lunedì 1 marzo 2010

Fuga dal Circo. 6.

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Il sermone di Momotti (e Taro).

Momotti agitò mollemente la coda sinuosa, socchiuse gli occhi e cominciò:
- Un giorno un giovane avventore che aveva appena bevuto il quinto mojito con erba gatta chiese al saggio barman:
O saggio barman, dimmi: lo scarabeo stercoraro che rotola la sua morbida palla per i prati sente il profumo dei fiori che ha intorno?
Il saggio barman rispose:
Non lo so, ma se vuoi possiamo chiedere ai bacherozzi che ospito nel macinino, confusi tra i chicchi di caffè.

- Per capire la massima zen dobbiamo innanzi tutto chiederci chi noi siamo: siamo lo scarabeo, che fatica incessantemente trasportando il suo carico nauseabondo? Oppure siamo la palletta di sterco, che si lascia passivamente trasportare attraverso un mondo fiorito e fragrante, giacendo in quell'Eden come un rifiuto, un oggetto sgradevole e alieno?
- Palle di merda! Tutti palle di merda! - sibilò Taro: la seconda testa di Momotti finalmente si palesò, sollevando il collo che partiva dalla sommità della capoccia più grande. Era delle dimensioni di una pallina da ping pong e non aveva niente dell'elegante grazia felina; aveva piuttosto le sembianze di un chihuahua senza orecchie, occhi enormi e cattivi e una lunga zazzera che normalmente usava per nascondersi piegando il collo in avanti, di modo che il ciuffo pareva avere origine da Momotti. Diversi piercing al labbro e un grosso moschettone infilato tra le narici tradivano il suo gusto estetico punk . La cosa più inquietante del suo aspetto erano però i dentini: fittissimi e affilati come aghi, in numero enorme e disposti su più file, come quelli degli squali. Sfregandoli tra loro produceva piccole scintille il cui sfrigolio rendeva il rumore del digrignare ancora più sinistro.
Momotti proseguì senza badare al suo alter ego.
- Come questi industriosi scarafaggi che rotolano incessantemente la loro preziosa biglia marron, così anche noi: la nostra vita è un doloroso incessante scorrere di prove e spettacoli. Eseguiamo i lunghi e faticosi esercizi che i nani... -
- Nani bastardi! - interloquì Taro.
- ... ci impongono. Ci svegliamo stanchi ed andiamo a dormire esausti e i nostri pasti e il nostro lavoro sono una merda, possa Siddharta perdonarmi l'eloquio più consono al mio fratello poco illuminato.
- Ma siamo anche palle di sterco, perché tutti noi in un modo o nell'altro siamo le scorie, i freak, i mostri da cui gli uomini e gli animali normali stanno alla larga. Non decidiamo il nostro destino e la nostra direzione, veniamo trasportati nel mondo e non abbiamo preoccupazioni. Chi siamo dunque? - Momotti attese qualche istante che qualcuno intervenisse. Perdurava un silenzio tombale, nessuno evidentemente andava orgoglioso di identificarsi con alcuno dei ritratti appena fatti.
- Bene - annuì Momotti - Una non risposta è la giusta risposta... Infatti c'è una terza possibilità, ed è questo ciò che - vi dico - noi realmente siamo.
- Lo sapevo! Il prato fiorito? - sussurrò timidamente Mix. Momotti non lo calcolò.
- Noi siamo le larve nate dalle uova deposte dentro la palla. La palla ci riscalda e ci nutre! Siamo gli esseri viscidi e informi che nutrendosi di merda - mi perdoni Confucio eccetera - conquistano la libertà ed emergono infine, trasformati in esseri nuovi e forti. Esseri liberi!
-... di appallottolare merda! - tagliò corto Taro.
- Ecco perciò il Karma che ci ha assegnato il Cosmo: il nostro destino è la Fuga. La Libertà.
- Sììììììì! - urlarono tutti, totalmente persuasi; se avessero avuto le mani certamente sarebbe stato uno scrosciare di applausi.
Momotti terminò il sermone in un crescendo trascinante, tra i gridolini entustiasti e i commenti di approvazione dei compagni:
- Poiché il nostro compito è arduo e gli ostacoli sono presenti ad ogni passo abbiamo bisogno di organizzarci. Gli Yi Ching che ho consultato per ciascuno di voi mi hanno indicato chiaramente quale sarà il vostro ruolo:

  • Ziribiglio sarà il nostro ideologo, cronista e storico. A lui il compito di tramandare alle generazioni future le nostre gesta.
  • Kuaddin' sarà il consulente scientifico interdisciplinare.
  • Tellina per la sua conoscenza delle arti culinarie sarà l'addetta alle armi chimiche.
  • Giac è il responsabile della logistica.
  • Gnegnelè: guerra psicologica e demoralizzazione del nemico.
  • Mix: ci sarai utile come arma pesante e per il trasporto truppe e materiali.

- Naturalmente io farò il tattico. Abbasso il catenaccio!
E tra gli evviva generali l'unica voce controcorrente fu Taro che sovrastando tutti con il suo gracidio rauco urlò:
- Creperemo tuuuutttii!!!

[Continua...]


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