezzi mi sono avanzati... Però alla fine era più o meno come prima... Solo che... quando ho provato ad accenderla... ecco la sorpresa: c'è stato come uno scoppio, un'esplosione di luci di tutti i colori... poi tutte le cose all'interno del furgone hanno cominciato a galleggiare, e anche io ho preso a fluttuare come un palloncino. Immagina la mia sorpresa quando guardando fuori dal finestrino ho visto che ero finito nello spazio!-
Carlotta non era sicura di poter credere al gigante, ma decise di ascoltare senza interrompere.
- Insomma, fuori era pieno di stelle, e intorno ad ogni stella roteavano miriadi di pianeti di tutti i colori... Sembravano tanti sistemi solari, solo che mi accorsi presto che non erano grandi come ti aspetteresti da un pianeta che si rispetti... le stelle che all'inizio mi sembravano lontanissime erano invece molto più piccole e vicine di quanto credessi, e non erano calde, affatto: spandevano intorno una luce che raffreddava; i pianeti avevano le dimensioni più o meno di una pallina di gelato.
- Vuole quindi farmi credere che questi suoi gusti di gelato sono... sono pianetini?-
- Sei intelligente, mostriciattola!-
[Continua...]

Quantum Words by Ismaele is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License.
Based on a work at quantumwords.blogspot.com.
Permissions beyond the scope of this license may be available at quantumwords.blogspot.com.
0 commenti:
Posta un commento