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Nel buio della pista, Khorr portò via il nido e il piedistallo, poi cominciò freneticamente a disporre in ordine gli elementi in polistirolo che componevano la scenografia degli ultimi due atti, mentre Donky lo aiutava seguendolo attentamente con lo sguardo, pronto ad intervenire qualora il socio avesse commesso qualche errore. Khorr non commise errori, dimostrando quanto funzionasse bene la procedura di delega totale permanente che Donky attuava con lui.
Non appena fu tutto a posto, la rappresentazione potè proseguire.
- Atto III: La Battaglia.
Parte in sordina La Cavalcata delle Valchirie di Wagner, divenendo via via più potente man mano che l'azione prende piede.
Le luci si riaccendono sulla nuova scenografia: al centro della pista Gnegnelé è legato stretto ad un palo. Tutto intorno un muro di cinta di scatole di polistirolo, foggiate e dipinte in guisa di castello con merli e torri. Accanto a Gnegnelé Momotti e Taro ruggiscono minacciosi, pronti a fronteggiare il pericolo. Vicino a lui difende la fortezza Tellina: è indaffarata tra ciotole e pentole da cucina, con le abili pinne sta impastando riso farina e piselli, rolla accuratamente tutti gli ingredienti facendone delle perfette sfere che fa rimbalzare un paio di volte sul naso lanciandole infine dentro la friggitrice. Gli arancini fritti a puntino vengono scolati e deposti in un vassoio tramite un complesso meccanismo di carrucole che sollevano il cestello della friggitrice e ne depongono il contenuto su un grande vassoio. Tellina aziona il meccanismo tirando le corde cha ha legate con due cappi alle pinne posteriori mentre continua ad impastare gli arancini. La squadra dei difensori è completata da Kuaddin', il cui compito è caricare gli arancini che andranno sganciati sulle truppe assedianti. Nell'anello esterno gira velocissimo un rozzo carretto, forgiato in cartapesta a riprodurre una biga romana. Lo traina un dinamicissimo Mix che schiuma, suda e sbuffa come una locomotiva, insomma pare l'intercity Milano - Venezia, il famoso Giorgione; chiunque del resto della truppa potrebbe giurare di non averlo mai visto così reattivo e (si direbbe quasi) contento, nessuno sapeva che quell'asino scorbutico fosse capace di questo sentimento; parrebbe che il solo fatto di girare in tondo, come l'asino che in definitiva è, lo faccia star bene. In quella situazione, Mix si avvale della sua quinta zampa, il galoppo in tre tempi dei suoi arti posteriori ha un effetto da cartone animato e gli dà una velocità inverosimile. L'interno del carretto è occupato dall'intrepido amante Giac e da un grande cannone: è l'arma segreta che può decidere le sorti della battaglia. Dentro il cannone variopinto è sistemato un ardito aviatore: Ziribiglio , per l'occasione dotato di casco in pelle e occhialoni da aviere della Prima Guerra Mondiale. Mix corre intorno alla fortezza, dando sfoggio di notevoli virtuosismi da slalomista schivando gli arancini sganciati senza interruzione da Kuaddin'. Sottolinea ogni dribbling vincente con un raglio divertito. Vanno avanti così per alcuni giri di pista. Kuaddin' è visibilmente sfinito e vola sempre più a fatica. Il carretto si dirige ora verso in centro e sfonda il muro di polistirolo. Si ferma, il cannone è posizionato ad alzo 45 verso la parete della fortezza. Momotti e Taro non hanno smesso un attimo di ruggire, pavidi e impotenti.
Kuaddin' ronza minaccioso avvicinandosi a Giac; tra le zampe tiene a fatica un arancino gigante che è intenzionato a sganciare sopra il facile bersaglio per fare strage di nemici. Ma ecco che Giac sposta un drappo mimetico che fino a quel momento ha coperto un narghilè. Dentro il narghilè brucia la famosa spirale verde di uno zampirone. Giac aspira a pieni polmoni, lo zampirone si consuma in pochi attimi. Kuaddin' capisce ma è troppo tardi: Giac sta già soffiando la tossica cortina di fumo verso il moscone obeso, il quale precipita pesantemente al suolo e viene schiacciato dal suo stesso ordigno che colpendolo esplode in un tripudio profumato di riso e piselli bollenti.
Un rullo di tamburi annuncia l'offensiva finale: si sente una detonazione e Ziribiglio vola in una corta parabola andando a schiacciare Tellina, che è ormai fuori gioco. Giac salta giù dal carretto e va ad affrontare il vile Momotti. - Atto IV: Trionfo dell'Amore.
Giac in due balzi è di fronte a Momotti. Il pusillanime, gonfio come un pesce palla, inizia a soffiare e a fare ululati minacciosi. Giac non si fa intimidire e i due si azzuffano. Si capisce immediatamente che non c'è storia: di fronte alla determinazione e alla prestanza della volpe, il debole Momotti soccombe in poco tempo, Giac lo soffoca con un preciso morso al collo: Momotti e Taro mostrano al pubblico la loro dipartita strabuzzando gli occhi e estroflettendo la lingua in una grottesca smorfia stereo.
L'amore ha vinto: Giac corre a rosicchiare le corde che costringono Gnegnelé e i due si baciano teneramente sotto le note di Via col Vento di Steiner.
- Ok, switch off finale della luminanza... poi Khorr manda il jingle abbosco... poi shutdown e handshake massivo.
Bene, le luci si spengono definitivamente, Khorr agisce sulla console per aumentare il volume della musica e infine attendiamo gli applausi scroscianti del pubblico.
Diversi lamenti cominciarono a salire dal gruppo: Kuaddin' era rimasto a schiacciato al suolo, supino; l'osceno panzone peloso palpitava sotto la montagnetta di riso che era stata l'arancino gigante. Dimenava impotente le orrende zampette, diciamo quattro su sei, perché le altre due erano inerti a formare angoli improbabili; dolorose fratture che facevano soffrire il moscone e lo spingevano istintivamente a frullare le ali a terra sollevando un gran polverone. Ziribiglio e Tellina non erano stati più fortunati: quando Ziri era piombato addosso alla foca, i due cadendo avevano rovesciato la padella colma di olio bollente, ustionandosi in maniera seria. Tellina era saltata immediatamente nella sua vasca piena d'acqua, mentre Ziribiglio, che avendo il fitto pelo intriso d'olio sembrava una bradiposauro appena uscito dall'uovo, si rotolava in terra impanandosi con terra e segatura in cerca di sollievo. Vista l'incredibile lentezza pareva però un porchetto sul girarrosto, diligentemente impegnato a cuocersi uniformemente.
Momotti si accorse dell'inutilità dei movimenti dell'amico e si tuffò coraggiosamente nella stessa vasca di Tellina, generando un'onda che andò ad infradiciare Ziribiglio alleviandone la sofferenza.
- Lanciate un health check! - urlò Snippolo non appena si rese conto della gravità della situazione, con ciò ordinando di attivare un'operazione di infermeria. Khorr capì senza la traduzione di Donky (il quale peraltro era rimasto a boccheggiare inerte e sconvolto), già stava andando a recuperare cappellino e camice da paramedico, quando René Sumero, fino a quel momento immobile e rigido come un bronzetto nuragico, si alzò di scatto dal suo seggiolino.
Tutti tremarono.
[Continua...]

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