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Rimasi in ospedale alcuni giorni, ero pieno di escoriazioni e avevo un lieve trauma cranico.
Esopo mi aveva salvato la vita.
Lo dissi, a mio padre, agli altri, appena ripresi conoscenza qualche minuto sull'ambulanza.
Lo ripetei successivamente, gli spiegai che aveva deciso di salvarmi, sapeva cosa stava per succedere.
- Certo, certo, ora stai calmo, sei al sicuro, ora- mi rispose.
Recitai la stessa storia a tutta la famiglia il mattino dopo, quando vennero a trovarmi all'ospedale, raccontai la decisione di Esopo di spingere me dentro il tunnel e coprirne l'imbocco col suo corpaccione, riparandomi così da quell'esplosione. I miei fratelli annuivano tutti, tranne Riccardo che scuoteva la testa.
- Chissà quanto ha sofferto- disse Pina-
- Ora è in un posto migliore- fece Orazio, fedele al dualismo dialettico Yin Yang che interpretava sempre con sua sorella.
- Potremmo vendere la sua storia ai giornali, o magari farci un film- disse Gian Piero.
- Sì, ho già in mente il titolo: Quella porca mezza dozzina (sottotitolo: di zampe)!- rise Serena.
Riccardo non disse nulla, ma fu l'ultimo a salutarmi quando andarono via, e mentre tutti erano già fuori dalla stanza diretti verso l'uscita, si trattenne ancora, e mi disse:
- Ismaele, ora ti spiego perché ciò che dici non può essere vero: cosa pensi che abbia causato l'esplosione e l'incendio? Un missile del poligono? Lo credevo anch'io, ma non è così; é stato un meteorite. Non ci credi? Ne hanno parlato anche i giornali, l'hanno persino recuperato, stamattina, una pietruzza nera di 20 cm di diametro, l'hanno trovata in fondo al cratere di 5 metri di profondità che ha scavato sul fianco della collina. Ma anche se fosse stato un missile, dimmi, come avrebbe fatto Esopo a sentire che stava arrivando? Non c'è udito finissimo o olfatto che possa riuscire ad individuare un missile o un sasso che viaggiano a migliaia di chilometri l'ora. No, neppure la scia luminosa, non ha senso, eravate sotto gli alberi.- Il mio fratellone campione di logica si sedette sul bordo del letto, mi diede un bacio in fronte e mi accarezzò una guancia, con un gesto che interpretai come un volersi scusare per avermi aperto gli occhi.
- Esopo ci mancherà- disse.
Annuii e gli occhi mi si bagnarono di lacrime.
Quella notte sognai Esopo.
La scenografia era al risparmio, c'era solo il letto con me sopra, immerso nel bianco uniforme e sconfinato.
Sullo sfondo le note di Anche gli Angeli mangiano fagioli.
Da lontano vedo una macchietta scura più grande contornata da puntolini rosa che le vorticano intorno.
Man mano che si avvicina lo riconosco:
- Esopo! Esopo sei tu!- dico un istante prima di accorgermi che gli mancano due zampe, ora è un porcello canonico.
- Le tue zampe, che ti è successo?-
- Sono morto! - risponde Esopo grugnendo divertito. Ha la voce di Orson Welles, o almeno del suo doppiatore italiano.
I puntolini che gli girano intorno sono tanti minuscoli porcellini alati, orbitando eseguono spericolate evoluzioni e paiono divertirsi parecchio. Che siano l'equivalente degli angioletti nel Paradiso Suino?
Appena è abbastanza vicino lo abbraccio cingendogli il collo enorme.
- Grazie, so quello che hai fatto- gli dico.
- Oh, nulla, alla fine sacrificare la propria vita per un amico andando incontro ad un'orribile morte non è poi tutto 'sto sforzo.
- Hai sofferto?
- Ma no, scherzo, Ismaele!... Lo smembramento è stato pressoché istantaneo, augurerei a tutti una morte così... Ma avanti, non perdere tempo, l'infermiera potrebbe svegliarti da un momento all'altro per infilarti il termometro... chiedimi quello che mi devi chiedere.
- Veramente credevo che ti stessi sognando perché il mio subconscio ha bisogno di prendere congedo definitivamente da un amico che se n'é andato senza darmi il tempo di salutarlo come volevo. Alla fine di questo sogno mi sveglierò più sereno e sarò disposto ad accettare la tua morte. Si chiama elaborazione del lutto.
- Già già, e vuoi farmi credere che non ti rode non essere riuscito a rispondere nulla a Riccardo?... avanti... chiedi!
Rifletto un secondo, ovviamente ha ragione.
- Come facevi a sapere che sarebbe caduto il missile?
- Aaah, ecco la domanda. - dice socchiudendo gli occhi e alzando il grugno.
- Intanto, non era un missile, era proprio un meteorite... Una probabilità su non so quanti milioni di ziliardi. Pensa, i giornali hanno scritto la verità!- Grugnisce forte, gli scappa una scoreggia
- Pardon! Come sapevo che sarebbe caduta? E' semplice, l'avevo visto. Tutti voi credevate che io avessi sei zampe e in effetti così apparivo, ma in realtà le cose stavano diversamente: per un rarissimo fenomeno previsto dalla Teoria Quantistica della Relatività Generale l'istante della mia nascita si è per così dire sdoppiato... diciamo che nel vostro universo sono nato in due tempi e in due luoghi diversi, separati da un piccolo intervallo di spazio e di tempo, ma collegati insieme da un wormhole, un tunnel spazio-temporale attraverso il quale i miei due me stesso esistevano e si muovevano come un'unica entità quadridimensionale.
Guarda, potrei spiegarti i dettagli, ma dovrei insegnarti tutta la parte teorica, e lì da voi manco l'hanno ancora scoperta...
Vedimi come due fotogrammi sovrapposti, ma sfalsati, mi lasciavo dietro un pò di porcello che significano chiappe e relative zampe, ma esistevo contemporaneamente 20 secondi più avanti. - Mi guarda, scettico.
- Credo di aver capito-
- Già, certo... immagino... Comunque, ora che son morto i miei due me stesso si sono sincronizzati e perciò non vedi più le due zampe di troppo... Understand??
- Mmm, sì... spero di saperlo spiegare a Riccardo...
- Ce la farai! Senti questo strepito? E' l'infermiera che ti sta urlando di svegliarti. Ci dobbiamo lasciare, ragazzo... E ricorda: del maiale non si butta via niente!
E proferite queste parole emise tre scoregge apocalittiche e svanì.
Pochi giorni dopo tornai a casa, raccontai la storia a Riccardo che per tutta risposta rise ininterrottamente per cinque minuti, ebbi paura che diventasse scemo, ma si riprese.
- Non male, è buona, è buona...- disse, ma dubito di averlo veramente convinto.
Al termine del pranzo di benvenuto il mio papà volle brindare ancora ad Esopo:
- Il più gran porco che sia mai nato!
Due volte avrei voluto dire, ma nessuno mi avrebbe capito, non ero sicuro di capire neppure io.
Sollevò il bicchiere e bevve d'un sorso tutto il cannonau ivi deposto.
Sollevammo i nostri e bevemmo il surrogato di coca che contenevano.
- Oh- fece papà rabbuiandosi- Come sapete di lui dopo l'esplosione e l'incendio non è rimasto molto... In realtà fino ad oggi vi ho detto che non avevamo trovato neppure un pezzettino. Non è così- disse tornando allegro- Per una strana coincidenza vicino al luogo dell'esplosione ho trovato le due zampe posteriori... solo due, Orazio... perfette, neppure bruciacchiate... Ebbene, le ho subito preparate e tra non molto saranno due ottimi prosciutti!-
Allora capii e cominciai a ridere forte e urlai:
- E' giusto! Grande babbo! Del maiale non si butta via niente!!-
Quel Natale mangiammo il prosciutto più buono che si possa immaginare.
Fine

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ora ho capito perchè nelle ultime sere ho dovuto addormentarmi da sola...
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