domenica 28 febbraio 2010

Il Corsaro Sottozero. 1.





- Quel microbo puzzolente è un intruso - disse Sibilla incrociando le braccia e facendo la smorfia che le riusciva meglio, quella che la mamma chiamava del criceto mannaro.
- Anche tu eri un'intrusa - rispose serafica Flora mentre, distesa sulla sdraio a bordo piscina, sorbiva dalla cannuccia il suo succo di papaya.
- Non è vero! - protestò Sibilla. Ritta in piedi accanto alla sorella, prese ad asciugarsi i lunghi capelli frizionandoli vigorosamente dentro il cappuccio dell'accappatoio verde che aveva addosso.
- Sì che è vero: eri una piccola puzzola importuna. Quando sei nata per papà e mamma esistevi solo tu: una volta mi hanno dimenticato in un negozio di pentole a pressione... erano tutti presi a spingere la tua carrozzina e a farti bababà cuccicuccì e tutte quelle cose cretine che fanno i grandi quando vedono una sgorbietta.
- No! - contestò Sibilla spingendo indietro il cappuccio e mostrando la chioma spettinata.
- Sì! Un'altra volta siete partiti tutti in Francia con gli zii e io sono rimasta sola in casa in balìa di due pazzi criminali.
- Non è vero! Questo è un vecchio film che abbiamo visto in TV!
- Fa lo stesso, è il concetto che conta - ribatté Flora senza scomporsi. Schioccò le dita e un cameriere accorse a ritirarle il bicchiere di succo di frutta che aveva appena prosciugato.
- Uff... Sibì... Goditi la crociera... garson! - disse rivolgendosi al cameriere - Un altro carico di quei fa-vo-lo-si involtini di pasta sfoglia e würstel, per favore.
- Due! - si affrettò a correggerla Sibilla. Si sedette nella sdraio a fianco alla sorella, prese a mordicchiarsi le unghie.
- Flò, quel coso ce li ha tutti per sé, non è giufsto! Se noi adesso non ci ribelliamo crederanno di poterci comprare con una semplisce vacansa... poffibile che non capifsci?
- Certo che non capisco, ti stai masticando le dita! Non si parla a bocca piena.
Il cameriere tornò con gli involtini e Sibilla cambiò obiettivo divorandoli uno dopo l'altro, con gran sollievo delle unghie ormai esauste.
- Senti piuttosto: tra mezz'ora c'è la lezione di danza, che fai? Vieni?
- Venduta! Crumira! Fai come vuoi, vorrà dire che combatterò da sola! - rispose Sibilla spazzolando il ventesimo e ultimo involtino - Adesso tornerò in camera e non mi muoverò di lì fino alla fine della crociera! Addio!
Sibilla si alzò, si tolse l'accappatoio lanciandolo verso la sorella e ciabattò via.
- Dove vai? Sibilla, aspetta! - Flora la chiamò senza troppa convinzione. La sorellina continuò ad allontanarsi non dando ad intendere di aver sentito.
- Boh... delle volte si comporta proprio da scema. - sibilò Flora abbassandosi nuovamente gli occhiali da sole.
Che c'era di male a godersi quella fantastica crociera? Papà e mamma si sentivano in colpa perché ora che c'era il moccioso caccoloso avevano meno tempo per le loro altre piccole?
Giusto!
Volevano comprarsi la loro condiscendenza regalando a tutta la famiglia due settimane di vacanza su una nave fantasmagorica e immensa dove tutto l'equipaggio ti tratta come una principessa e non vede l'ora di esaudire ogni tuo più insulso desiderio?
Perfetto! Lei ci stava!
Anzi, ora che aveva capito come era facile, negli scarsi ritagli di tempo tra il corso di danza, il minigolf e la scuola di recitazione, apriva il suo fidato taccuino e prendeva appunti, registrando ogni possibile situazione di cui lamentarsi in seguito.
Oggi ad esempio aveva annotato:
1. Omessa attenzione al racconto 'Cosa ho fatto ieri sera'.
2. Danno esistenziale da choc per improvviso rigurgito del fratellino.
3. Insufficiente assistenza notturna a Sibilla: la sorellina si era svegliata nel cuore della notte chiamandoli senza ottenere risposta e ciò le aveva comportato una veglia non programmata causandole un pericoloso debito di sonno.
Più tardi avrebbe pensato a come quantificare i danni.
Ma se Sibilla non stava al gioco, rischiava di rovinare tutto: mamma e papà, vedendo la loro bambina ancora triste, avrebbero pensato di dover trovare un modo diverso per accontentarle. Ad esempio facendosi in quattro per avere più tempo da passare insieme a loro. Impegnandosi sarebbero certamente riusciti a...
... soffocarci di attenzioni com'era prima della nascita di Ettore... No! Per carità! Devo riuscire a convincere Sibì che questa vacanza piace anche a lei... - pensò Flora dirigendosi verso il trampolino da dove si tuffò a bomba dentro la piscina riscaldata.

[Continua...]


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