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Qualche giorno dopo, sempre nel cuore della notte, 7 cospiratori molto assortiti confabulano nel buio. Il volume della conversazione è bassissimo, ma se anche Snippolo e Ogyvolo o qualunque essere quasi umano lo avvertisse, per loro sarebbero solo articolati squittii, miagolii, bramiti o notevoli rutti, insomma un melange fastidioso e insensato. Per fortuna dei congiurati, Donky & Khorr, quelle due spie senza cervello, dormono vicino al camper dei nani, su balle di fieno attrezzate a lussuosi giacigli.
La discussione si svolge nel buio quasi completo, ciascun partecipante è relegato nella propria stretta gabbia, sistemata all'interno del tendone del circo. Il primo a parlare è il bradipo Ziribiglio. Il suo eloquio -se così si può dire- è una vibrazione bassa e lenta, c'è chi la trova vagamente ipnotica e chi la paragona ad una iniezione di valium.
- Carissimi compagni, non c'è bisogno che vi dica che eviterei di parlare se non sapessi già che siamo tutti d'accordo. Siete troppo intelligenti per non convenire con me che gli spiacevoli accadimenti che ci hanno visto vittime incolpevoli negli ultimi tempi ci hanno condotto ad una situazione insostenibile...
- Eh? - Fa Giac il Folle, la volpe tabagista, mentre nel buio cerca di confezionarsi una sigaretta con un foglio di giornale, poco tabacco raccattato dalle cicche conservate dall'ultimo spettacolo e molte e varie sostanze di incerta origine. Giac è forse l'animale più celebre del circo: il suo numero in cui fuma svariate sigarette e col fumo espirato crea una moltitudine di anelli, concentrici, rotanti, incatenati, ha sempre un enorme successo. Lui se ne frega, lo fa per vivere, ma non ci prova gusto. Si diverte molto di più con le sue sigarette sperimentali: ora sta studiando la combinazione tabacco-rucola-forfora.
- E' vero Ziribiglio, non si capisce una mazza quando parli - dice Mix interpretando la domanda retorica di Giac - Avevi detto di conoscere lo slang animale universale, ma mi sa che hai sparato una balla.
- Zitti pev favove! Ché poi si offende e vipvende a pavlave tva dieci minuti - dice Gnegnelé e ottiene il risultato di offendere il bradipo che rimane in silenzio per lungo tempo. Quando quasi tutti hanno perso ogni speranza e stanno decidendo che è meglio piantarla lì e cercare di dormire, Ziribiglio riprende senza preavviso:
- Tutti noi stiamo vivendo con estremo disagio le nuove regole imposteci dai nostri spietati custodi. Mi fa specie constatare che ancora nessuno di noi si è...-
- Eh?- ribadisce Giac che si è sistemato sulla coda il pezzo di carta con sopra tabacco e il resto. Arrotola la lunga coda e la distende nuovamente, appare una simil-sigaretta molto dignitosa, ancorché infarcita di peli.
- Qualcuno ha da accendere? - chiede.
Interviene il moscone Kuaddin', una bestia di quattro chili per un'apertura alare paragonabile a quella di una poiana.
- Il bradipo tridattilo qui presente - genere Bradypus, famiglia Bradypodidae- si sta in realtà esprimendo in un perfetto slang animale universale, sebbene eccessivamente stucchevole; voi siete evidentemente troppo ignoranti per capirlo. Io invece conosco lo slang e conosco altre 36 lingue particolari, comprese le vostre lingue madri, per cui se me lo richiedete e dietro equo compenso posso effettuare traduzioni accurate per ciascuno di voi. -
- Te lo dò io l'equo compenso... - fa Mix.
- Oh insomma, fatelo parlare- ruggisce Tellina, la foca leopardo; preso alla sprovvista da quel verso inaspettato, Momotti rizza il pelo e soffia impaurito. - Ho sonno e fame, se dormo non penso alla fame, quindi quanto prima questo vecchio bavoso finisce tanto prima dormirò, e non penserò che siete tutti commestibili. Cala il silenzio assoluto, neppure Kuaddin' obietta nulla e questo è di per sé un evento eccezionale.
- Vai avanti, Ziri, e cerca di essere molto chiaro.
- Ehm, grazie... cara... compagna... Ci provo...- fa Ziribiglio con voce tremante. Prosegue indisturbato la sua esposizione.
- I nani ci sfruttano, ci fanno lavorare 10 ore al giorno, in più c'è lo spettacolo... poi ci sono le visite dei bambini che urlano e ci tirano noccioline, caccole e pietre... Ci hanno ridotto l'ora d'aria... non che a me serva, come sapete non sono uno che si muove molto... ci hanno ridotto il cibo! Al povero Giac hanno tolto la possibilità di fumare liberamente! E' un'ingiustizia-
- Parole sante, fratello! - sussura Giac: con la zampa anteriore tiene ferma uno scheggia di legno, un'altra l'ha in bocca, sfregandole spera di ottenere l'agognato fuoco.
- E allora, converrete con me che l'unica soluzione è evadere!-
Nessuno osa parlare, o per timore di Tellina o per l'imbarazzo di discutere con Ziribiglio per il quale l'unanimità di pensiero è il valore più prezioso.
- E come pensi di poter scappare? - chiede infine Tellina.
- Ho un piano estremamente semplice, che se avrete la cortesia di ascoltarmi ancora qualche minuto passerò ad esporvi. -
L'esposizione del piano dura tre quarti d'ora: è ovviamente complicatissimo e in più punti prevede l'utilizzo di tecnologie aliene per riuscire, ma nessuno ha il coraggio di farlo notare a Ziri. Quando il vecchio bradipo termina, sono tutti attoniti, cercano di trovare un modo delicato per dirgli che il piano non ha molte possibilità di successo.
- Tutti gli altri converranno con me che questo piano è una stronzata!- dice infine Mix e il sollievo degli altri è tangibile: Mix si diverte a fare il lavoro sporco, per questo è un po' odiato da tutti, ma in certi casi risulta utile.
- E poi non hai considerato il calamaro gigante all'ingresso- dice Giac. Tutti si voltano in direzione della sua voce. Nel buio balugina una piccola lucetta rossa, evidentemente è riuscito in qualche modo ad accendere il suo esperimento.
- Quale calamavo? Oh, Giac - sbotta Gnegnelè - Che ti stai fumando?-
[Continua...]

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