-È deciso, dunque! - disse l'Untore battendo debolmente il palmo aperto sul tavolo ovale intorno al quale erano seduti tutti.
Il fetore era quasi insopportabile, nella sfarzosa sala di Palazzo Grigi dove si teneva il Consiglio dei Ministri della Repubblica Monarchica Proletaria di Ritalia. Il nome di quella triste Nazione era stato cambiato per decreto qualche decennio prima. L'Untore aveva anche aggiunto uno slogan coniato di suo Pugno:
Ritalia: Se hai bisogno di una legge, qui la troverai.
Con un adeguato emolumento ci si poteva infatti ritagliare addosso qualunque legge, norma o codicillo di cui si avesse necessità. L'intuizione geniale dell'Untore era riuscita a dare respiro alle esauste casse dello Stato: semplici cittadini e organizzazioni criminali pagavano volentieri un fiume di soldi per rendere legale un furto, una estorsione, una strage. Non era facile - dal punto di vista giuridico - legalizzare un particolare reato mantenendo l'illegalità del caso generico, ma era fondamentale perché il sistema continuasse ad essere fruttuoso: se ad esempio l'omicidio in sé avesse smesso di essere perseguito, chi avrebbe più esborsato?
- Miiinchia, ma siamo sicuri che si possa fare? - chiese il ministro per gli Affari Xenofobi Franco Franchini; per sopportare la puzza masticava freneticamente tre caramelle alla menta piperita extra forte.
- Certo che si può! Dubitate ancora di Me? - sbottò l'Untore. Teneva sulle gambe, palpeggiandola svogliatamente, quella che sembrava una bambola gonfiabile. In realtà era la Ministra Maila Cara Fregna, in tutta l'opulenza dei suoi siliconi. Non dimostrava affatto 80 anni.
L'Untore invece non aveva una bella cera: l'ultimo trapianto di capelli fatto solo due settimane prima gli stava franando a ciocche sul tavolo, portandosi via estesi brandelli di cuoio capelluto. Gli occhi erano vitrei, parevano bolliti, il colorito era cereo e dalla bocca gli colava una bauscina verdognola dall'odore ripugnante. Larghe chiazze umide e maleodoranti decoravano qua e là giacca, camicia e - come si accorse Maila - pantaloni.
- Oh, insomma: abbiamo sancito per legge l'eternità del Consiglio dei Ministri. Questa modifica che vi propongo ora è un semplice dettaglio, cribbio! Anche allora eravate scettici! Tutti! Per fortuna che abbiamo il Sottosegretario Gigi Scritta! - rivolse uno sguardo pieno di riconoscenza all'uomo seduto alla sua destra. In pochi sapevano che Scritta era un Golem di cera animato nel 1935 da una congregazione dell'ordine dei Frati Indovini: il suo aspetto da mummia 70 enne non era mutato in tutti questi anni. Scritta annuì senza muovere alcun muscolo della faccia, cosa che gli veniva piuttosto naturale: ne era totalmente sprovvisto.
- Grazie ai suoi contatti molto in alto abbiamo ottenuto questo incredibile risultato. Se non fosse per l'avallo delle gararchie Vaticine e del Pope in persona, il decreto scritto da Maurilio Gaspacho sarebbe stato lettera morta... Invece, guardate qui: ho 120 anni, governo ininterrottamente da 47 anni, insieme a voi tutti. E lo faremo per sempre.
- Grrmm, sssssscgl - disse Dagoberto Bossolo, centenario ministro delle Riforme Deformi.
- Dice che se l'è appena fatta addosso - tradusse il ministro dei Cazzi Nostri Bibo Olive.
- Che aspetti, allora? Puliscilo! - sbottò il ministro della Bianca Gioventù Ritaliata Caldarrosti. Nonostante fossero compagni di partito, tra i due non correva buon sangue.
- Silenzio! Comunque, se vi state domandando perché stiamo discutendo dell'argomento, ve lo spiego subito: nonostante il mio stile di vita sano e le continue trasfusioni di 5 litri di sangue di vergine al giorno, è accaduto l'imprevisto. Sei giorni fa l'ultima orgia mi è stata fatale: sono morto di overdose di viagra. È l'ultima volta che faccio scrivere una legge a quell'imbecille di Gaspacho: se vai a leggerla, non ha scritto da nessuna parte nero su bianco che la licenza di vita eterna è da intendersi estesa individualmente a tutti i membri del Consiglio... l'ho fatto fucilare ieri, la misura era colma... Per fortuna la legge sancisce l'immutabilità del Consiglio e questa ambiguità interpretativa mi permette di parlare ancora con voi. Però adesso mi trovo in questa situazione contraddittoria... insomma, pur dovendo essere in un certo senso vivo per legge, ho questo problema: non so se ve ne siete accorti, ma nonostante in questi ultimi giorni stia dormendo in una cella frigorifera, non sto riuscendo ad impedire un certo... ecco... sarà il clima estivo... insomma, ho qualche sintomo che mi spinge a sospettare che stia iniziando a decompormi...- mentre lo diceva gli cadde un dente sul tavolo.
- No! Non ci eravamo accorti di niente! - mentì spudoratamente la Cara Fregna baciandolo teneramente sulla bocca.
- Già, però è così...- proseguì - Io e il ministro dell'Aggiustizia Lucifero Betano abbiamo pensato alla norma di interpretazione autentica del decreto legge Gaspacho, come vi ho appena esposto: esplicitazione del diritto alla vita eterna individuale! D'ora in poi nessun incidente o malattia potranno ucciderci! - ghignò L'Untore - ... la ristretta cerchia dei presenti, si intende.
- Il Pope è d'accordo, parlerà lui all'Azionista di Maggioranza - proferì Scritta senza muovere le labbra.
- Il decreto sarà ovviamente retroattivo per tutti quelli che si chiamano Savio Bislosco e sono nati il primo Unembre dell'anno 0 del calendario Bisloschiano. - chiosò Betano.
- Conoscete tutti quanto tenga al sano dialogo democratico, per cui voglio sentire da ciascuno di voi che siete d'accordo e che sono l'uomo più intelligente dell'Universo.
Il coro di sì fu ovviamente unanime e entusiasta. Bossolo fece qualche grugnito che solo Olive capì: chiedeva di approvare una norma retroattiva anti ictus. Olive non volle turbare il clima di concordia e non tradusse.
- Intesi, dunque? Ma... Non ho sentito il ministro Biondina... ministra Jabbini, non era a fianco a te?
Il ministro dell'Istruzione Pubblicitaria Maria Jabbini De' Att, una massa informe con gli occhiali perennemente gravida ma stoicamente ligia al dovere, fece un discreto ruttino e si scusò:
- Sì, perdonatemi... avevo voglia di qualcosa di sfizioso e non ho saputo resistere, l'ho divorato. Non ci crederete, era buonissimo, ne avrei voluto anche un altro. Ah, questa gravidanza... che voglie strane!
- Che dige, Untore - intervenne Nazio L'Alemanna - aggiungiamo un degretino anghe ber Biondina?
- Non ci sono i tempi tecnici. - rispose Bislosco infastidito.
- Ma Gregor Surrentino ci firmerà la legge? Conosciamo tutti il suo rigore... - chiese preoccupato Scogliona, ministro per lo Sviluppo Costoso.
- Non c'è problema - sghignazzò l'Untore mostrando il braccio imbalsamato del rigido Presidente della Repubblica formalmente ancora in carica. Nella mano rattrappita teneva una costosa stilografica.
- Quando serve ci dà sempre una mano!
Tutti risero sollevati.
Fine.

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