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Il primo di noi è nato nel 1279, in Spagna.
È l'unico che ha avuto il privilegio di venire alla luce dopo il travaglio e il parto della propria madre.
Conservo quasi tutti i suoi ricordi, ma non sono lui, così come sono diverso da mister B. o da Benedicto Amado. Dovreste capirmi: voi che leggete cosa avete in comune con i bambini che siete stati?
La memoria. Tutto il resto è ben poco significativo.
Da secoli ormai ci diamo il cambio in questo modo.
Emergiamo magrissimi, siamo individui del tutto normali, anche se godiamo del privilegio che ci viene dalla sapienza che condividiamo con i nostri predecessori e ci consente di vivere vite quasi sempre più agevoli di quelle dei nostri contemporanei; chi viene dopo ha giocato la partita molte volte, sa dove ha sbagliato e se ha capito la lezione sa come correggersi. Nessuno di noi è mai arrivato oltre i 40 anni: avviene piuttosto improvvisamente, l'equilibrio si spezza, il segno inequivocabile della muta imminente è il peso che prende ad aumentare velocemente, inesorabilmente. Cominciamo a covare la generazione successiva, quindi passiamo il testimone. Mister B. ha accelerato volontariamente questo processo ingozzandosi in carcere, straripante Hansel che si offre volontariamente alla strega; il suo ciclo vitale è durato meno di due anni, neanche il tempo di essere condannato definitivamente per un omicidio che non aveva commesso. Ho sette secoli di esperienza alle spalle, 30 vite vissute in giro per l'Europa. Ad osservare e imparare.
Procurarsi un'identità è ogni volta più difficile. La ricchezza da un lato ti dà un'infinità di mezzi, dall'altro ti espone troppo: non è pensabile far sparire il cadavere del magnate Amado - il luminare della Medicina, quello che è stato più volte in corsa per il Nobel- come un Giorgio Faluca qualsiasi. Dovunque ci siano troppe persone, lì ci sarà qualcuno che quando si diffonderà la notizia che Amado è scomparso, sarà pronto ad indicare dove l'ha visto l'ultima volta. Troppe persone, troppe domande, il rischio di essere scoperti. Allora vai a mutare lontano da occhi indiscreti, la barca in mezzo al mare è un classico: non c'è bisogno di spiegare l'assenza del cadavere, il mare inghiotte senza lasciare traccia bocconi ben più corposi.
Non è andata bene, abbiamo sprecato inutilmente una generazione. O forse no, conserveremo molto cara l'esperienza aberrante dentro quelle quattro mura claustrofobiche e spoglie, ci servirà a comprendere meglio il dolore e la cattiveria umana.
Adesso che ho un nome e un cognome, posso riprendere il progetto originario. Per un po' di tempo andrò avanti con i soldi contanti conservati nella cassaforte dell'appartamento. Potrò finalmente uscire di qui, un laborioso maquillage mi permette di presentare senza timore di causare sospetti la carta di identità che mi identifica come la persona che non sono.
Del resto la foto è vecchia di cinque anni, le persone cambiano; penso che con questa chiederò il passaporto, avrò certamente bisogno di viaggiare nei prossimi anni...
Aspetterò la prima borsa di studio Amado per cominciare la mia carriera. Ovviamente la vincerò, questi concorsi sono estremamente democratici, ai limiti della follia egualitarista: come ha voluto Benedicto, non è richiesto alcun titolo specifico, è sufficiente dimostrare di avere le capacità necessarie; di essere il più adatto.
Tutti si chiederanno come ha fatto un ex sbandato - autodidatta se si eccettua la scarna istruzione liceale- a scalare in pochi anni le vette del potere delle Cliniche Amado; ma nessuno potrà confutare la mia assoluta competenza.
Il pacchetto azionario con cui Amado controllava le sue cliniche è stato - secondo testamento - polverizzato, distribuendolo a tutti i dipendenti; se i nuovi proprietari non cambieranno le regole, scommetterei su Giorgio Faluca come prossimo amministratore delegato, da qui a 10-15 anni.
Oppure potrei decidere di cambiare. Non sarebbe la prima volta, nelle mie vite precedenti sono stato quasi tutto, alcuni di noi hanno avuto interessi e talenti fuori dal comune, talvolta oltre la soglia di ciò che definiamo genialità: un intero popolo mi celebra da secoli come uno dei suoi figli migliori senza avere neppure la certezza che io sia esistito realmente. Non so ancora se nelle mia incarnazione attuale ho qualche rara attitudine o se mi dovrò affidare semplicemente all'immensa esperienza e memoria che mi porto dietro.
Comunque sia, il cammino è ancora lungo, e tutta la storia delle mie vite, alla fine del viaggio, sarà certo strana e affascinante.
Ed io ve la dirò davvero tutta;
e vi prometto bonaccia di mare,
venti propizi e vele sì veloci
da farvi presto raggiungere al largo
il resto della vostra real flotta.
Where the bee sucks, there suck I;
In a cowslip's bell I lie;
There I couch when owls do cry.
Fine.

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