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- Azione! - gridò Snippolo seduto sullo scranno da regista, una squallida sedia pieghevole in tela nella cui spalliera aveva scritto con tratto incerto Aret Direttor.
Ogyvolo contemplò con disgusto il baschetto nero e gli occhiali a specchio del collega, poi obbediente usò il frustino per sferzare con sadismo Donky & Khorr affinché andassero ad eseguire il loro compito nella rappresentazione che si stava inscenando.
Il ruolo degli scimmioni era equamente ripartito: Khorr si occupava di aprire e chiudere i sipari, cambiare scenografie e direzionare le luci; curava il mixaggio audio e video e gli effetti pirotecnici; nei ritagli di tempo portava drink e salatini ai nani.
Donky supervisionava e fungeva da elemento di raccordo tra direzione umana e cast bestiale: praticamente non faceva un cazzo, salvo biascicare poche parole, masticate e confuse, in slang animale; l'intento era tradurre i voleri dei nani al collega e ai freak, ma c'erano scarse possibilità che i poveri animali capissero quali periodi di senso compiuto si nascondessero dietro quei borborigmi grotteschi. Così il più delle volte doveva essere lo stesso Ogyvolo a farsi capire con sguardi minacciosi e rudi ceffoni, col che Donky risultava definitivamente inutile.
Sulle gradinate era presente uno spettatore d'eccezione: René Sumero era giunto a sorpresa per assistere alle prove del numero corale che egli stesso aveva preteso pochi giorni prima. Oggi era vestito con una lunga tunica tubolare in orbace lilla, ricamata di verdi stelle a uncinetto, una riedizione etnica dell'abbigliamento del mago Merlino di disneyana fattura. Il copricapo, elemento immancabile, era un altissimo cono anch'esso lilla e munito di fitto firmamento; ad impreziosirlo portava infilzato sulla punta uno spiedino di taccole flambé con larderelli e foglie di mirto, orgoglioso simbolo culinario del suo paese d'origine.
La presenza del capo rendeva i nani particolarmente nervosi, ma i due manifestavano il disagio in modo molto diverso:
Snippolo era logorroico, dava incessantemente istruzioni alle maestranze, utilizzava un ridicolo vocabolario tecnico di sua invenzione che secondo le intenzioni doveva colpire favorevolmente René.
Così, quando diceva:
- Allumate bianco il trampolato acciocché la view sia best.
significava:
Puntate lo spot bianco su Gnegnelé in modo da far risaltare la sua figura.
Ogyvolo invece si sforzava di rimanere perfettamente silenzioso, perché se avesse parlato questa volta non sarebbe riuscito a dissimulare il suo furore e disgusto e avrebbe rivolto a Snippolo e ai gorilla i più stucchevoli complimenti; correva ininterrottamente da una parte all'altra, scuotendo incessantemente la testa, un riflesso incontrollabile che derivava dall'intimo dissenso che provava per qualunque cosa il collega decidesse: era sempre contrario a qualsivoglia proposta di Snippolo, ma non ne avanzava mai una sua. Era perciò una sorta di mimo incazzoso che ribadiva con gesti bruschi ed eloquenti gli ordini di Snippolo a Donky e Khorr. Il suo fraseggio tipico comprendeva tra gli altri: il cipiglio cinghialesco, il gesto dell'ombrello, il medio falloide con e senza appendici laterali e, usatissima, la rappresentazione pleonastica sfinterica, altrimenti detta del culo così.
Raramente però dava il tempo ai quadrumani di eseguire ciò che chiedeva, in quanto quasi subito concludeva che i due erano incapaci di adempiere al compito; allora, arrotando i denti e serrando le mascelle, li affiancava taciturno e faceva al posto loro ciò che gli aveva appena ordinato, cercando di folgorarli con lo sguardo per la pessima figura che stavano facendo a causa della loro indolente incompetenza.
Era dunque una catena di comando confusa e poco rodata e in queste condizioni fu un vero miracolo riuscire a rappresentare lo Spettacolo Corale dall'inizio alla fine.
Lo spettacolo era diviso in 4 atti e cominciava con Gnegnelé al centro della scena.
Le luci si attenuarono e la rappresentazione poté cominciare.
- Atto I: La Seduzione.
Gnegnelé è sopra un largo nido circolare di paglia e fango. Il collo, mostruosamente lungo rispetto alla normalità per la sua specie, è ripiegato e dissimulato sotto le piume arruffate tra le clavicole, servirà per la sorpresa finale.
Ha vicino un sacco, pieno di penne bianche e rosa.
La colonna sonora è Why don't you do right di Kansas Joe McCoy, nella cover di Jessica Rabbit.
La pettegola infila il becco nel sacco ed estrae le penne. Ad una ad una comincia ad incastrarsele voluttuosamente nelle ali, nel petto, nella coda, con fulminea perizia. Prima che la musica finisca, Gnegnelé ha completamente mutato aspetto: le penne posizionate con maestria ne hanno reso la livrea del tutto simile a quella di un fenicottero; l'illusione è completa non appena dal fondo del sacco estrae un becco adunco posticcio e lo indossa sopra il proprio, elevando il collo in tutta la sua lunghezza e ripiegando il capo in avanti a disegnare un'elegante S. Non fosse per le zampe troppo corte, nessuno potrebbe dubitare che si tratti di un fenicottero rosa. D'altra parte, le zampe sono nascoste in quanto Gnegnelé rimane adagiato sul nido.
Interviene Snippolo:
- Qui inseriamo un frame timestamp per l'handshake client.
Qui facciamo una pausa per gli applausi del pubblico.
La musica finisce, c'è un intermezzo di piano a commento, mentre uno spot illumina Giac, a qualche metro dal nido. La luce lo segue mentre si avvicina a Gnegnelé, curioso. La volpe indossa un borsalino nero, fuma una sigaretta, tenuta da un lungo bocchino dorato. Si avvicina flettendo corpo e coda con eleganza. È evidentemente attratto da quella bella creatura.
Comincia la seduzione, parte il flamenco che Giac comincia a ballare da solo muovendosi intorno al nido, battendo rumorosamente le zampe come usano i ballerini bipedi dotati di tacchi . Giac non ha ovviamente le scarpe: il forte rumore metallico è dovuto a dei portauovo d'argento che il geniale Ogyvolo gli ha infilato a forza nelle zampe. Per legargli le nacchere alla coda il perfido nano ha usato del fil di ferro. Giac agita ritmicamente la coda e le nacchere tintinnano seguendo la musica. Entra dentro il nido di Gnegnelé, e comincia i suoi virtuosismi di fumo: anelli, ciambelle, punte di trapano, finanche una riproduzione piuttosto fedele della Torre di Pisa. I due sono ora illuminati da spot di vari colori, così che le volute di fumo appaiono ancora più spettacolari.
La pettegola/fenicottero è evidentemente colpita, e accetta di ballare con Giac. Non ha nacchere, ma produce un rumore simile aprendo e chiudendo a tempo il becco finto, che Ogyvolo ha ricavato a martellate partendo da un campanaccio di capra poi verniciato.
Le teste dei due animali si avvicinano, la musica termina e le luci si attenuano, lasciando intendere al pubblico che è scoppiato l'amore. - Atto II: Il Rapimento.
Le luci si accendono nuovamente e parte imperiosa l'ouverture de Il ratto dal serraglio di Mozart. Il pubblico può vedere Giac che si struscia affettuosamente su Gnegnelé e si allontana nel buio.
Snippolo interviene di nuovo:
- Un message overflow indica che Giac ha schedulato il find della home di gruppo.
La voce del narratore spiegherà che la volpe si è allontanata a cercare un posto dove stabilire la dimora comune.
L'uccello è nuovamente solo nel nido, ora gli spot inseguono una strana creatura che si muove furtiva nell'ombra: è il Momotauro, un orrendo essere bicipite che si è invaghito della pettegola. Ha assistito al rituale d'accoppiamento tra Giac e Gnegnelé ed è folle di gelosia. Approfitta della temporanea assenza di Giac per saltare dentro il nido. Il fragile Gnegnelé è tremendamente scosso dall'ardire di quella bestia sconosciuta, ma ancora non ha compreso con che razza di mostro ha a che fare. Quando Taro, per l'occasione corredato di due corna di cartapesta, si palesa in tutta la sua morbosa bruttezza, spalancando la bocca e ruggendo come un carlino ubriaco, per Gnegnelé lo sgomento è intollerabile: cade a terra privo di sensi. Il Momotauro afferra la pettegola per il lungo collo e la trascina via, esile pollo inerte, dileguandosi nelle tenebre. Gli spot indugiano sulla scia di piume bianche e rosa che il rapitore si lascia dietro.
- Shutdown del secondo atto e reboot delayed con locheil modificato.
Qui termina il secondo atto. Il terzo atto comincia dopo un breve intervallo necessario ad allestire la nuova scenografia.
[Continua...]

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Tutto qui?
RispondiEliminaMi sembra di intuire che lo pseudo scrittore sia un po' a corto di idee