<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-6318729045031505606</id><updated>2011-12-08T15:25:01.712+01:00</updated><category term='narrativa'/><category term='Fuga dal Circo'/><category term='Mister B.'/><category term='Radici'/><category term='Politically Corrott'/><category term='Rigor Mortis'/><category term='quantum words'/><category term='racconti'/><category term='Racconti per bambini'/><category term='Attumarroi'/><category term='Avventura tra i ghiaccioli'/><category term='esopo'/><category term='il Corsaro Sottozero'/><title type='text'>Quantum words</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://quantumwords.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318729045031505606/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quantumwords.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Ismaele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00745320610601800794</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>39</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6318729045031505606.post-4855880177832463488</id><published>2011-11-25T09:46:00.001+01:00</published><updated>2011-11-25T11:56:44.076+01:00</updated><title type='text'>Fuga dal Circo - Epilogo</title><content type='html'>&lt;pre&gt;&lt;a href="http://quantumwords.blogspot.com/2010/03/fuga-dal-circo-8.html"&gt;[Precedente]&lt;/a&gt;                                     &lt;a href="http://quantumwords.blogspot.com/2010/01/fuga-dal-circo-1.html"&gt;[Inizio]&lt;/a&gt;&lt;/pre&gt;I lucciconi di René Sumero si vedevano distintamente nonostante le luci basse e gli spessi occhiali.&lt;br /&gt;Così - brevemente - parlò:&lt;br /&gt;- Questo spettacolo... mischia troppe cose insieme... nel mio paese diciamo&lt;i&gt; tottu cosas in d'una... &lt;/i&gt;potrebbe funzionare... ma... per colpa non certo mia ma della&lt;i&gt; tempesta perfetta&lt;/i&gt; che tre anni fa ci ha strappato il tendone... ora... non &lt;i&gt;abbiamo&lt;/i&gt; più un soldo... e quando dico non abbiamo intendo&lt;i&gt; non avete&lt;/i&gt; più alcuna possibilità di continuare a mangiare a sbafo al Tito scali...&amp;nbsp;&amp;nbsp;Ho venduto Khorr ad un ammaestratore di babbuini... Kuaddin' l'ho ceduto ad un mio amico macellaio, ne farà macinato... Momotti insegnerà la sua preziosa filosofia buddista in un manicomio... immagino che impazzirà anche lui, ma non importa... -&amp;nbsp;Il silenzio si prolungò per lunghi minuti&lt;br /&gt;- Voi... per qualche giorno potete fare un pasto a a giorni alterni... poi... arrangiatevi... - balenò un sorriso&lt;br /&gt;-&amp;nbsp;E siate solidali. -&lt;br /&gt;Calò un gelo mortale.&lt;br /&gt;Le luci si spensero nel silenzio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Fine&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #bbbbbb; font-size: 8pt; font-style: italic;"&gt;&lt;a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/" rel="license"&gt;&lt;img alt="Creative Commons License" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" style="border-width: 0;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span href="http://purl.org/dc/dcmitype/Text" property="dc:title" rel="dc:type" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"&gt;Quantum Words&lt;/span&gt; by &lt;a href="http://www.blogger.com/quantumwords.blogspot.com" property="cc:attributionName" rel="cc:attributionURL" xmlns:cc="http://creativecommons.org/ns#"&gt;Ismaele&lt;/a&gt; is licensed under a &lt;a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/" rel="license"&gt;Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Based on a work at &lt;a href="http://www.blogger.com/quantumwords.blogspot.com" rel="dc:source" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"&gt;quantumwords.blogspot.com&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Permissions beyond the scope of this license may be available at &lt;a href="http://www.blogger.com/quantumwords.blogspot.com" rel="cc:morePermissions" xmlns:cc="http://creativecommons.org/ns#"&gt;quantumwords.blogspot.com&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.copygator.com/?via=b"&gt;&lt;img border="0/" src="http://i.copygator.com/?cg=7905b" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6318729045031505606-4855880177832463488?l=quantumwords.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quantumwords.blogspot.com/feeds/4855880177832463488/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://quantumwords.blogspot.com/2011/11/fuga-dal-circo-epilogo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318729045031505606/posts/default/4855880177832463488'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318729045031505606/posts/default/4855880177832463488'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quantumwords.blogspot.com/2011/11/fuga-dal-circo-epilogo.html' title='Fuga dal Circo - Epilogo'/><author><name>Ismaele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00745320610601800794</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6318729045031505606.post-6427146951239886416</id><published>2010-06-13T16:45:00.000+02:00</published><updated>2010-06-19T11:51:16.172+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='racconti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politically Corrott'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Radici'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='narrativa'/><title type='text'>Radici.</title><content type='html'>&lt;br&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Sai perché stai per morire? - chiese l'Untore col suo miglior sorriso.&lt;br /&gt; Le  catene che pendevano dal centro del soffitto della Sala Persuasione del Palazzo della Giusta Inquisizione stringevano i polsi insanguinati del suo interlocutore, tirando le braccia leggermente divaricate sopra la testa. Se non fosse stato per quel sostegno Federico sarebbe rovinato a terra, avrebbe dovuto ringraziare i presenti che trattenendolo con quei ceppi impedivano questa possibilità. Invece non aveva fatto altro che lamentarsi, l'ingrato. La sua figura nuda, martoriata e inerme era davanti all'Amato Presidente. La testa era abbandonata in avanti e l'Untore poteva vederne solo la grande massa di capelli lunghi e incollati dal suo stesso sangue. Le gambe erano abbandonate e distese, la parte superiore delle dita dei piedi strisciava appena sul suolo. Federico non si muoveva più, ma l'Untore capiva dal suo respiro irregolare che non aveva &lt;span style="font-style:italic;"&gt;ancora&lt;/span&gt; perso  conoscenza. &lt;br /&gt;- Hai le mani alzate - rise l'Untore - Vuoi darmi la risposta? - Nazio L'Alemanna sogghignò di rimando, mentre in un banchetto vicino a Federico puliva accuratamente i suoi strumenti di tortura, riponendoli negli appositi astucci: il ministro della Difesa Preventiva nel tempo libero si dilettava in queste che chiamava &lt;span style="font-style:italic;"&gt;missioni di correzione e conversione&lt;/span&gt;.  &lt;br /&gt;- Beh, se non rispondi te lo dico io - si agitò sulla sedia.&lt;br /&gt;- Non è per quello che vai predicando... coscienza civile... giustizia... le solite banalità. Non mi hanno mai disturbato - saltò giù dalla sedia, si sentì un rumore come di zoccoli equestri quando le sue scarpe dopo un volo di 30 centimetri toccarono terra.&lt;br /&gt;- Pensa, qualche volta sono io a suggerire i discorsi che Berdegenti legge nei comizi elettorali del Partito d'Opposizione Democratica Moderata - ci pensò su - E se non sono io è Max Al Ulema, lo Sceicco Proletario, il mio miglior alleato.&lt;br /&gt;Prese a camminare in tondo, le mani giunte dietro la schiena. &lt;br /&gt;- No, le parole non sono affatto importanti. Tutti sanno, ad esempio, che noi del Partito dei Puri di Cuore non siamo razzisti, è bastato che le mie televisioni lo ripetessero un numero sufficiente di volte. - si fermò, estese il ghigno a dismisura, una mezzaluna candida d'avorio e capsule gli occupava mezza faccia - Noi sosteniamo la solidarietà, la giustizia sociale, il rispetto delle norme di convivenza civile. E anche l'amore universale, il pacifismo, la Patria, Dio, la famiglia... potrei continuare per ore. Non vedrai mai uno di noi che fa qualcosa di scorretto... o violento... e se per assurdo lo dovessi vedere, sarebbe l'ultima cosa che vedi! &lt;br /&gt;-Bresidente, mi fa sgombisciare! - disse sghignazzando L'Alemanna.&lt;br /&gt;L'Untore attese che il suo sincero ammiratore si ricomponesse, prima di continuare. &lt;br /&gt;- Non è ciò che dici... È piuttosto &lt;span style="font-style:italic;"&gt;come&lt;/span&gt; lo dici: tutti capiscono che tu veramente &lt;span style="font-style:italic;"&gt;credi&lt;/span&gt; nelle stronzate che predichi. &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Questo&lt;/span&gt; è pericoloso. La fede, se non la controlli,  è destabilizzante, capisci?  Qualunque fede è una cosa seria, va convogliata, resa complice: nasce sempre idealista, rivoluzionaria; ci vuole tempo per imbrigliarla e inglobarla nel sistema, chiedilo al Pope se non è vero! &lt;br /&gt;Prese un lungo frustino dal banco di Nazio e lo usò per scostargli alcune ciocche, parve soppesarle assorto. &lt;br /&gt;- Tutte le cose nuove hanno un fascino particolare. Tu potresti avere questo tipo di fascino trascinante. Potresti &lt;span style="font-style:italic;"&gt;davvero&lt;/span&gt; convertire qualcuno alla tua stupida fede. Potresti convincere altri che è possibile una società diversa da quella attuale, che tutti noi sappiamo essere perfetta. I tuoi vaneggiamenti egualitaristi da checca potrebbero avere un seguito: si sa, mantenere alto il livello di idiozia delle masse è necessario per continuare a controllarle, ma ci espone a questi rischi. Milioni di idioti possono diventare del tutto imprevedibili; se suggestionati da un istrione come te, potrebbero persino cominciare a dubitare di noi. &lt;br /&gt;Scosse la testa come ad allontanare un'immagine fastidiosa.&lt;br /&gt;- Noi non vogliamo rischiare. - concluse, gelido.&lt;br /&gt;Federico ebbe un tremito violento, poi lentamente sollevò la testa. Guardò l'Untore dritto negli occhi, attraverso le ciocche insanguinate. Parlò lentamente, interrompendosi frequentemente per riprendere fiato. &lt;br /&gt;- Ho capito che sarei morto nel momento stesso in cui i tuoi scagnozzi mi hanno prelevato da casa. Tu... tutti voi... siete dei volgari sciacalli... gente che si nutre dell'ignoranza della gente... larve schifose che prosperano nella paura e la diffondono... Siete feccia, luridi parassiti... così stupidi che continuano a succhiare sangue al loro ospite in agonia... ingrassate... ingrassate a nostre spese... ma ricordati, Bislosco, ricorda bene: le mie idee hanno &lt;span style="font-style:italic;"&gt;radici&lt;/span&gt; forti, si insinueranno, cresceranno... nascoste, sotto la superficie... si ramificheranno in profondità... la &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Verità&lt;/span&gt; sarà il virus che vi contagerà, uccidendovi uno alla volta, fino a che...&lt;br /&gt;Un brutale colpo di manganello alla nuca pose fine al discorso di Federico e alla sua vita.&lt;br /&gt;- Chiedo scusa Bresidente, ma guel gomunista stava probrio esagerando.&lt;br /&gt;- Niente, figurati - rispose l'Untore pensoso - Però mi aspettavo qualcosa di meno trito come orazione funebre. Oh, beh, forse l'ho sopravvalutato. &lt;br /&gt;Fece per uscire dalla sala. &lt;br /&gt;- Ah, Nazio, un'ultima cosa: prima di liberarti del cadavere potresti scotennarlo? Manda lo scalpo ai miei laboratori... lavato bene, per favore... loro penseranno a trapiantarmi i bulbi - si grattò la testa, dove i capelli erano nuovamente radi, nonostante l'ultimo trapianto.&lt;br /&gt;- Capigliatura giovane, sana... mi starà proprio bene!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="center"&gt;***&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nello studio televisivo del programma di approfondimento politico &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Esci dall'Uscio&lt;/span&gt;, il viscido conduttore Bruno Tragamerda si apprestava a fare la domanda fatidica al suo ospite. L'Untore sfoggiava una splendida e folta chioma fulva, i flash dei fotografi non smettevano di scattare per immortalarlo in tutta la sua magnificenza.&lt;br /&gt;- Cosa pensa dell'arresto in tempo record degli assassini di Federico Brado, il leader di quel movimento di sovversivi che si fa chiamare Popolo Pervinca? - domandò Tragamerda ossequioso.&lt;br /&gt;- Come vedete, dopo due sole settimane dai fatti, i nostri efficientissimi poliziotti hanno arrestato tre drogati, nonché importanti membri del movimento. Una storia triste e grottesca: contrasti nella spartizione dei territori di spaccio. Vedrete che nei prossimi giorni avremo delle sorprese, i servizi mi hanno informato che l'intera organizzazione non è altro che una copertura per traffici illeciti di ogni tipo!&lt;br /&gt;L'ennesimo flash colse l'Untore sorridente, il riflesso abbagliò il pubblico. &lt;br /&gt;- Nonostante ciò sia sotto gli occhi di tutti, qualcuno dell'opposizione antiritaliana con cui abbiamo la sfortuna di dover convivere, ha avuto il coraggio, ancora una volta, di ribaltare la realtà, di lanciare sospetti e accuse folli alle nostre forze dell'ordine, tirando in ballo complotti assurdi e teorie infamanti. A queste persone io dico: vergogna! Vergogna! Vergogna!&lt;br /&gt;Un applauso scrosciante sottolineò la giusta indignazione del Premier.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="center"&gt;***&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- La vergine di stanotte è pronta in camera sua, signor Presidente - disse Giovanni Lenone, il Leccaculo in Capo di Palazzo Grigi, il più alto in grado della servitù dell'Untore, incrociandolo mentre si dirigeva verso i suoi alloggi. &lt;br /&gt;- Sì, grazie... No, aspetta: mandala via, o &lt;span style="font-style:italic;"&gt;utilizzala&lt;/span&gt; tu... io non la voglio, ho un fortissimo mal di testa.&lt;br /&gt;- Come desidera, Eccellenza. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="center"&gt;***&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mattina dopo Lenone constatò con stupore che alle 9 del mattino il Presidente non aveva ancora chiamato per farsi portare la colazione. &lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Strano&lt;/span&gt; - pensò, ma impiegò un'altra buona mezz'ora prima di risolversi a bussare timidamente alla porta chiusa. &lt;br /&gt;Nessuno rispose. &lt;br /&gt;Continuò per un pezzo, sempre più insistente, senza ottenere alcun segno dall'interno. &lt;br /&gt;Alla fine decise di chiamare con urgenza Gigi Scritta, il braccio destro dell'Untore, l'unico che si sarebbe potuto permettere di entrare nella camera da letto del Presidente senza esplicita autorizzazione; svariate promettenti carriere erano state stroncate per molto meno e Lenone non avrebbe mai rischiato la sua. &lt;br /&gt;Scritta giunse immediatamente, era molto allarmato, cosa che nessuno avrebbe potuto capire dalla sua espressione, immutabile a memoria d'uomo. Mandò via tutti ed entrò nella sfarzosa Camera Presidenziale, dove troneggiava il grande letto a baldacchino in oro massiccio e stucchi pregiati, dono dello zar Keghebensky, teatro principale - oltre agli ascensori e ai palchi dei convegni - delle leggendarie prestazioni sessuali del Bislosco.&lt;br /&gt;Il Presidente era scivolato giù dal letto, a pancia sotto, la testa capelluta poggiava sul pavimento mentre la parte inferiore del corpo era ancora adagiata sul materasso. I capelli erano sparsi sul tappeto, coprivano completamente il volto e il collo di Bislosco. Le braccia erano contratte, cingevano la testa in una morsa disperata. Scritta non poteva vedere le mani, sepolte sotto i capelli scomposti; sembravano molto più voluminosi dell'ultima volta che l'aveva visto. &lt;br /&gt;Scritta arrivò accanto al corpo e lo scrutò, in piedi sopra di esso. Non dubitò neppure un attimo che l'Untore fosse morto. Gli diede un forte calcio sul fianco, per sfogare la sua frustrazione. &lt;br /&gt;- Dannazione, questo complica tutto! &lt;br /&gt;Il calcio fu così feroce che il cadavere ruotò e scivolò giù completamente. Ora l'Untore mostrava il volto a Scritta. &lt;br /&gt;O ciò che ne rimaneva. Dapprima Scritta non realizzò cosa stava vedendo, poi con crescente turbamento capì: dalle palpebre aperte emergeva una lunga &lt;span style="font-style:italic;"&gt;voluta&lt;/span&gt; di capelli fulvi. Così anche dalle narici, dalla bocca e persino dalle orecchie. I tratti del viso erano completamente deformati da quel rigoglio tricotico, si sarebbe detto che i capelli crescendo all'interno del cranio gli avessero letteralmente fatto esplodere la testa. &lt;br /&gt;- Radici profonde! - commentò Scritta mentre con mano appena tremante strappava uno di quei capelli dall'interno dell'orbita. &lt;br /&gt;Era appiccicoso e coperto di una sostanza gelatinosa. Scritta se lo avvicinò agli occhi per poterlo scrutare meglio, fece per prendere gli occhiali dal taschino, quando incredibilmente il capello gli sgusciò via dalle dita e andò a trafiggergli l'occhio destro, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;penetrando&lt;/span&gt; totalmente nel vitreo. Scritta non se ne accorse, pensò di avere semplicemente perso la presa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="center"&gt;***&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Passarono due settimane, il cadavere dell'Untore fu distrutto in gran segreto; uno dei suoi sosia era stato promosso a Premier. L'autopsia non concluse molto, il patologo - che Scritta eliminò personalmente per evitare scomodi testimoni - ipotizzò una sindrome autoimmune causata dall'ultimo impianto di &lt;span style="font-style:italic;"&gt;bulbi piliferi&lt;/span&gt; e dall'eccesso di lozioni rinvigorenti per la criniera. Scritta era molto stanco e il suo umore era pessimo: nonostante si sfiancasse 12 ore al giorno per preparare al meglio il sosia a sostituire Bislosco, questo lasciava molto a desiderare. La cosa più grave era che non sapesse proprio raccontare le barzellette. &lt;br /&gt;Ma c'era anche qualcos'altro: l'occhio gli bruciava e aveva una atroce cefalea che niente riusciva a fargli passare. &lt;br /&gt;Negli accessi più lancinanti, al dolore fisico si associava anche una sorta di disagio opprimente, qualcosa che Scritta non aveva mai provato: viveva come dei rapidi &lt;span style="font-style:italic;"&gt;trip&lt;/span&gt; di situazioni passate, rivedeva ora questa ora quella efferatezza commessa. I fermo immagine lo inquadravano nell'atto di uccidere, estorcere, ricattare, truffare, ordinare esecuzioni e stragi... &lt;br /&gt;Era difficile da spiegare, in questi frangenti gli sembrava come se queste immagini non provenissero dalla sua mente; era come se qualcosa stesse &lt;span style="font-style:italic;"&gt;scavando&lt;/span&gt; dentro di lui, mettendo solide &lt;span style="font-style:italic;"&gt;radici&lt;/span&gt;; qualcosa che stava prendendo il controllo, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;rovistando&lt;/span&gt; nella sua memoria per inviargli quei messaggi; un parassita, pronto a sostituirlo e distruggerlo, qualcosa che riusciva a fargli provare uno sconfinato, incontrollabile schifo per se stesso.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Fine&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;color:#bbbbbb; font-size:8pt"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;&lt;img alt="Creative Commons License" style="border-width:0" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" href="http://purl.org/dc/dcmitype/Text" property="dc:title" rel="dc:type"&gt;Quantum Words&lt;/span&gt; by &lt;a xmlns:cc="http://creativecommons.org/ns#" href="quantumwords.blogspot.com" property="cc:attributionName" rel="cc:attributionURL"&gt;Ismaele&lt;/a&gt; is licensed under a &lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Based on a work at &lt;a xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" href="quantumwords.blogspot.com" rel="dc:source"&gt;quantumwords.blogspot.com&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Permissions beyond the scope of this license may be available at &lt;a xmlns:cc="http://creativecommons.org/ns#" href="quantumwords.blogspot.com" rel="cc:morePermissions"&gt;quantumwords.blogspot.com&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href='http://www.copygator.com/?via=b'&gt;&lt;img src='http://i.copygator.com/?cg=7905b' border=0/&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6318729045031505606-6427146951239886416?l=quantumwords.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quantumwords.blogspot.com/feeds/6427146951239886416/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://quantumwords.blogspot.com/2010/03/radici.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318729045031505606/posts/default/6427146951239886416'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318729045031505606/posts/default/6427146951239886416'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quantumwords.blogspot.com/2010/03/radici.html' title='Radici.'/><author><name>Ismaele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00745320610601800794</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6318729045031505606.post-5711403706469229179</id><published>2010-06-06T15:30:00.001+02:00</published><updated>2010-06-19T11:50:46.848+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='racconti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politically Corrott'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Rigor Mortis'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='narrativa'/><title type='text'>Rigor Mortis</title><content type='html'>&lt;br&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-È deciso, dunque! - disse l'Untore battendo debolmente il palmo aperto sul tavolo ovale intorno al quale erano seduti tutti. &lt;br /&gt;Il fetore era quasi insopportabile, nella sfarzosa sala di Palazzo Grigi dove si teneva il Consiglio dei Ministri della Repubblica Monarchica Proletaria di Ritalia. Il nome di quella triste Nazione era stato cambiato per decreto qualche decennio prima. L'Untore aveva anche aggiunto uno slogan coniato di suo Pugno: &lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Ritalia: Se hai bisogno di una legge, qui la troverai.&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;Con un adeguato emolumento ci si poteva infatti &lt;span style="font-style:italic;"&gt;ritagliare&lt;/span&gt; addosso qualunque legge, norma o codicillo di cui si avesse necessità. L'intuizione geniale dell'Untore era riuscita a dare respiro alle esauste casse dello Stato: semplici cittadini e organizzazioni criminali pagavano volentieri un fiume di soldi per rendere legale &lt;span style="font-style:italic;"&gt;un&lt;/span&gt; furto, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;una&lt;/span&gt; estorsione, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;una&lt;/span&gt; strage. Non era facile - dal punto di vista giuridico - legalizzare un particolare reato mantenendo l'illegalità del caso generico, ma era fondamentale perché il sistema continuasse ad essere fruttuoso: se ad esempio l'omicidio in sé avesse smesso di essere perseguito, chi avrebbe più esborsato?&lt;br /&gt;- Miiinchia, ma siamo sicuri che si possa fare? - chiese il ministro per gli Affari Xenofobi Franco Franchini; per sopportare la puzza masticava freneticamente tre caramelle alla menta piperita extra forte.&lt;br /&gt;- Certo che si può! Dubitate ancora di Me? - sbottò l'Untore. Teneva sulle gambe, palpeggiandola svogliatamente, quella che sembrava una bambola gonfiabile. In realtà era la Ministra Maila Cara Fregna, in tutta l'opulenza dei suoi siliconi. Non dimostrava affatto 80 anni. &lt;br /&gt;L'Untore invece non aveva una bella cera: l'ultimo trapianto di capelli fatto solo due settimane prima gli stava franando a ciocche sul tavolo, portandosi via estesi brandelli di cuoio capelluto. Gli occhi erano vitrei, parevano bolliti, il colorito era cereo e dalla bocca gli colava una bauscina verdognola dall'odore ripugnante. Larghe chiazze umide e maleodoranti decoravano qua e là giacca, camicia e - come si accorse Maila - pantaloni. &lt;br /&gt;- Oh, insomma: abbiamo sancito per legge l'eternità del Consiglio dei Ministri. Questa modifica che vi propongo ora è un semplice &lt;span style="font-style:italic;"&gt;dettaglio&lt;/span&gt;, cribbio!  Anche allora eravate scettici! Tutti! Per fortuna che abbiamo il Sottosegretario Gigi Scritta! - rivolse uno sguardo pieno di riconoscenza all'uomo seduto alla sua destra. In pochi sapevano che Scritta era un Golem di cera animato nel 1935 da una congregazione dell'ordine dei Frati Indovini: il suo aspetto da mummia 70 enne non era mutato in tutti questi anni. Scritta annuì senza muovere alcun muscolo della faccia, cosa che gli veniva piuttosto naturale: ne era totalmente sprovvisto.&lt;br /&gt;- Grazie ai suoi contatti &lt;span style="font-style:italic;"&gt;molto in alto&lt;/span&gt; abbiamo ottenuto questo incredibile risultato. Se non fosse per l'avallo delle gararchie Vaticine e del Pope in persona, il decreto scritto da Maurilio Gaspacho sarebbe stato lettera morta... Invece, guardate qui: ho 120 anni, governo ininterrottamente da 47 anni, insieme a voi tutti. E lo faremo &lt;span style="font-style:italic;"&gt;per sempre&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;- Grrmm, sssssscgl - disse Dagoberto Bossolo, centenario ministro delle Riforme Deformi. &lt;br /&gt;- Dice che se l'è appena fatta addosso - tradusse il ministro dei Cazzi Nostri Bibo Olive. &lt;br /&gt;- Che aspetti, allora? Puliscilo! - sbottò il ministro della Bianca Gioventù Ritaliata Caldarrosti. Nonostante fossero compagni di partito, tra i due non correva buon sangue. &lt;br /&gt;- Silenzio! Comunque, se vi state domandando perché stiamo discutendo dell'argomento, ve lo spiego subito: nonostante il mio stile di vita sano e le continue trasfusioni di 5 litri di sangue di vergine al giorno, è accaduto l'imprevisto. Sei giorni fa l'ultima orgia mi è stata fatale: sono morto di overdose di viagra. È l'ultima volta che faccio scrivere una legge a quell'imbecille di Gaspacho: se vai a leggerla, non ha scritto da nessuna parte nero su bianco che la licenza di vita eterna è da intendersi estesa individualmente a tutti i membri del Consiglio... l'ho fatto fucilare ieri, la misura era colma... Per fortuna la legge sancisce l'immutabilità del Consiglio e questa ambiguità interpretativa mi permette di parlare ancora con voi. Però adesso mi trovo in questa situazione contraddittoria... insomma, pur dovendo essere &lt;span style="font-style:italic;"&gt;in un certo senso&lt;/span&gt; vivo per legge, ho questo problema: non so se ve ne siete accorti, ma nonostante in questi ultimi giorni stia dormendo in una cella frigorifera, non sto riuscendo ad impedire un certo... ecco... sarà il clima estivo... insomma, ho qualche sintomo che mi spinge a sospettare che stia iniziando a decompormi...- mentre lo diceva gli cadde un dente sul tavolo. &lt;br /&gt;- No! Non ci eravamo accorti di niente! - mentì spudoratamente la Cara Fregna baciandolo teneramente sulla bocca. &lt;br /&gt;- Già, però è così...- proseguì - Io e il ministro dell'Aggiustizia Lucifero Betano abbiamo pensato alla &lt;span style="font-style:italic;"&gt;norma di interpretazione autentica &lt;/span&gt;del decreto legge Gaspacho, come vi ho appena esposto: esplicitazione del diritto alla vita eterna individuale! D'ora in poi nessun incidente o malattia potranno ucciderci! - ghignò L'Untore - ... la ristretta cerchia dei presenti, si intende.&lt;br /&gt;- Il Pope è d'accordo, parlerà lui all'Azionista di Maggioranza - proferì Scritta senza muovere le labbra.&lt;br /&gt;- Il decreto sarà ovviamente retroattivo per tutti quelli che si chiamano Savio Bislosco e sono nati il primo Unembre dell'anno 0 del calendario Bisloschiano. - chiosò Betano.&lt;br /&gt;- Conoscete tutti quanto tenga al sano dialogo democratico, per cui voglio sentire da ciascuno di voi che siete d'accordo e che sono l'uomo più intelligente dell'Universo. &lt;br /&gt;Il coro di sì fu ovviamente unanime e entusiasta. Bossolo fece qualche grugnito che solo Olive capì: chiedeva di approvare una norma retroattiva anti ictus. Olive non volle turbare il clima di concordia e non tradusse. &lt;br /&gt;- Intesi, dunque?  Ma... Non ho sentito il ministro Biondina... ministra Jabbini, non era a fianco a te? &lt;br /&gt;Il ministro dell'Istruzione Pubblicitaria Maria Jabbini De' Att, una massa informe con gli occhiali perennemente gravida ma stoicamente ligia al dovere, fece un discreto ruttino e si scusò:&lt;br /&gt;- Sì, perdonatemi... avevo voglia di qualcosa di sfizioso e non ho saputo resistere, l'ho divorato. Non ci crederete, era buonissimo, ne avrei voluto anche un altro. Ah, questa gravidanza... che voglie strane!&lt;br /&gt;- Che dige, Untore - intervenne Nazio L'Alemanna - aggiungiamo un degretino anghe ber Biondina?&lt;br /&gt;- Non ci sono i tempi tecnici. - rispose Bislosco infastidito. &lt;br /&gt;- Ma Gregor Surrentino ci firmerà la legge? Conosciamo tutti il suo &lt;span style="font-style:italic;"&gt;rigore&lt;/span&gt;... - chiese preoccupato Scogliona, ministro per lo Sviluppo Costoso.&lt;br /&gt;- Non c'è problema - sghignazzò l'Untore mostrando il braccio imbalsamato del rigido Presidente della Repubblica formalmente ancora in carica. Nella mano rattrappita teneva una costosa stilografica.&lt;br /&gt;- Quando serve ci dà sempre una mano!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutti risero sollevati. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fine.&lt;br /&gt; &lt;span style="font-style:italic;color:#bbbbbb; font-size:8pt"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;&lt;img alt="Creative Commons License" style="border-width:0" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" href="http://purl.org/dc/dcmitype/Text" property="dc:title" rel="dc:type"&gt;Quantum Words&lt;/span&gt; by &lt;a xmlns:cc="http://creativecommons.org/ns#" href="quantumwords.blogspot.com" property="cc:attributionName" rel="cc:attributionURL"&gt;Ismaele&lt;/a&gt; is licensed under a &lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Based on a work at &lt;a xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" href="quantumwords.blogspot.com" rel="dc:source"&gt;quantumwords.blogspot.com&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Permissions beyond the scope of this license may be available at &lt;a xmlns:cc="http://creativecommons.org/ns#" href="quantumwords.blogspot.com" rel="cc:morePermissions"&gt;quantumwords.blogspot.com&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href='http://www.copygator.com/?via=b'&gt;&lt;img src='http://i.copygator.com/?cg=7905b' border=0/&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6318729045031505606-5711403706469229179?l=quantumwords.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quantumwords.blogspot.com/feeds/5711403706469229179/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://quantumwords.blogspot.com/2010/03/rigor-mortis.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318729045031505606/posts/default/5711403706469229179'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318729045031505606/posts/default/5711403706469229179'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quantumwords.blogspot.com/2010/03/rigor-mortis.html' title='Rigor Mortis'/><author><name>Ismaele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00745320610601800794</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6318729045031505606.post-3949773314562415794</id><published>2010-03-30T18:25:00.008+02:00</published><updated>2011-11-25T09:58:29.866+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='racconti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fuga dal Circo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='narrativa'/><title type='text'>Fuga dal Circo. 8.</title><content type='html'>&lt;pre&gt;&lt;a href="http://quantumwords.blogspot.com/2010/03/fuga-dal-circo-7.html"&gt;[Precedente]&lt;/a&gt;                                     &lt;a href="http://quantumwords.blogspot.com/2010/01/fuga-dal-circo-1.html"&gt;[Inizio]&lt;/a&gt;&lt;/pre&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel buio della pista, Khorr portò via il nido e il piedistallo, poi cominciò freneticamente a disporre in ordine gli elementi in polistirolo che componevano la scenografia degli ultimi due atti, mentre Donky lo aiutava seguendolo attentamente con lo sguardo, pronto ad intervenire qualora il socio avesse commesso qualche errore. Khorr non commise errori, dimostrando quanto funzionasse bene la procedura di delega totale permanente che Donky attuava con lui.&lt;br /&gt;Non appena fu tutto a posto, la rappresentazione potè proseguire. &lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Atto III: La Battaglia. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parte in sordina &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La Cavalcata delle Valchirie&lt;/span&gt; di Wagner, divenendo via via più potente man mano che l'azione prende piede. &lt;br /&gt;Le luci si riaccendono sulla nuova scenografia: al centro della pista Gnegnelé è legato stretto ad un palo. Tutto intorno un muro di cinta di scatole di polistirolo, foggiate e dipinte in guisa di castello con merli e torri. Accanto a Gnegnelé  Momotti e Taro ruggiscono minacciosi, pronti a fronteggiare il pericolo. Vicino a lui difende la fortezza Tellina: è indaffarata tra ciotole e pentole da cucina, con le abili pinne sta impastando riso farina e piselli,  rolla accuratamente tutti gli ingredienti facendone delle perfette sfere che fa rimbalzare un paio di volte sul naso lanciandole infine dentro la friggitrice. Gli &lt;span style="font-style: italic;"&gt;arancini&lt;/span&gt; fritti a puntino vengono scolati e deposti in un vassoio tramite un complesso meccanismo di carrucole che sollevano il cestello della friggitrice e ne depongono il contenuto su un grande vassoio. Tellina aziona il meccanismo tirando le corde cha ha legate con due cappi alle pinne posteriori mentre continua ad impastare gli arancini. La squadra dei difensori è completata da Kuaddin', il cui compito è caricare gli arancini che andranno sganciati sulle truppe assedianti. Nell'anello esterno gira velocissimo un rozzo carretto, forgiato in cartapesta a riprodurre una biga romana. Lo traina un dinamicissimo Mix che schiuma, suda e sbuffa come una locomotiva, insomma pare l'intercity Milano - Venezia, il famoso &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Giorgione&lt;/span&gt;; chiunque del resto della truppa potrebbe giurare di non averlo mai visto così reattivo e (si direbbe quasi) &lt;span style="font-style: italic;"&gt;contento&lt;/span&gt;, nessuno sapeva che quell'asino scorbutico fosse capace di questo sentimento; parrebbe che il solo fatto di girare in tondo, come l'asino che in definitiva è, lo faccia star bene. In quella situazione, Mix si avvale della sua quinta zampa, il galoppo in tre tempi dei suoi arti posteriori ha un effetto da cartone animato e gli dà una velocità inverosimile. L'interno del carretto è occupato  dall'intrepido amante Giac e da un grande cannone: è l'arma segreta che può decidere le sorti della battaglia. Dentro il cannone variopinto è sistemato  un ardito aviatore: Ziribiglio , per l'occasione dotato di casco in pelle e occhialoni da aviere della Prima Guerra Mondiale. Mix corre intorno alla fortezza,  dando sfoggio di notevoli virtuosismi da slalomista schivando gli arancini sganciati senza interruzione da Kuaddin'. Sottolinea ogni &lt;span style="font-style: italic;"&gt;dribbling&lt;/span&gt; vincente con un raglio divertito. Vanno avanti così per alcuni giri di pista. Kuaddin' è visibilmente sfinito e vola sempre più a fatica. Il carretto si dirige ora verso in centro e sfonda il muro di polistirolo. Si ferma, il cannone è posizionato ad &lt;span style="font-style: italic;"&gt;alzo 45&lt;/span&gt; verso la parete della fortezza. Momotti e Taro non hanno smesso un attimo di ruggire, pavidi e impotenti. &lt;br /&gt;Kuaddin' ronza minaccioso avvicinandosi a Giac; tra le zampe tiene a fatica un arancino gigante che è intenzionato a sganciare sopra il facile bersaglio per fare strage di nemici. Ma ecco che Giac sposta un drappo mimetico che fino a quel momento ha coperto un narghilè. Dentro il narghilè brucia la famosa spirale verde di uno zampirone. Giac aspira a pieni polmoni, lo zampirone si consuma in pochi attimi. Kuaddin' capisce ma è troppo tardi: Giac sta già soffiando la tossica cortina di fumo verso il moscone obeso, il quale precipita pesantemente al suolo e viene schiacciato dal suo stesso ordigno che colpendolo esplode in un tripudio profumato di riso e piselli bollenti. &lt;br /&gt;Un rullo di tamburi annuncia l'offensiva finale: si sente una detonazione e Ziribiglio vola in una corta parabola andando a schiacciare Tellina, che è ormai fuori gioco. Giac salta giù dal carretto e va ad affrontare il vile Momotti.&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Atto IV: Trionfo dell'Amore. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giac in due balzi è di fronte a Momotti. Il pusillanime, gonfio come un pesce palla, inizia a soffiare e a fare ululati minacciosi. Giac non si fa intimidire e i due si azzuffano. Si capisce immediatamente che non c'è storia: di fronte alla determinazione e alla prestanza della volpe, il debole Momotti soccombe in poco tempo, Giac lo soffoca con un preciso morso al collo: Momotti e Taro mostrano al pubblico la loro dipartita strabuzzando gli occhi e estroflettendo la lingua in una grottesca smorfia stereo. &lt;br /&gt;L'amore ha vinto: Giac corre a rosicchiare le corde che costringono Gnegnelé e i due si baciano teneramente sotto le note di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Via col Vento&lt;/span&gt; di Steiner. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Ok, switch off finale della luminanza... poi Khorr manda il jingle abbosco... poi shutdown e handshake massivo.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Bene, le luci si spengono definitivamente, Khorr agisce sulla console per aumentare il volume della musica e infine attendiamo gli applausi scroscianti del pubblico.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Diversi lamenti cominciarono a salire dal gruppo: Kuaddin' era rimasto a schiacciato al suolo, supino; l'osceno panzone peloso palpitava sotto la montagnetta di riso che era stata l'arancino gigante. Dimenava impotente le orrende zampette, diciamo quattro su sei, perché le altre due erano inerti a formare angoli improbabili; dolorose fratture che facevano soffrire il moscone e lo spingevano istintivamente a frullare le ali a terra sollevando un gran polverone. Ziribiglio e Tellina non erano stati più fortunati: quando Ziri era piombato addosso alla foca, i due cadendo avevano rovesciato la padella colma di olio bollente, ustionandosi in maniera seria. Tellina era saltata immediatamente nella sua vasca piena d'acqua, mentre Ziribiglio, che avendo il fitto pelo intriso d'olio sembrava una bradiposauro appena uscito dall'uovo, si rotolava in terra impanandosi con terra e segatura in cerca di sollievo. Vista l'incredibile lentezza pareva però un porchetto sul girarrosto, diligentemente impegnato a cuocersi uniformemente.&lt;br /&gt;Momotti si accorse dell'inutilità dei movimenti dell'amico e si tuffò coraggiosamente nella stessa vasca di Tellina, generando un'onda che andò ad infradiciare Ziribiglio alleviandone la sofferenza.&lt;br /&gt;- Lanciate un health check! - urlò Snippolo non appena si rese conto della gravità della situazione, con ciò ordinando di attivare un'operazione di infermeria. Khorr capì senza la traduzione di Donky  (il quale peraltro era rimasto a boccheggiare inerte e sconvolto), già stava andando a recuperare cappellino e camice da paramedico, quando René Sumero, fino a quel momento immobile e rigido come un bronzetto nuragico, si alzò di scatto dal suo seggiolino. &lt;br /&gt;Tutti tremarono.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/blogger.g?blogID=6318729045031505606"&gt;[Continua...]&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;hr /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #bbbbbb; font-size: 8pt; font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/" rel="license"&gt;&lt;img alt="Creative Commons License" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" style="border-width: 0;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span href="http://purl.org/dc/dcmitype/Text" property="dc:title" rel="dc:type" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"&gt;Quantum Words&lt;/span&gt; by &lt;a href="http://www.blogger.com/quantumwords.blogspot.com" property="cc:attributionName" rel="cc:attributionURL" xmlns:cc="http://creativecommons.org/ns#"&gt;Ismaele&lt;/a&gt; is licensed under a &lt;a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/" rel="license"&gt;Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Based on a work at &lt;a href="http://www.blogger.com/quantumwords.blogspot.com" rel="dc:source" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"&gt;quantumwords.blogspot.com&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Permissions beyond the scope of this license may be available at &lt;a href="http://www.blogger.com/quantumwords.blogspot.com" rel="cc:morePermissions" xmlns:cc="http://creativecommons.org/ns#"&gt;quantumwords.blogspot.com&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.copygator.com/?via=b"&gt;&lt;img border="0/" src="http://i.copygator.com/?cg=7905b" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6318729045031505606-3949773314562415794?l=quantumwords.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quantumwords.blogspot.com/feeds/3949773314562415794/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://quantumwords.blogspot.com/2010/03/fuga-dal-circo-8.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318729045031505606/posts/default/3949773314562415794'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318729045031505606/posts/default/3949773314562415794'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quantumwords.blogspot.com/2010/03/fuga-dal-circo-8.html' title='Fuga dal Circo. 8.'/><author><name>Ismaele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00745320610601800794</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6318729045031505606.post-7155077523483228711</id><published>2010-03-23T22:52:00.014+01:00</published><updated>2010-03-30T18:30:06.626+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='racconti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='narrativa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='il Corsaro Sottozero'/><title type='text'>Il Corsaro Sottozero. 3.</title><content type='html'>&lt;pre&gt;&lt;a href="http://quantumwords.blogspot.com/2010/03/il-corsaro-sottozero-2.html"&gt;[Precedente]&lt;/a&gt;                                     &lt;a href="http://quantumwords.blogspot.com/2010/02/il-corsaro-sottozero-1.html"&gt;[Inizio]&lt;/a&gt;&lt;/pre&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- ... E così eccoti serviti papà e mamma tutti per te... Per qualche ora al giorno, meglio di niente, no? &lt;br /&gt;Flora attese che la sorella reagisse in qualche modo, ma Sibilla continuava a rimanere sdraiata sul letto con le braccia conserte ad ammirare il soffitto.&lt;br /&gt;- Non mi devi ringraziare, lo faccio volentieri! - provò a insistere Flora.&lt;br /&gt;Sibilla si rigirò mettendosi a pancia sotto, premendo la faccia  sulle lenzuola e schiacciandosi nel contempo un cuscino  sulla testa.&lt;br /&gt;La sua voce arrivò da lì sotto ovattata e piagnucolante:&lt;br /&gt;- Non mi interessa! Non me ne faccio nulla!&lt;br /&gt;- Ma Sibilla, te lo ripeto: me l'hanno chiesto loro! Si sono accorti di averti un pò trascurato e ora vorrebbero trascorrere un pò di tempo con te! Mi hanno chiesto se potevo badare ad Ettore e io ho accettato... per la mia sorellina!&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;E soprattutto per la sorella di mia sorella&lt;/span&gt; - pensò Flò. Aveva leggermente modificato i fatti, ma lo faceva &lt;span style="font-style:italic;"&gt;per il bene di tutti&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Sibilla lanciò via il cuscino e sollevò il volto, guardando la sorella con gli occhi lucidi e arrossati. &lt;br /&gt;- Non ci credo! Chissà cosa speri di ottenere! E comunque ormai ho deciso: da qui uscirò solo a crociera finita!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mattino dopo, Flora era sul ponte superiore alla guida di una monoposto ad 8 ruote rosso fuoco, decapottabile. Dentro al mezzo, un passeggino pieghevole, stava il piccolo Ettore, incuriosito dalla nuova situazione e fermamente deciso a far conoscere alla sua &lt;span style="font-style:italic;"&gt;autista&lt;/span&gt; di che pasta era fatto.&lt;br /&gt;- Eh, Totorino, tua sorellina mi devi proprio un favore. - disse Flora rivolgendosi ad Ettore mentre spingeva lentamente il passeggino verso l'Area Giochi per i più piccoli.  &lt;br /&gt;- Ora Flò ti porta in un posto bellissimo, pieno di un sacco di giochi megagalattici, ti lascia lì con altri poppanti puzzoni come te e delle sorveglianti brave brave che stanno attente che non ti faccia la bua... - si fermò e gli andò davanti, inchinandosi per solleticargli il collo. Ettore sghignazzò allegro. &lt;br /&gt;- Nel frattempo la tua so-rel-lo-na raduna le sue brave amichette e decide insieme a loro cosa fare stasera? Eh? Contento birillo? Eh? - chiese Flò facendogli smorfie e pernacchie che lo fecero ridere fino alle lacrime. Come Flò aveva facilmente previsto, Sibilla aveva impiegato 12 minuti a convincersi che tutto sommato poteva anche accontentarsi di avere i genitori tutti per sé solo qualche ora al giorno. &lt;br /&gt;Così, senza ben capire com'era accaduto, papà Manlio e mamma Amélie si ritrovarono a scambiare un piccolo mostro in pannolino con una piccola signorina ciarliera.&lt;br /&gt;Certo, con Sibilla non correvano il rischio di dover correre precipitosamente in bagno per cambiarle un pannolino divenuto troppo &lt;span style="font-style:italic;"&gt;pesante&lt;/span&gt;,  ma il sogno di passare qualche ora soli soletti come giovani piccioncini era rimasto un sogno. Beh, se non altro in questo momento stavano finalmente facendo il massaggio shiatsu, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;tutti e tre&lt;/span&gt; insieme, anche se ad Amélie era rimasto il dubbio che forse sarebbe stato più rilassante se Sibilla non avesse continuato a parlare ininterrottamente.&lt;br /&gt;Flora raggiunse l'entrata dell'Area Giochi e trovò ad attenderla le sue tre amiche che erano arrivate in anticipo. Ettore cadde immediatamente vittima di diversi pizzicotti alle guance inferti dalle bambine mentre  emettevano urletti acutissimi vicino alle sue tenere orecchie; sopportò senza lamentarsi ma meditando vendetta. Giocarono con lui forse un minuto scarso, poi si stufarono e cominciarono a parlare fitto fitto con Flora di chissà quali interessantissimi argomenti. Assorbite totalmente nel discorso, sembravano essersi improvvisamente dimenticate della sua presenza, fecero capannello accanto al passeggino, le amiche messe di spalle tra Flora e il passegino, coprivano la visuale a quest'ultima.&lt;br /&gt;Ettore, forse sentendosi solo,  o più probabilmente per sfuggire a un nuovo possibile attacco di pizzicotti, decise che era giunto il momento di separarsi dalla sorella. &lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Senza offesa Flò, ci vediamo dopo.&lt;/span&gt; - pensò il fratellino mentre con maestria da contorsionista esperto si liberava dalle cinture del passeggino, scivolava giù e gattonando silenzioso come... un gatto!... si allontanava dalla combriccola confabulante. Dove andare? Banale Area Giochi vista mille volte oppure quella porta metallica semichiusa là in fondo, quella con sopra un cartello giallo triangolare dove chi sapeva farlo poteva leggere &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Divieto di Accesso&lt;/span&gt; in 7 lingue diverse?&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Vado matto per l'avventura&lt;/span&gt; - pensò Ettore mentre senza ulteriori indugi si diresse verso l'antro misterioso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- E allora Gina mi dice: 'Ma perché hai detto a Lucia che Sonia aveva raccontato a Giovanna che Alberto aveva saputo che Gianni aveva fatto una confidenza a Vittorio dicendogli che gli piacevo?' - disse Flora tutto d'un fiato. Le sue amiche ascoltavano rapite. &lt;br /&gt;- Io le ho dovuto rispondere: 'Guarda che ti sbagli, io ho solo mandato una &lt;span style="font-style:italic;"&gt;mail&lt;/span&gt; ad Antonella dove le scrivevo che Lucia aveva detto'... AAAAH! Non entrare lì!! &lt;br /&gt;Le amiche la guardarono perplesse. Flora fissava terrorizzata un punto alle loro spalle. &lt;br /&gt;- Flora, non capisco, perché urli... e poi: a &lt;span style="font-style:italic;"&gt;chi&lt;/span&gt; ha detto di non entrare Lucia?? - chiese una delle amichette.&lt;br /&gt;- No! Io! Lui! - Flora, atterrita e tremante, indicò la porta socchiusa - Ettore! Scusate! - e scansandole corse via a cercare di fermare il fratellino che proprio in quel momento stava varcando la soglia dietro la quale sperava di incontrare fantastiche avventure. &lt;br /&gt;Era lontana una trentina di metri e corse più forte che poteva, ma prima che lo raggiungesse il bimbo sparì  dietro la porta. &lt;br /&gt;- Oh mamma! Oh mamma! - pregò Flora col cuore in gola. Entrò anche lei, giusto in tempo per vedere in fondo ad un buio corridoio un tizio in uniforme dentro uno stretto ascensore nel quale, un secondo prima che le porte si chiudessero, sgattaiolò il bimbo. L'ascensore partì con il piccolo clandestino, il passeggero in uniforme, voltato verso la parete dell'ascensore, non parve accorgersi di nulla. Flora ebbe fuggevoli e terrorizzanti immagini di un processo: alla sbarra degli imputati c'era lei, l'accusa era &lt;span style="font-style:italic;"&gt;abbandono di Totorino&lt;/span&gt;; severi giudici vestiti da corvi la accusavano urlando mentre mamma e papà piangevano tra il pubblico. Sibilla li consolava e ogni tanto guardava nella sua direzione con un'espressione soddisfatta da piccola biscia traditrice; sembrava volerle dire:&lt;br /&gt; &lt;span style="font-style:italic;"&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Ora&lt;/span&gt; sono tutti per me!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=""&gt;[Continua...]&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;hr&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;color:#bbbbbb; font-size:8pt"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;&lt;img alt="Creative Commons License" style="border-width:0" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" href="http://purl.org/dc/dcmitype/Text" property="dc:title" rel="dc:type"&gt;Quantum Words&lt;/span&gt; by &lt;a xmlns:cc="http://creativecommons.org/ns#" href="quantumwords.blogspot.com" property="cc:attributionName" rel="cc:attributionURL"&gt;Ismaele&lt;/a&gt; is licensed under a &lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Based on a work at &lt;a xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" href="quantumwords.blogspot.com" rel="dc:source"&gt;quantumwords.blogspot.com&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Permissions beyond the scope of this license may be available at &lt;a xmlns:cc="http://creativecommons.org/ns#" href="quantumwords.blogspot.com" rel="cc:morePermissions"&gt;quantumwords.blogspot.com&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href='http://www.copygator.com/?via=b'&gt;&lt;img src='http://i.copygator.com/?cg=7905b' border=0/&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6318729045031505606-7155077523483228711?l=quantumwords.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quantumwords.blogspot.com/feeds/7155077523483228711/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://quantumwords.blogspot.com/2010/03/il-corsaro-sottozero-3.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318729045031505606/posts/default/7155077523483228711'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318729045031505606/posts/default/7155077523483228711'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quantumwords.blogspot.com/2010/03/il-corsaro-sottozero-3.html' title='Il Corsaro Sottozero. 3.'/><author><name>Ismaele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00745320610601800794</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6318729045031505606.post-6779608639201475656</id><published>2010-03-20T19:48:00.035+01:00</published><updated>2010-04-13T14:30:53.982+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='racconti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fuga dal Circo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='narrativa'/><title type='text'>Fuga dal Circo. 7.</title><content type='html'>&lt;pre&gt;&lt;a href="http://quantumwords.blogspot.com/2010/03/fuga-dal-circo-6.html"&gt;[Precedente]&lt;/a&gt;                                     &lt;a href="http://quantumwords.blogspot.com/2010/01/fuga-dal-circo-1.html"&gt;[Inizio]&lt;/a&gt;&lt;/pre&gt;&lt;br /&gt;&lt;br&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Azione! - gridò Snippolo seduto sullo scranno da regista, una squallida sedia pieghevole in tela nella cui spalliera aveva scritto con tratto incerto &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Aret Direttor&lt;/span&gt;. &lt;br /&gt;Ogyvolo contemplò con disgusto il baschetto nero e gli occhiali a specchio del collega, poi obbediente usò il frustino per sferzare con sadismo Donky &amp; Khorr affinché andassero ad eseguire il loro compito nella rappresentazione che si stava inscenando. &lt;br /&gt;Il ruolo degli scimmioni era equamente ripartito: Khorr si occupava di aprire e chiudere i sipari, cambiare scenografie e direzionare le luci; curava il mixaggio audio e video e gli effetti pirotecnici; nei ritagli di tempo portava drink e salatini ai nani. &lt;br /&gt;Donky supervisionava e fungeva da elemento di raccordo tra direzione umana e cast bestiale: praticamente non faceva un cazzo, salvo biascicare poche parole, masticate e confuse, in &lt;span style="font-style:italic;"&gt;slang animale&lt;/span&gt;; l'intento era tradurre i voleri dei nani al collega e ai freak, ma c'erano scarse possibilità che i poveri animali capissero quali periodi di senso compiuto si nascondessero dietro quei borborigmi grotteschi. Così il più delle volte doveva essere lo stesso Ogyvolo a farsi capire con sguardi minacciosi e rudi ceffoni, col che Donky risultava definitivamente inutile.&lt;br /&gt;Sulle gradinate era presente uno spettatore d'eccezione: René Sumero era giunto a sorpresa per assistere alle prove del &lt;span style="font-style:italic;"&gt;numero corale&lt;/span&gt; che egli stesso aveva preteso pochi giorni prima. Oggi era vestito con una lunga tunica tubolare in orbace lilla, ricamata di verdi stelle a uncinetto, una riedizione etnica dell'abbigliamento del mago Merlino di disneyana fattura. Il copricapo, elemento immancabile, era un altissimo cono anch'esso lilla e munito di fitto firmamento; ad impreziosirlo portava infilzato sulla punta uno spiedino di taccole flambé con larderelli e foglie di mirto, orgoglioso simbolo culinario del suo paese d'origine. &lt;br /&gt;La presenza del capo rendeva i nani particolarmente nervosi, ma i due manifestavano il disagio in modo molto diverso: &lt;br /&gt;Snippolo era logorroico, dava incessantemente istruzioni alle maestranze, utilizzava un ridicolo &lt;span style="font-style:italic;"&gt;vocabolario tecnico&lt;/span&gt; di sua invenzione che secondo le intenzioni doveva colpire favorevolmente René.&lt;br /&gt; Così, quando diceva: &lt;br /&gt;- Allumate bianco il trampolato acciocché la &lt;span style="font-style:italic;"&gt;view&lt;/span&gt; sia &lt;span style="font-style:italic;"&gt;best&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;significava: &lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Puntate lo spot bianco su Gnegnelé in modo da far risaltare la sua figura.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ogyvolo invece si sforzava di rimanere perfettamente silenzioso, perché se avesse parlato questa volta non sarebbe riuscito a dissimulare il suo furore e disgusto e avrebbe rivolto a Snippolo e ai gorilla i più stucchevoli complimenti; correva ininterrottamente da una parte all'altra, scuotendo incessantemente la testa, un riflesso incontrollabile che derivava dall'intimo dissenso che provava per qualunque cosa il collega decidesse: era sempre contrario a qualsivoglia proposta di Snippolo, ma non ne avanzava mai una sua. Era perciò una sorta di mimo incazzoso che ribadiva con gesti bruschi ed eloquenti gli ordini di Snippolo a Donky e Khorr. Il suo &lt;span style="font-style:italic;"&gt;fraseggio&lt;/span&gt; tipico comprendeva tra gli altri: il cipiglio cinghialesco, il gesto dell'ombrello, il medio falloide con e senza appendici laterali e, usatissima, la rappresentazione pleonastica sfinterica, altrimenti detta &lt;span style="font-style:italic;"&gt;del culo così&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Raramente però dava il tempo ai quadrumani di eseguire ciò che chiedeva, in quanto quasi subito concludeva che i due erano incapaci di adempiere al compito; allora, arrotando i denti e serrando le mascelle, li affiancava taciturno e faceva al posto loro ciò che gli aveva appena ordinato, cercando di folgorarli con lo sguardo per la pessima figura che stavano facendo a causa della loro indolente incompetenza.&lt;br /&gt;Era dunque una catena di comando confusa e poco rodata e in queste condizioni fu un vero miracolo riuscire a rappresentare lo Spettacolo Corale dall'inizio alla fine.&lt;br /&gt;Lo spettacolo era diviso in 4 atti e cominciava con Gnegnelé al centro della scena.&lt;br /&gt;Le luci si attenuarono e la rappresentazione poté cominciare.&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Atto I: La Seduzione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gnegnelé è sopra un largo nido circolare di paglia e fango. Il collo, mostruosamente lungo rispetto alla normalità per la sua specie, è ripiegato e dissimulato sotto le piume arruffate tra le clavicole, servirà per la sorpresa finale.&lt;br /&gt;Ha vicino un sacco, pieno di penne bianche e rosa. &lt;br /&gt;La colonna sonora è &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Why don't you do right&lt;/span&gt; di  Kansas Joe McCoy, nella cover di Jessica Rabbit. &lt;br /&gt;La pettegola infila il becco nel sacco ed estrae le penne. Ad una ad una comincia ad incastrarsele voluttuosamente nelle ali, nel petto, nella coda, con fulminea perizia. Prima che la musica finisca, Gnegnelé ha completamente mutato aspetto: le penne posizionate con maestria ne hanno reso la livrea del tutto simile a quella di un fenicottero; l'illusione è completa non appena dal fondo del sacco estrae un becco adunco posticcio e lo indossa sopra il proprio, elevando il collo in tutta la sua lunghezza e ripiegando il capo in avanti a disegnare un'elegante &lt;span style="font-style:italic;"&gt;S&lt;/span&gt;. Non fosse per le zampe troppo corte, nessuno potrebbe dubitare che si tratti di un fenicottero rosa. D'altra parte, le zampe sono nascoste in quanto Gnegnelé rimane adagiato sul nido.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Interviene Snippolo:&lt;br /&gt;- Qui inseriamo un frame timestamp per l'handshake client.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Qui facciamo una pausa per gli applausi del pubblico.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La musica finisce, c'è un intermezzo di piano a commento, mentre uno spot illumina Giac, a qualche metro dal nido. La luce lo segue mentre si avvicina a Gnegnelé, curioso. La volpe indossa un borsalino nero, fuma una sigaretta, tenuta da un lungo bocchino dorato. Si avvicina flettendo corpo e coda con eleganza. È evidentemente attratto da quella bella creatura. &lt;br /&gt;Comincia la seduzione, parte il flamenco che Giac comincia a &lt;span style="font-style:italic;"&gt;ballare&lt;/span&gt; da solo muovendosi intorno al nido, battendo rumorosamente le zampe come usano i ballerini bipedi dotati di tacchi . Giac non ha ovviamente le scarpe: il forte rumore metallico è dovuto a dei portauovo d'argento che il geniale Ogyvolo gli ha infilato a forza nelle zampe. Per legargli le nacchere alla coda il perfido nano ha usato del fil di ferro. Giac agita ritmicamente la coda e le nacchere tintinnano seguendo la musica. Entra dentro il nido di Gnegnelé, e comincia i suoi virtuosismi di fumo: anelli, ciambelle, punte di trapano, finanche una riproduzione piuttosto fedele della Torre di Pisa. I due sono ora illuminati da spot di vari colori, così che le volute di fumo appaiono ancora più spettacolari. &lt;br /&gt;La pettegola/fenicottero è evidentemente colpita, e accetta di ballare con Giac. Non ha nacchere, ma produce un rumore simile aprendo e chiudendo a tempo il becco finto, che Ogyvolo ha ricavato a martellate partendo da un campanaccio di capra poi verniciato. &lt;br /&gt;Le teste dei due animali si avvicinano, la musica termina e le luci si attenuano, lasciando intendere al pubblico che è scoppiato l'amore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt; &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Atto II: Il Rapimento.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le luci si accendono nuovamente e parte imperiosa l'ouverture de&lt;span style="font-style:italic;"&gt; Il ratto dal serraglio&lt;/span&gt; di Mozart. Il pubblico può vedere Giac che si struscia affettuosamente su Gnegnelé e si allontana nel buio.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Snippolo interviene di nuovo:&lt;br /&gt;- Un message overflow indica che Giac ha schedulato il find della home di gruppo.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;La voce del narratore spiegherà che la volpe si è allontanata a cercare un posto dove stabilire la dimora comune.&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'uccello è nuovamente solo nel nido, ora gli spot inseguono una strana creatura che si muove furtiva nell'ombra: è il Momotauro, un orrendo essere bicipite che si è invaghito della pettegola. Ha assistito al rituale d'accoppiamento tra Giac e Gnegnelé ed è folle di gelosia. Approfitta della temporanea assenza di Giac per saltare dentro il nido. Il fragile Gnegnelé è tremendamente scosso  dall'ardire di quella bestia sconosciuta, ma ancora non ha compreso con che razza di mostro ha a che fare. Quando Taro, per l'occasione corredato di due corna di cartapesta, si palesa in tutta la sua morbosa bruttezza, spalancando la bocca e ruggendo come un carlino ubriaco, per Gnegnelé lo sgomento è intollerabile: cade a terra privo di sensi. Il Momotauro afferra la pettegola per il lungo collo e la trascina via, esile pollo inerte, dileguandosi nelle tenebre. Gli spot indugiano sulla scia di piume bianche e rosa che il rapitore si lascia dietro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Shutdown del secondo atto e reboot delayed con &lt;span style="font-style:italic;"&gt;locheil&lt;/span&gt; modificato.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Qui termina il secondo atto. Il terzo atto comincia dopo un breve intervallo necessario ad allestire la nuova scenografia&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://quantumwords.blogspot.com/2010/03/fuga-dal-circo-8.html"&gt;[Continua...]&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;color:#bbbbbb; font-size:8pt"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;&lt;img alt="Creative Commons License" style="border-width:0" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" href="http://purl.org/dc/dcmitype/Text" property="dc:title" rel="dc:type"&gt;Quantum Words&lt;/span&gt; by &lt;a xmlns:cc="http://creativecommons.org/ns#" href="quantumwords.blogspot.com" property="cc:attributionName" rel="cc:attributionURL"&gt;Ismaele&lt;/a&gt; is licensed under a &lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Based on a work at &lt;a xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" href="quantumwords.blogspot.com" rel="dc:source"&gt;quantumwords.blogspot.com&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Permissions beyond the scope of this license may be available at &lt;a xmlns:cc="http://creativecommons.org/ns#" href="quantumwords.blogspot.com" rel="cc:morePermissions"&gt;quantumwords.blogspot.com&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href='http://www.copygator.com/?via=b'&gt;&lt;img src='http://i.copygator.com/?cg=7905b' border=0/&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6318729045031505606-6779608639201475656?l=quantumwords.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quantumwords.blogspot.com/feeds/6779608639201475656/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://quantumwords.blogspot.com/2010/03/fuga-dal-circo-7.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318729045031505606/posts/default/6779608639201475656'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318729045031505606/posts/default/6779608639201475656'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quantumwords.blogspot.com/2010/03/fuga-dal-circo-7.html' title='Fuga dal Circo. 7.'/><author><name>Ismaele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00745320610601800794</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6318729045031505606.post-3048066755522335475</id><published>2010-03-15T23:03:00.025+01:00</published><updated>2010-03-19T17:38:45.728+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='racconti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attumarroi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='narrativa'/><title type='text'>Attumarroi. 3.</title><content type='html'>&lt;pre&gt;&lt;a href="http://quantumwords.blogspot.com/2010/03/attumarroi-2.html"&gt;[Precedente]&lt;/a&gt;                                     &lt;a href="http://quantumwords.blogspot.com/2010/02/attumarroi-1.html"&gt;[Inizio]&lt;/a&gt;&lt;/pre&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avevo deciso di resistere fino a quando mamma e papà sarebbero rimasti in cucina, poi, con lo spegnersi della luce elettrica, l'oscurità sarebbe stata totale e a quel punto avrei potuto dichiarare la mia vittoria e cedere al sonno. &lt;br /&gt;Non passò molto tempo, la lampada in cucina fu spenta, i miei genitori attraversarono silenziosi il corridoio accompagnati dalla palpitante fiammella della candela e raggiunsero insieme la loro camera.&lt;br /&gt;Pochi minuti dopo fu il buio. Chiusi gli occhi, abbondantemente fiera di me stessa per la sfida vinta. &lt;br /&gt;L'alternarsi del lieve russare dei miei fratelli, a cui si aggiunse presto quello di mio padre, non mi disturbava; al contrario generava un ritmo quasi ipnotico, era la mia personale &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Sonata delle Buonanotte&lt;/span&gt;: una &lt;span style="font-style:italic;"&gt;jazz session&lt;/span&gt; per fiati magistralmente interpretata dai tre &lt;span style="font-style:italic;"&gt;tenores&lt;/span&gt; che da anni mi accompagnava verso il riposo.&lt;br /&gt;Fu per questo che, ben avviata verso il letargo, mi ritrovai repentinamente sveglia come il proverbiale grillo e altrettanto tesa non appena accadde qualcosa di straordinario: il russare cessò di colpo. Il silenzio improvviso fu come una mano che si serrasse ad accartocciarmi lo stomaco; dapprima pensai ad una rara coincidenza, ma passavano i secondi e nessuno dei tre orchestrali riprendeva il concerto. Nella vana attesa di un &lt;span style="font-style:italic;"&gt;grugnito&lt;/span&gt; familiare, la mia agitazione andava aumentando. &lt;br /&gt;Presi a formulare le ipotesi più disparate: &lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;Guarigione miracolosa multipla da roncopatia cronica per intercessione della Madonna del Velopendulo di cui mia madre era devota.&lt;br /&gt;&lt;li&gt;Efferato omicidio plurimo dei tre membri rumorosi della mia famiglia. Le modalità del crimine suggerivano che il responsabile andasse cercato nella ristretta cerchia del parentado, ma a mio parere al sicario avrebbero potuto concedere le attenuanti generiche, in quanto vittima reiterata di tortura tramite privazione del sonno. Avrei dovuto rivelare, se interrogata, lo scarso amore della mamma per le &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Sonate&lt;/span&gt; notturne che io trovavo così rilassanti?&lt;br /&gt;&lt;li&gt;Improvvisa totale sordità da cerumite fulminante.&lt;br /&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; In quest'ultimo caso, però, non avrei dovuto sentire &lt;span style="font-style:italic;"&gt;nulla&lt;/span&gt;. Allora cos'era quello strano raspare che andava facendosi sempre più nitido?&lt;br /&gt;Sembrava provenire dall'alto, qualcosa stava &lt;span style="font-style:italic;"&gt;grattando&lt;/span&gt; insistentemente. &lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Sarà il solito topo&lt;/span&gt; - mi ripetevo poco convinta, ma mi accorsi con imbarazzo che stavo strizzando gli occhi chiusi come quella famosa notte. Il rumore crebbe e crebbe ancora e insieme ad esso la mia inquietudine.&lt;br /&gt;Fu con sollievo che accolsi l'improvvisa ondata di luce che mi filtrava attraverso le palpebre chiuse, perché mi forniva una chiave di lettura insperata: certo, come avevo fatto a non pensarci? Papà si era svegliato, aveva trafficato un pò alla cieca prima di riuscire a trovare i fiammiferi e ad accenderne uno sfregandolo sulla scatola, ecco cos'erano gli strani fruscii; chissà quanti ne aveva provato, troppo umidi per incendiarsi; con il primo buono aveva  dato fuoco allo stoppino del moccolo. Spiegava tutto.&lt;br /&gt;Aprii perciò gli occhi fiduciosa di trovare conferma alla mia ipotesi.&lt;br /&gt;La luce filtrava da un buco nel soffitto, dove un grosso nodo ovale delle assi si era staccato molto tempo addietro, lo  stesso dove papà aveva fatto passare la bacchetta impellicciata. &lt;br /&gt;Era una luce bianca, intensa, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;diurna&lt;/span&gt;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Paralizzata e muta dallo stupore, una parte di me ancora cerca di convincermi che quella luce, proveniente dalla mansarda dove riposa Gian Piero, scaturisca da un lume acceso dal mio fratellone, poco importa se è troppo brillante e non ha niente del giallognolo chiarore al sodio di ceri o lampade a petrolio. &lt;br /&gt;Un fruscio, qualcosa si infila nel buco e per un momento è nuovamente buio; quindi si sente un rumore come di coltelli che si conficcano nel legno. Le assi scricchiolano, poi si schiantano rumorosamente: la breccia si allarga, il bagliore invade la stanza, nubi di polvere si vanno espandendo nell'aria, rendendo tangibile il cono di luce. Schegge di legno e frammenti di vernice scrostata ricadono al suolo tintinnando. Sopra di me si staglia quello che pare un cielo azzurro, si direbbe che nella mansarda sia giorno. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per tutto l'azione seguente la colonna sonora fu gentilmente fornita da me: urla soffocate, suoni disarticolati, singhiozzi, mugolii terrorizzati.&lt;br /&gt;Qualcosa di scuro parve scivolare giù dal buco; come un rampone che cerca la presa tornò su andando ad uncinare le assi spaccate. Era una zampa, una &lt;span style="font-style:italic;"&gt;vera&lt;/span&gt; zampa dotata di unghie che parevano di acciaio brunito. Agganciarono le assi e tirarono ancora. Un altro pezzo di solaio venne via, il buco era sempre più ampio. Nessuno pareva accorgersi dei miei versi disperati, nei letti confusi al di là della polvere che mi circondava i miei fratelli rimanevano immobili e muti. Fino a quel momento non avevo neppure pensato alla possibilità di scappare. Non ne ebbi il tempo: appena scaraventai via le coperte per balzare giù dal letto, la zampa, con un unico movimento repentino e incomprensibile, si protese verso di me, ingigantendosi mentre si avvicinava. Le punte ricurve di quelle enormi unghie affilate mi trapassarono in diversi punti la camicia da notte: bucarono la stoffa sul petto, sull'addome, lasciandomi del tutto incolume per pochi millimetri. Agganciata in quel modo, la zampa mi strattonò violentemente verso l'alto.  &lt;br /&gt;Volavo verso il buco sul soffitto a velocità vertiginosa, a giudicare dal vento impetuoso che sentivo in faccia. Mi aspettavo da un momento all'altro che la camicia da notte si strappasse del tutto facendomi precipitare giù, ma questo per qualche motivo non avvenne. Salii per lunghissimi secondi, quasi che la camera fosse alta come una cattedrale gotica; il varco sembrava lontano e man mano che mi ci avvicinavo mi resi conto di quanto fosse grande, uno squarcio dal contorno seghettato aperto su un cielo percorso da rari cirri; nel momento in cui lo attraversai avrei giurato che fosse abbastanza largo da farci passare due carri uno a fianco all'altro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=""&gt;[Continua...]&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;color:#bbbbbb; font-size:8pt"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;&lt;img alt="Creative Commons License" style="border-width:0" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" href="http://purl.org/dc/dcmitype/Text" property="dc:title" rel="dc:type"&gt;Quantum Words&lt;/span&gt; by &lt;a xmlns:cc="http://creativecommons.org/ns#" href="quantumwords.blogspot.com" property="cc:attributionName" rel="cc:attributionURL"&gt;Ismaele&lt;/a&gt; is licensed under a &lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Based on a work at &lt;a xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" href="quantumwords.blogspot.com" rel="dc:source"&gt;quantumwords.blogspot.com&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Permissions beyond the scope of this license may be available at &lt;a xmlns:cc="http://creativecommons.org/ns#" href="quantumwords.blogspot.com" rel="cc:morePermissions"&gt;quantumwords.blogspot.com&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href='http://www.copygator.com/?via=b'&gt;&lt;img src='http://i.copygator.com/?cg=7905b' border=0/&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6318729045031505606-3048066755522335475?l=quantumwords.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quantumwords.blogspot.com/feeds/3048066755522335475/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://quantumwords.blogspot.com/2010/03/attumarroi-3.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318729045031505606/posts/default/3048066755522335475'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318729045031505606/posts/default/3048066755522335475'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quantumwords.blogspot.com/2010/03/attumarroi-3.html' title='Attumarroi. 3.'/><author><name>Ismaele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00745320610601800794</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6318729045031505606.post-833754661818617205</id><published>2010-03-09T22:17:00.007+01:00</published><updated>2010-03-29T22:51:44.523+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='narrativa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Racconti per bambini'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='il Corsaro Sottozero'/><title type='text'>Il Corsaro Sottozero. 2.</title><content type='html'>&lt;pre&gt;&lt;a href="http://quantumwords.blogspot.com/2010/02/il-corsaro-sottozero-1.html"&gt;[Precedente]&lt;/a&gt;                                     &lt;a href="http://quantumwords.blogspot.com/2010/02/il-corsaro-sottozero-1.html"&gt;[Inizio]&lt;/a&gt;&lt;/pre&gt;&lt;br /&gt;&lt;br&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Ma ne sei proprio sicura? - Chiese la mamma per la terza volta, mentre con una mano si spazzolava i lunghi capelli e con l'altra spolverava di talco il sederino di Ettore nudo sopra il copriletto del lettone. &lt;br /&gt;Ai piedi del letto il pannolino appena cambiato, il terribile contenuto era ben chiuso al suo interno, ma a giudicare da quanto era gonfio Flò calcolò che suo fratellino fosse in grado di produrre circa mezzo chilo di cacca. &lt;br /&gt;- Manlio, svegliati, forza! - disse la mamma scrollando il papà che dormiva accanto al piccolo grugnendo come un porcello. &lt;br /&gt;Ettore si rotolò sul materasso puntando verso la testa del papà, raggiuntala cominciò a tirarne la rada capigliatura. &lt;br /&gt;- Ecco, bravo Ettorino, pensaci tu a svegliare papi. &lt;br /&gt;- Ma sei veramente certa...? &lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;E quattro&lt;/span&gt; - pensò Flò - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Ok, signore e signori: va in scena 'Figlia responsabile. Atto primo'&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;- Mamma, non ti preoccupare! Ho dieci anni, sono una ragazzina ormai! Forse non ti fidi? - disse mostrandosi delusa e un pò offesa - Voi avete bisogno di riposo... da quando siamo partiti siete sempre rimasti chiusi in cabina.&lt;br /&gt;- Ma che dici? ieri eravamo alla Cena di Gala col capitano!&lt;br /&gt;- Ma sembravate due zombi! Tu eri spettinata e avevi il rossetto sbavato e papà era ridicolo con quel marsupio fucsia sullo smoking. Ettore è riuscito ad evadere due volte dal marsupio mentre papà dormiva in piedi, la seconda volta si è lanciato in caduta libera sul vestito di quella gran dama strappandolo! &lt;br /&gt;- Avevo il rossetto sbavato? Oh, che tremenda vergogna!&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Colpita e affondata!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;- Mamma, sono già passati tre giorni, siete venuti qui per riposarvi e invece siete due relitti peggio di quando siamo partiti... Fìdati, posso badare io ad Ettore!&lt;br /&gt;La mamma si sedette sul letto dove era ancora in corso la battaglia tra padre e figlioletto. Manlio, incosciente, emetteva bassi lamenti che straziavano il cuore, Ettore stava stravincendo, metà dello scarso scalpo del papà era ormai attorcigliato tra le sue manine paffute. La mamma scosse la testa, Flò capì che era pronta a cedere e diede il colpo di grazia:&lt;br /&gt;- Sarebbe solo per qualche ora al giorno... di notte dormirebbe con voi, ma avreste un pò di tempo libero per godervi la crociera. Sai che c'è una vasca idromassaggio clamorosa? &lt;br /&gt;- Aaaah, l'idromassaggio - disse la mamma fissando il vuoto. Si alzò avvicinandosi alla sua figlia maggiore, le prese le guance tra le mani, era commossa.&lt;br /&gt;- Ma tu? Che farai? Io e papà vogliamo che voi vi divertiate, se dovrai badare a tuo fratello non avrai tempo per...&lt;br /&gt;- Non preoccuparti - la interruppe Flora -  Ci possiamo &lt;span style="font-style:italic;"&gt;mettere d'accordo&lt;/span&gt; per gli orari: posso rimandare danza se voi volete fare i massaggi shiatsu, ci sono 4 corsi al giorno... Se una mattina non sto in piscina non fa nulla, posso portare Ettore con me al mini autoscontro... mi posso organizzare, tranquilla!&lt;br /&gt;- Sai che ti dico? Mi hai convinto! Sei proprio una bravissima bambina! - la baciò in fronte.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Evvvvaaaaiiii&lt;/span&gt;!&lt;br /&gt;- Ma se dovesse essere troppo pesante, non aver paura di dircelo, mi raccomando!&lt;br /&gt;- Certo! Quando &lt;span style="font-style:italic;"&gt;me lo dai&lt;/span&gt;? - chiese Flò impaziente.&lt;br /&gt;- Oh, beh, non so... - rise - Quando vorresti cominciare, piccola baby sitter?&lt;br /&gt;- Anche subito! &lt;br /&gt;- Bene - disse la mamma abbracciandola, quasi piangendo nel constatare quanto fosse matura e generosa la propria figlia - Lasciami parlare con papà poi sarà tutto tuo!&lt;br /&gt;- Perfetto! Vado in camera mia, non vedo l'ora di dirlo a Sibilla!&lt;br /&gt;- A proposito, tua sorella come sta? Ultimamente mi sembra un pò triste.&lt;br /&gt;- Sibilla triste? Scherzi? - rispose Flora poggiando la mano sul pomello della porta che separava la stanza dei genitori da quella che divideva con la sorella - Aspetta che le dia la notizia e vedrai! &lt;br /&gt;Mentre lo diceva aprì la porta abbassando il tono della voce fin quasi a sussurrare. La mamma non capì che relazione potesse esserci tra la notizia che Flora sarebbe stata una baby sitter part-time per Ettore e la felicità di Sibilla, ma preferì non pensarci troppo su. Mentre Flora si chiudeva la porta alle spalle, ebbe il tempo di vedere che nella camera accanto Sibilla era sdraiata sul suo letto. Aveva un'espressione che alla mamma pareva tutt'altro che felice.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://quantumwords.blogspot.com/2010/03/il-corsaro-sottozero-3.html"&gt;[Continua...]&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;color:#bbbbbb; font-size:8pt"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;&lt;img alt="Creative Commons License" style="border-width:0" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" href="http://purl.org/dc/dcmitype/Text" property="dc:title" rel="dc:type"&gt;Quantum Words&lt;/span&gt; by &lt;a xmlns:cc="http://creativecommons.org/ns#" href="quantumwords.blogspot.com" property="cc:attributionName" rel="cc:attributionURL"&gt;Ismaele&lt;/a&gt; is licensed under a &lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Based on a work at &lt;a xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" href="quantumwords.blogspot.com" rel="dc:source"&gt;quantumwords.blogspot.com&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Permissions beyond the scope of this license may be available at &lt;a xmlns:cc="http://creativecommons.org/ns#" href="quantumwords.blogspot.com" rel="cc:morePermissions"&gt;quantumwords.blogspot.com&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href='http://www.copygator.com/?via=b'&gt;&lt;img src='http://i.copygator.com/?cg=7905b' border=0/&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6318729045031505606-833754661818617205?l=quantumwords.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quantumwords.blogspot.com/feeds/833754661818617205/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://quantumwords.blogspot.com/2010/03/il-corsaro-sottozero-2.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318729045031505606/posts/default/833754661818617205'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318729045031505606/posts/default/833754661818617205'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quantumwords.blogspot.com/2010/03/il-corsaro-sottozero-2.html' title='Il Corsaro Sottozero. 2.'/><author><name>Ismaele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00745320610601800794</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6318729045031505606.post-8485512423543232056</id><published>2010-03-03T22:34:00.010+01:00</published><updated>2010-06-01T18:18:54.702+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='racconti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attumarroi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='narrativa'/><title type='text'>Attumarroi. 2.</title><content type='html'>&lt;pre&gt;&lt;a href="http://quantumwords.blogspot.com/2010/02/attumarroi-1.html"&gt;[Precedente]&lt;/a&gt;                                     &lt;a href="http://quantumwords.blogspot.com/2010/02/attumarroi-1.html"&gt;[Inizio]&lt;/a&gt;&lt;/pre&gt;&lt;br /&gt;&lt;br&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A nulla valevano timide proteste o pratiche dilatorie, mamma era tassativa. &lt;br /&gt;Una volta Serena le fece notare che - caso piuttosto raro - non c'erano patate per cena. &lt;br /&gt;- Allora subito a letto, che aspettate? - rispose mamma per la quale valeva il dogma di infallibilità. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quella notte era particolarmente fredda, in via del tutto eccezionale la mamma aveva riscaldato le coltri davanti al camino.&lt;br /&gt;Ci spogliammo rapidamente e guizzammo sotto le lenzuola, contorcendoci dentro il letto per infilarci le camicie da notte. &lt;br /&gt;Il tepore era piacevole, anche se le coperte esalavano una fragranza come di arrosto, in coincidenza sospetta con il menu appena consumato, che prevedeva braciole di Poldo (il nostro buon ex porcello) e patate alla brace. &lt;br /&gt;La corrente elettrica era arrivata in paese solo pochi anni prima, spesso il vento o la pioggia o motivi imprecisati causavano black out di ore o giorni. Oggi eravamo fortunati, la debole luce al tungsteno tremolava incerta, pendendo dal lungo filo al centro del soffitto. La mamma fece il consueto giro di ispezione per controllare che fossimo pronti per affrontare la notte, ci diede un bacio e spense la luce, spostandosi in sala da pranzo dove sapevo che avrebbe approfittato della luce artificiale per sferruzzare un pò. Papà era con lei, si misero a parlare a bassa voce, alternavano silenzi a fitte conversazioni e brevi risate. Molti anni dopo mi sarei resa conto di quanto preziosi dovessero essere quei pochi momenti di intimità tra i miei genitori, gli unici nell'intera giornata in cui per qualche minuto potevano dedicarsi l'uno all'altra senza altre occupazioni o elementi di disturbo; o almeno così sarebbe stato se i loro pargoli avessero ceduto rapidamente a Morfeo. Il piccolo Orazio e Riccardo in effetti cominciarono a russare pochi istanti dopo che la luce fu spenta. Io, Ismaele e Serena, al contrario, eravamo più svegli che mai. Eccitati all'idea che quel freddo e il cielo nuvoloso potessero presagire ad una intensa nevicata notturna, fantasticavamo su quanta neve avremmo trovato il giorno dopo e come avremmo potuto sfruttare il giorno di vacanza forzata da scuola. Ismaele si ingegnava ad immaginare slitte improvvisate; ci descriveva come le avremmo costruite, frankenstein inanimati di vecchi giochi e materiali di scarto. Ci spiegava come le avremmo usate per lanciarci giù dalle colline imbiancate. Io e Serena ascoltavamo e commentavamo entusiaste, dando suggerimenti su come migliorare quelle strane invenzioni.&lt;br /&gt;Dopo molto tempo trascorso in questo modo esaurimmo gli argomenti ma non la vivacità; ci riducemmo a scambiarci battute idiote ridendo rumorosamente per il solo gusto di sentire la nostra risata. Più volte papà ci riprese seccato, intimandoci il silenzio.&lt;br /&gt;Nel buio che ci circondava, la luce che proveniva dalla sala da pranzo sembrava molto più forte di quanto obiettivamente fosse, un surrogato tecnologico di stearica. Concentrandomi sulle continue variazioni del gioco di ombre mi sembrava di poter percepire i movimenti di papà, quasi lo vedevo camminare avanti e indietro, voltato di lato verso mamma, seduta e china sul suo lavoro a uncinetto. &lt;br /&gt;Improvvisamente la luminosità si affievolì, mi accorsi in ritardo che papà si era spostato dalla sala da pranzo e ora eclissava con la sua mole la luce, ingombrando la porta della nostra camera. Ritto in piedi, assunse una postura che doveva esprimere autorità, gambe larghe, gomiti verso l'esterno e pugni sui fianchi. Sono sicura che se lo avessimo potuto vedere in faccia avremmo scoperto che non riusciva a trattenere un sorriso di fronte ad un'interpretazione così improbabile.  Con voce bassa e profonda ci intimò: &lt;br /&gt;- Bambini, è molto tardi, chiudete gli occhi subito, perché se &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Attumarroi&lt;/span&gt; passa e vi trova svegli, vi porta con sé. Nemmeno io riuscirei a fermarlo. &lt;br /&gt;Altre volte papà ci aveva evocato la minaccia di quella creatura dell'Oscurità. Il mio scetticismo iniziale era stato clamorosamente sconfessato quando tutti fummo testimoni oculari di un'apparizione: una notte come questa, dopo analoghe minacce di papà, da un buco tra le assi del soffitto comparve improvvisamente e per pochi secondi una lunga coda marrone; tanto bastò a farci ammutolire immediatamente, tenni chiusi gli occhi strizzandoli fino a farmi male; la paura e l'agitazione ritardarono di ore la venuta del sonno, ma il silenzio era perfetto. In seguito riflettei sul fatto che poco prima dell'apparizione avevo sentito lo scricchiolare dei passi di papà in soffitta, che mai avevo visto un gatto muovere la coda come una bacchetta rigida e storta e che il pelo della coda mi ricordava molto quello della lepre che papà aveva catturato qualche giorno prima in una battuta di caccia in compagnia di Buck Emilio, la nostra donnola. &lt;br /&gt;Penso che anche Ismaele e Serena nutrissero profondi dubbi sulla reale esistenza terrena di quel gatto rapitore di bambini, ma nel dubbio fecero silenzio. &lt;br /&gt;Dal canto mio avevo mangiato la foglia, non c'era nessun Attumarroi, ma capii che era ora di arrendersi. &lt;br /&gt;Perciò finalmente mi quietai, ma tenni orgogliosamente gli occhi aperti, nessuno avrebbe potuto mettere in dubbio che non credessi minimamente nell'esistenza di quel ridicolo &lt;span style="font-style:italic;"&gt;gatto marrone&lt;/span&gt;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://quantumwords.blogspot.com/2010/03/attumarroi-3.html"&gt;[Continua...]&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;color:#bbbbbb; font-size:8pt"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;&lt;img alt="Creative Commons License" style="border-width:0" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" href="http://purl.org/dc/dcmitype/Text" property="dc:title" rel="dc:type"&gt;Quantum Words&lt;/span&gt; by &lt;a xmlns:cc="http://creativecommons.org/ns#" href="quantumwords.blogspot.com" property="cc:attributionName" rel="cc:attributionURL"&gt;Ismaele&lt;/a&gt; is licensed under a &lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Based on a work at &lt;a xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" href="quantumwords.blogspot.com" rel="dc:source"&gt;quantumwords.blogspot.com&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Permissions beyond the scope of this license may be available at &lt;a xmlns:cc="http://creativecommons.org/ns#" href="quantumwords.blogspot.com" rel="cc:morePermissions"&gt;quantumwords.blogspot.com&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href='http://www.copygator.com/?via=b'&gt;&lt;img src='http://i.copygator.com/?cg=7905b' border=0/&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6318729045031505606-8485512423543232056?l=quantumwords.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quantumwords.blogspot.com/feeds/8485512423543232056/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://quantumwords.blogspot.com/2010/03/attumarroi-2.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318729045031505606/posts/default/8485512423543232056'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318729045031505606/posts/default/8485512423543232056'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quantumwords.blogspot.com/2010/03/attumarroi-2.html' title='Attumarroi. 2.'/><author><name>Ismaele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00745320610601800794</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6318729045031505606.post-6590380087192905489</id><published>2010-03-01T22:37:00.014+01:00</published><updated>2010-03-23T22:44:36.554+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='racconti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fuga dal Circo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='narrativa'/><title type='text'>Fuga dal Circo. 6.</title><content type='html'>&lt;pre&gt;&lt;a href="http://quantumwords.blogspot.com/2010/02/fuga-dal-circo-5.html"&gt;[Precedente]&lt;/a&gt;                                     &lt;a href="http://quantumwords.blogspot.com/2010/01/fuga-dal-circo-1.html"&gt;[Inizio]&lt;/a&gt;&lt;/pre&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Il sermone di Momotti (e Taro).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Momotti agitò mollemente la coda sinuosa, socchiuse gli occhi e cominciò:&lt;br /&gt;- Un giorno un giovane avventore che aveva appena bevuto il quinto mojito con erba gatta chiese al saggio barman:&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;O saggio barman, dimmi: lo scarabeo stercoraro che rotola la sua morbida palla per i prati sente il profumo dei fiori che ha intorno?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Il saggio barman rispose:&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Non lo so, ma se vuoi possiamo chiedere ai bacherozzi che ospito nel macinino, confusi tra i chicchi di caffè.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Per capire la massima zen dobbiamo innanzi tutto chiederci chi noi siamo: siamo lo scarabeo, che fatica incessantemente trasportando il suo carico nauseabondo? Oppure siamo la palletta di sterco, che si lascia passivamente trasportare attraverso un mondo fiorito e fragrante, giacendo in quell'&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Eden&lt;/span&gt; come un rifiuto, un oggetto sgradevole e alieno?&lt;br /&gt;- Palle di merda! Tutti palle di merda! - sibilò Taro: la seconda testa di Momotti finalmente si palesò, sollevando il collo che partiva dalla sommità della capoccia più grande. Era delle dimensioni di una pallina da ping pong e non aveva niente dell'elegante grazia felina; aveva piuttosto le sembianze di un chihuahua senza orecchie, occhi enormi e cattivi e una lunga zazzera che normalmente usava per nascondersi piegando il collo in avanti, di modo che il ciuffo pareva avere origine da Momotti. Diversi piercing al labbro e un grosso moschettone infilato tra le narici tradivano il suo gusto estetico &lt;span style="font-style:italic;"&gt;punk &lt;/span&gt;. La cosa più inquietante del suo aspetto erano però i dentini: fittissimi e affilati come aghi, in numero enorme e disposti su più file, come quelli degli squali. Sfregandoli tra loro produceva piccole scintille il cui sfrigolio rendeva il rumore del digrignare ancora più sinistro. &lt;br /&gt;Momotti proseguì senza badare al suo alter ego.&lt;br /&gt;- Come questi industriosi scarafaggi che rotolano incessantemente la loro preziosa biglia marron, così anche noi: la nostra vita è un doloroso incessante scorrere di prove e spettacoli. Eseguiamo i lunghi e faticosi esercizi che i nani... - &lt;br /&gt;- Nani bastardi! - interloquì Taro.&lt;br /&gt; - ... ci impongono. Ci svegliamo stanchi ed andiamo a dormire esausti e i nostri pasti e il nostro lavoro sono una merda, possa Siddharta perdonarmi l'eloquio più consono al mio fratello poco illuminato. &lt;br /&gt;- Ma siamo anche palle di sterco, perché tutti noi in un modo o nell'altro siamo le scorie, i freak, i mostri da cui gli uomini e gli animali normali stanno alla larga. Non decidiamo il nostro destino e la nostra direzione, veniamo trasportati nel mondo e non abbiamo preoccupazioni. Chi siamo dunque? - Momotti attese qualche istante che qualcuno intervenisse. Perdurava un silenzio tombale, nessuno evidentemente andava orgoglioso di identificarsi con alcuno dei ritratti appena fatti. &lt;br /&gt;- Bene - annuì Momotti - Una non risposta è la giusta risposta... Infatti c'è una terza possibilità, ed è questo ciò che - vi dico - noi realmente siamo.&lt;br /&gt;- Lo sapevo! Il prato fiorito? - sussurrò timidamente Mix. Momotti non lo calcolò.&lt;br /&gt;- Noi siamo le larve nate dalle uova deposte dentro la palla. La palla ci riscalda e ci nutre! Siamo gli esseri viscidi e informi che nutrendosi di merda - mi perdoni Confucio eccetera - conquistano la libertà ed emergono infine, trasformati in esseri nuovi e forti. Esseri liberi!&lt;br /&gt;-... di appallottolare merda! - tagliò corto Taro.&lt;br /&gt;- Ecco perciò il Karma che ci ha assegnato il Cosmo: il nostro destino è la Fuga. La Libertà. &lt;br /&gt;- Sììììììì! - urlarono tutti, totalmente persuasi; se avessero avuto le mani certamente sarebbe stato uno scrosciare di applausi.&lt;br /&gt;Momotti terminò il sermone in un crescendo trascinante, tra i gridolini entustiasti e i commenti di approvazione dei compagni: &lt;br /&gt;- Poiché il nostro compito è arduo e gli ostacoli sono presenti ad ogni passo abbiamo bisogno di organizzarci. Gli &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Yi Ching&lt;/span&gt; che ho  consultato per ciascuno di voi mi hanno indicato chiaramente quale sarà il vostro ruolo:&lt;ul&gt;&lt;br /&gt;   &lt;li&gt;Ziribiglio sarà il nostro ideologo, cronista e storico. A lui il compito di tramandare alle generazioni future le nostre gesta.&lt;br /&gt;  &lt;li&gt; Kuaddin' sarà il consulente scientifico interdisciplinare. &lt;br /&gt;   &lt;li&gt;Tellina per la sua conoscenza delle arti culinarie sarà l'addetta alle armi chimiche.&lt;br /&gt;   &lt;li&gt; Giac è il responsabile della logistica.&lt;br /&gt;   &lt;li&gt;Gnegnelè: guerra psicologica e demoralizzazione del nemico. &lt;br /&gt;   &lt;li&gt; Mix: ci sarai utile come arma pesante e per il trasporto truppe e materiali.&lt;br /&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br /&gt;- Naturalmente io farò il &lt;span style="font-style:italic;"&gt;tattico&lt;/span&gt;. Abbasso il catenaccio!&lt;br /&gt;E tra gli evviva generali l'unica voce controcorrente fu Taro che sovrastando tutti con il suo gracidio rauco urlò:&lt;br /&gt;- Creperemo tuuuutttii!!!  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://quantumwords.blogspot.com/2010/03/fuga-dal-circo-7.html"&gt;[Continua...]&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;color:#bbbbbb; font-size:8pt"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;&lt;img alt="Creative Commons License" style="border-width:0" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" href="http://purl.org/dc/dcmitype/Text" property="dc:title" rel="dc:type"&gt;Quantum Words&lt;/span&gt; by &lt;a xmlns:cc="http://creativecommons.org/ns#" href="quantumwords.blogspot.com" property="cc:attributionName" rel="cc:attributionURL"&gt;Ismaele&lt;/a&gt; is licensed under a &lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Based on a work at &lt;a xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" href="quantumwords.blogspot.com" rel="dc:source"&gt;quantumwords.blogspot.com&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Permissions beyond the scope of this license may be available at &lt;a xmlns:cc="http://creativecommons.org/ns#" href="quantumwords.blogspot.com" rel="cc:morePermissions"&gt;quantumwords.blogspot.com&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href='http://www.copygator.com/?via=b'&gt;&lt;img src='http://i.copygator.com/?cg=151a0' border=0/&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6318729045031505606-6590380087192905489?l=quantumwords.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quantumwords.blogspot.com/feeds/6590380087192905489/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://quantumwords.blogspot.com/2010/03/fuga-dal-circo-6.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318729045031505606/posts/default/6590380087192905489'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318729045031505606/posts/default/6590380087192905489'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quantumwords.blogspot.com/2010/03/fuga-dal-circo-6.html' title='Fuga dal Circo. 6.'/><author><name>Ismaele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00745320610601800794</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6318729045031505606.post-7805911350701542296</id><published>2010-02-28T17:08:00.012+01:00</published><updated>2010-03-16T22:38:12.086+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='narrativa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Racconti per bambini'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='il Corsaro Sottozero'/><title type='text'>Il Corsaro Sottozero. 1.</title><content type='html'>&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Quel microbo puzzolente è un intruso - disse Sibilla incrociando le braccia e facendo la smorfia che le riusciva meglio, quella che la mamma chiamava &lt;span style="font-style:italic;"&gt;del criceto mannaro&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;- Anche tu eri un'intrusa - rispose serafica Flora mentre, distesa sulla sdraio a bordo piscina, sorbiva dalla cannuccia il suo succo di papaya.&lt;br /&gt;- Non è vero! - protestò Sibilla. Ritta in piedi accanto alla sorella, prese ad asciugarsi i lunghi capelli frizionandoli vigorosamente dentro il cappuccio dell'accappatoio verde che aveva addosso. &lt;br /&gt;- Sì che è vero: eri una piccola puzzola importuna. Quando sei nata per papà e mamma esistevi solo tu: una volta mi hanno dimenticato in un negozio di pentole a pressione... erano tutti presi a spingere la tua carrozzina e a farti bababà cuccicuccì e tutte quelle cose cretine che fanno i grandi quando vedono una sgorbietta. &lt;br /&gt;- No! - contestò Sibilla spingendo indietro il cappuccio e mostrando la chioma spettinata. &lt;br /&gt;- Sì! Un'altra volta siete partiti tutti in Francia con gli zii e io sono rimasta sola in casa in balìa di due pazzi criminali.&lt;br /&gt;- Non è vero! Questo è un vecchio film che abbiamo visto in TV!&lt;br /&gt;- Fa lo stesso, è il concetto che conta - ribatté Flora senza scomporsi. Schioccò le dita e un cameriere accorse a ritirarle il bicchiere di succo di frutta che aveva appena prosciugato. &lt;br /&gt;- Uff... Sibì... Goditi la crociera... &lt;span style="font-style:italic;"&gt;garson&lt;/span&gt;! - disse rivolgendosi al cameriere - Un altro &lt;span style="font-style:italic;"&gt;carico&lt;/span&gt; di quei fa-vo-lo-si involtini di pasta sfoglia e würstel, per favore.&lt;br /&gt;- Due! - si affrettò a correggerla Sibilla. Si sedette nella sdraio a fianco alla sorella, prese a mordicchiarsi le unghie. &lt;br /&gt;- Flò, quel &lt;span style="font-style:italic;"&gt;coso&lt;/span&gt; ce li ha tutti per sé, non è giufsto! Se noi adesso non ci ribelliamo crederanno di poterci comprare con una semplisce vacansa... poffibile che non capifsci?&lt;br /&gt;- Certo che non capisco, ti stai masticando le dita! Non si parla a bocca piena.&lt;br /&gt;Il cameriere tornò con gli involtini e Sibilla cambiò obiettivo divorandoli uno dopo l'altro, con gran sollievo delle unghie ormai esauste. &lt;br /&gt;- Senti piuttosto: tra mezz'ora c'è la lezione di danza, che fai? Vieni? &lt;br /&gt;- Venduta! Crumira! Fai come vuoi, vorrà dire che combatterò da sola! - rispose Sibilla spazzolando il ventesimo e ultimo involtino - Adesso tornerò in camera e non mi muoverò di lì fino alla fine della crociera! Addio!&lt;br /&gt;Sibilla si alzò, si tolse l'accappatoio lanciandolo verso la sorella e ciabattò via. &lt;br /&gt;- Dove vai? Sibilla, aspetta! - Flora la chiamò senza troppa convinzione. La sorellina continuò ad allontanarsi non dando ad intendere di aver sentito. &lt;br /&gt;- Boh... delle volte si comporta proprio da scema. - sibilò Flora abbassandosi nuovamente gli occhiali da sole. &lt;br /&gt;Che c'era di male a godersi quella fantastica crociera? Papà e mamma si sentivano in colpa perché ora che c'era il moccioso caccoloso avevano meno tempo per le loro &lt;span style="font-style:italic;"&gt;altre&lt;/span&gt; piccole? &lt;br /&gt;Giusto! &lt;br /&gt;Volevano comprarsi la loro condiscendenza regalando a tutta la famiglia due settimane di vacanza su una nave fantasmagorica e immensa dove tutto l'equipaggio ti tratta come una principessa e non vede l'ora di esaudire ogni tuo più insulso desiderio? &lt;br /&gt;Perfetto! Lei ci stava! &lt;br /&gt;Anzi, ora che aveva capito come era facile, negli scarsi ritagli di tempo tra il corso di danza, il minigolf e la scuola di recitazione, apriva il suo fidato taccuino e prendeva appunti, registrando ogni possibile situazione di cui lamentarsi in seguito. &lt;br /&gt;Oggi ad esempio aveva annotato: &lt;br /&gt;1. Omessa attenzione al racconto 'Cosa ho fatto ieri sera'. &lt;br /&gt;2. Danno esistenziale da choc per improvviso rigurgito del fratellino. &lt;br /&gt;3. Insufficiente assistenza notturna a Sibilla: la sorellina si era svegliata nel cuore della notte chiamandoli senza ottenere risposta e ciò le aveva comportato una veglia non programmata causandole un pericoloso debito di sonno.&lt;br /&gt;Più tardi avrebbe pensato a come quantificare i danni.&lt;br /&gt;Ma se Sibilla non stava al gioco, rischiava di rovinare tutto: mamma e papà, vedendo la loro bambina ancora triste, avrebbero pensato di dover trovare un modo diverso per accontentarle. Ad esempio facendosi in quattro per avere più tempo da passare insieme a loro. Impegnandosi sarebbero certamente riusciti a...&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;... soffocarci di attenzioni com'era prima della nascita di Ettore... No! Per carità! Devo riuscire a convincere Sibì che questa vacanza piace anche a lei...&lt;/span&gt; - pensò Flora dirigendosi verso il trampolino da dove si tuffò a bomba dentro la piscina riscaldata. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://quantumwords.blogspot.com/2010/03/il-corsaro-sottozero-2.html"&gt;[Continua...]&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;color:#bbbbbb; font-size:8pt"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;&lt;img alt="Creative Commons License" style="border-width:0" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" href="http://purl.org/dc/dcmitype/Text" property="dc:title" rel="dc:type"&gt;Quantum Words&lt;/span&gt; by &lt;a xmlns:cc="http://creativecommons.org/ns#" href="quantumwords.blogspot.com" property="cc:attributionName" rel="cc:attributionURL"&gt;Ismaele&lt;/a&gt; is licensed under a &lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Based on a work at &lt;a xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" href="quantumwords.blogspot.com" rel="dc:source"&gt;quantumwords.blogspot.com&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Permissions beyond the scope of this license may be available at &lt;a xmlns:cc="http://creativecommons.org/ns#" href="quantumwords.blogspot.com" rel="cc:morePermissions"&gt;quantumwords.blogspot.com&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6318729045031505606-7805911350701542296?l=quantumwords.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quantumwords.blogspot.com/feeds/7805911350701542296/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://quantumwords.blogspot.com/2010/02/il-corsaro-sottozero-1.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318729045031505606/posts/default/7805911350701542296'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318729045031505606/posts/default/7805911350701542296'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quantumwords.blogspot.com/2010/02/il-corsaro-sottozero-1.html' title='Il Corsaro Sottozero. 1.'/><author><name>Ismaele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00745320610601800794</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6318729045031505606.post-4139204819356847861</id><published>2010-02-26T17:31:00.012+01:00</published><updated>2010-03-06T00:09:35.068+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='racconti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attumarroi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='narrativa'/><title type='text'>Attumarroi. 1.</title><content type='html'>&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;br /&gt;Capitava, le notti d'estate, col caldo opprimente ancora più insopportabile dentro quella stanza sovraffollata, che non volessimo proprio addormentarci. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;O in inverno, quando il freddo pungente ci spingeva qualche volta ad affollare in due o tre un solo letto e dormire abbracciati sotto una spessa coltre di coperte umidicce che sembravano avere non tanto lo scopo di riscaldarci quanto di renderci difficoltoso respirare col loro peso immenso. In quelle occasioni, più che assopirci, svenivamo per carenza di ossigeno.&lt;br /&gt;A essere precisi capitava anche in autunno e in primavera, visto che a quell'epoca esistevano ancora le mezze stagioni. &lt;br /&gt;Seguivamo a malincuore i morigerati costumi della vita contadina, per cui al tramonto del sole - sonno o no - si andava a letto.&lt;br /&gt;Babbo infatti lavorava nei campi; lottava ogni giorno con madre Terra, giungendo ogni volta a un compromesso ragionevole che permetteva a lui di ricavare qualcosa da mangiare o da vendere per sostenere una famiglia di 8 persone, alla Terra di generare frutti, perennemente gravida ora di olive, ora di uva, più spesso di ortaggi e &lt;span style="font-style:italic;"&gt;sempre&lt;/span&gt; di patate. &lt;br /&gt;A pensarci bene non è che la Terra avesse da guadagnarci molto. &lt;br /&gt;Si faceva blandire dalle carezze delle grandi mani da contadino; quando non era pronta, intirizzita dalla brina o screpolata da una lunga siccità, babbo capiva che era necessaria qualche attenzione in più. In quelle circostanze le recitava cantando qualche poesia improvvisata mentre zappava con vigore, la ripuliva da piante infestanti, la dissetava, dandole tutto il tempo che le necessitava per convincersi. Inizialmente aspra e riottosa, infine cedeva, per puro amore. Il brivido gelido dell'aratro che la percorreva fecondandola era a ben vedere l'unica sua lussuriosa contropartita. &lt;br /&gt;La mamma era un po' gelosa di questo rapporto tra i due, ma era una donna in carriera, non aveva molto tempo per occuparsi di dettagli sentimentali: era direttrice e chief executive di un importante centro residenziale promiscuo con vista sulla gola de &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Su Sartu&lt;/span&gt;. &lt;br /&gt;Importante per noi, in quanto ci abitavamo. Promiscuo perché era popolato da umani (due) e bestie piccole e grandi.&lt;br /&gt;Nel novero delle bestie utili entravano galline e maiali, in numero variabile a seconda delle fluttuazioni del mercato. &lt;br /&gt; Oltre queste, c'erano altre bestioline più sudicie, apparentemente di nessuna utilità; erano stabilmente sei da quasi cinque anni e se chiedevi alla mamma ti rispondeva risolutamente che il loro numero non sarebbe più aumentato. Per quanto molto simili tra loro per &lt;span style="font-style:italic;"&gt;forma&lt;/span&gt; e aspetto generale, spiccava per la sua bellezza una piccola bimba bruna e boccoluta: io ovviamente. &lt;br /&gt;Il più grande di noi sei era Gian Piero, quell'anno aveva la fortuna di dormire in una camera tutta sua, giacché doveva alzarsi alle 4 per prendere la corriera che lo avrebbe portato in città a frequentare la Scuola Superiore, un lusso. Il suo esclusivo loft semindipendente era stato fino all'anno prima la mansarda, adibita a deposito di frutta. Quando tornava, all'ora di cena, non aveva problemi di insonnia. Al contrario, rischiò tre volte l'annegamento tuffandosi di faccia nel piatto di pasta e ceci, tanto che babbo - verificato che i rimproveri erano inutili e la catalessi del suo figlio maggiore improvvisa e imperativa - si risolse a costruirgli un'impalcatura in legno con la quale sostenere la testa in caso di necessità. Quando la stanchezza lo vinceva noi sorelline premurose lo imboccavamo a turno fino a fargli terminare la cena. Lui masticava nel sonno e russava, il capoccione studioso imbragato in quella gabbia di ginepro; era una sorta di cicciobello ante litteram, ma più fetente, uno spasso. &lt;br /&gt;Quando giudicava che avesse mangiato a sufficienza, la mamma interrompeva la propria cena e gli andava alle spalle. Gli dava qualche pacca tra le scapole fino a che un rutto bestiale non confermava che era possibile adagiarlo in posizione orizzontale. Faceva quindi un cenno al babbo, incaricato delle operazioni di trasbordo che mamma supervisionava.&lt;br /&gt;- Coraggio, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;mascoi&lt;/span&gt; - diceva la mamma dandogli teneri &lt;span style="font-style:italic;"&gt;buffetti&lt;/span&gt; che risuonavano per tutta la casa facendo vibrare i vetri- a letto giovanotto!&lt;br /&gt;Il più delle volte gli inviti a destarsi - che in un ragazzo meno coriaceo di Gian Piero avrebbero probabilmente causato danni permanenti - non erano sufficienti, mio fratello si limitava a grattarsi la guancia appena arrossata, faceva qualche buffa smorfia, strizzava gli occhi e continuava a dormire.  Allora la mamma indicava al babbo la necessità di trasportare a braccia il carico. Il babbo sollevava quel grosso bambinone dando l'impressione che non gli costasse uno sforzo superiore che strappare un ravanello dall'orto e si allontanava salendo lentamente in mansarda, intonando una bassa nenia.&lt;br /&gt;Assistevamo a quei preparativi con tristezza e rassegnazione, perché non appena il babbo usciva dalla cucina la mamma proferiva le fatidiche parole che suonavano alle nostre tenere orecchie quasi come una condanna: &lt;br /&gt;- Bambini, finite le patate poi a letto anche voi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://quantumwords.blogspot.com/2010/03/attumarroi-2.html"&gt;[Continua...]&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;color:#bbbbbb; font-size:8pt"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;&lt;img alt="Creative Commons License" style="border-width:0" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" href="http://purl.org/dc/dcmitype/Text" property="dc:title" rel="dc:type"&gt;Quantum Words&lt;/span&gt; by &lt;a xmlns:cc="http://creativecommons.org/ns#" href="quantumwords.blogspot.com" property="cc:attributionName" rel="cc:attributionURL"&gt;Ismaele&lt;/a&gt; is licensed under a &lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Based on a work at &lt;a xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" href="quantumwords.blogspot.com" rel="dc:source"&gt;quantumwords.blogspot.com&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Permissions beyond the scope of this license may be available at &lt;a xmlns:cc="http://creativecommons.org/ns#" href="quantumwords.blogspot.com" rel="cc:morePermissions"&gt;quantumwords.blogspot.com&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6318729045031505606-4139204819356847861?l=quantumwords.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quantumwords.blogspot.com/feeds/4139204819356847861/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://quantumwords.blogspot.com/2010/02/attumarroi-1.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318729045031505606/posts/default/4139204819356847861'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318729045031505606/posts/default/4139204819356847861'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quantumwords.blogspot.com/2010/02/attumarroi-1.html' title='Attumarroi. 1.'/><author><name>Ismaele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00745320610601800794</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6318729045031505606.post-2516033970692092138</id><published>2010-02-24T22:08:00.010+01:00</published><updated>2010-03-03T10:38:40.534+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='racconti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fuga dal Circo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='narrativa'/><title type='text'>Fuga dal Circo. 5.</title><content type='html'>&lt;pre&gt;&lt;a href="http://quantumwords.blogspot.com/2010/02/fuga-dal-circo-4_15.html"&gt;[Precedente]&lt;/a&gt;                                     &lt;a href="http://quantumwords.blogspot.com/2010/01/fuga-dal-circo-1.html"&gt;[Inizio]&lt;/a&gt;&lt;/pre&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sdraiato supino sulla sua morbida balla di fieno, le grosse braccia pelose incrociate dietro la nuca, Donky non dorme. &lt;br /&gt;Non è stato svegliato dalla discussione agitata dei congiurati, li sente a malapena, coperti dal russare irregolare di Khorr; è nervoso e irrequieto. Non è valsa a rasserenarlo la combinazione magica che normalmente ha successo, ciucciarsi il &lt;span style="font-style:italic;"&gt;pollice&lt;/span&gt; del piede destro tenendosi stretta la grossa e lacera coperta a fiori che gli regalò quando ancora era cucciolo papà Snippolo.&lt;br /&gt;È triste, il povero Donky, le parole isolate che capta ogni tanto lo rattristano ancor più: compagni... fuga... libertà... &lt;br /&gt;Che vuole quella marmaglia? Lui è cresciuto insieme a loro, ha occupato le stesse gabbie. Lui ha saputo uscirne... ora non è un fenomeno da baraccone come quegli altri incapaci, ora è l'&lt;span style="font-style:italic;"&gt;assistente&lt;/span&gt; di Snippolo e Ogyvolo; non ha gabbie intorno, mangia tre volte al giorno, Snippolo gli assegna compiti di alta responsabilità. &lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;La vita è una questione di scelte&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Lui ha scelto bene, ha fatto sì che papà Snippolo , strana cicogna dal naso adunco, lo accogliesse sotto la sua ala. Obbediente, rispettoso, è riuscito pure ad imparare alcuni rudimenti della lingua di papà. &lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Non è da tutti...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Allora perchè è così triste?&lt;br /&gt;Scaraventa lontano la coperta e si rigira sul giaciglio. I suoi movimenti, inevitabilmente rumorosi, hanno evidentemente disturbato Khorr, che ha smesso improvvisamente di russare. Ci sono alcuni secondi di silenzio nei quali il bisbigliare lontano di Tellina diventa intellegibile. Khorr si schiarisce la voce, poi dice cautamente:&lt;br /&gt;- Rrrgh... Doosh?&lt;br /&gt;- Si, ho sentito... &lt;br /&gt;- Saars?&lt;br /&gt;- Non ha detto Cina, ha detto &lt;span style="font-style:italic;"&gt;vicino&lt;/span&gt;... scherzano, dormi.&lt;br /&gt;- Dooosh a saaars! Doosh a saars! - Insiste Khorr alzando la voce. &lt;br /&gt;- Silenzio!! Vuoi svegliare tutto il circo? Come puoi immaginare che dicano seriamente che vogliono scappare  in Cina? Hai capito male! Dormi ora...&lt;br /&gt;Khorr rimane in dubbioso silenzio per qualche minuto, poi la sua meditazione diviene più profonda e riprende a russare. &lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Sognate, sognate perdenti&lt;/span&gt; - pensa Donky - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Illudetevi di avere un futuro fuori da quelle sbarre... uscirete dalle gabbie solo da morti... o morirete nel tentativo di lasciarle...  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È ormai quasi l'alba, all'interno del tendone comincia a filtrare la livida luce del giorno nascente.&lt;br /&gt;Se i congiurati conoscessero il tenore dei pensieri di Donky non si esimerebbero da gesti scaramantici, ma non è per scaramanzia bensì per innato senso di pulizia felina che Momotti sta procedendo ad un lavacro perineo/scrotale. Si ferma solo per scuotere energicamente la testa, fauci aperte e lingua estroflessa, nel tentativo di scollarsi i peli che gli sono rimasti attaccati alle ruvide papille. &lt;br /&gt;- Calma sorella - sta dicendo Giac - Non sei positiva, bbella! Giac dice che ci manca il Nirvana... abbiamo bisogno di rilassarci...  Giac pensa che sarebbe fico sentire cosa macinano le zucche di Momotti... Amico, hey bbello, illuminaci!&lt;br /&gt;Momotti solleva la testa interrompendo la sua toilette. Il viso è placido e sereno. Sembra sorridere, quasi aspettasse che qualcuno lo interpellasse per intervenire nel discorso. In sottofondo si sente una voce che pare modulata sul suono di un tosaerba a benzina. Sta dicendo &lt;span style="font-style:italic;"&gt;stronzistronzistronzi&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Il persiano si stiracchia distendendo smodatamente collo e zampe anteriori, poi si siede sulle zampe posteriori e incrocia gli occhi a fissare un punto sopra la fronte, verso il lungo ciuffo dal quale sembrano provenire gli improperi. &lt;br /&gt;- Taro, - dice con voce soave - il nostro maestro Zen diceva: &lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Il cane che abbaia nella notte lo fa per paura del buio&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;Hai dunque tu paura?&lt;br /&gt;- Fanculo non sono un cane non è più notte! Fottiti! Stronzo, stronzi tutti! - dice la voce, ma poco dopo gli insulti terminano, sostituiti nuovamente dal digrignar di denti. &lt;br /&gt;Momotti rimane taciturno qualche minuto, i compagni conoscendolo attendono pazientemente. &lt;br /&gt;- Ora che il silenzio ha parlato alle nostre anime placandone le ostilità e permettendoci di ritrovare uno stato di armonia col Cosmo, possa la sapienza dei nostri saggi padri fluire attraverso me per illuminarci la via. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://quantumwords.blogspot.com/2010/03/fuga-dal-circo-6.html"&gt;[Continua...]&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;color:#bbbbbb; font-size:8pt"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;&lt;img alt="Creative Commons License" style="border-width:0" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" href="http://purl.org/dc/dcmitype/Text" property="dc:title" rel="dc:type"&gt;Quantum Words&lt;/span&gt; by &lt;a xmlns:cc="http://creativecommons.org/ns#" href="quantumwords.blogspot.com" property="cc:attributionName" rel="cc:attributionURL"&gt;Ismaele&lt;/a&gt; is licensed under a &lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Based on a work at &lt;a xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" href="quantumwords.blogspot.com" rel="dc:source"&gt;quantumwords.blogspot.com&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Permissions beyond the scope of this license may be available at &lt;a xmlns:cc="http://creativecommons.org/ns#" href="quantumwords.blogspot.com" rel="cc:morePermissions"&gt;quantumwords.blogspot.com&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6318729045031505606-2516033970692092138?l=quantumwords.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quantumwords.blogspot.com/feeds/2516033970692092138/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://quantumwords.blogspot.com/2010/02/fuga-dal-circo-5.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318729045031505606/posts/default/2516033970692092138'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318729045031505606/posts/default/2516033970692092138'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quantumwords.blogspot.com/2010/02/fuga-dal-circo-5.html' title='Fuga dal Circo. 5.'/><author><name>Ismaele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00745320610601800794</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6318729045031505606.post-5239636664857677315</id><published>2010-02-18T23:27:00.021+01:00</published><updated>2010-03-14T17:20:36.007+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Avventura tra i ghiaccioli'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='narrativa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Racconti per bambini'/><title type='text'>Avventura tra i ghiaccioli. 3.</title><content type='html'>&lt;pre&gt;&lt;a href="http://quantumwords.blogspot.com/2010/02/avventura-tra-i-ghiaccioli-2.html"&gt;[Precedente]&lt;/a&gt;                                     &lt;a href="http://quantumwords.blogspot.com/2010/02/avventura-tra-i-ghiaccioli.html"&gt;[Inizio]&lt;/a&gt;&lt;/pre&gt;&lt;br /&gt;Il gelataio continuò il suo racconto:&lt;br /&gt;- Ero molto impaurito, ho dovuto &lt;span style="font-style:italic;"&gt;nuotare&lt;/span&gt; nell'aria per raggiungere la gelatiera e spegnerla. Appena ho spento l'interruttore c'è stata un'altra esplosione di luce, sono caduto rovesciando il barattolo dei confettini di cioccolato... ne ho ancora attaccati dappertutto... ero di nuovo a casa. Poi però la curiosità era tanta, ho deciso di attrezzarmi e riaccendere la gelatiera. Alla fine ho scoperto che tutto, in quella strana parte di quello strano universo, è fatto di gelato, di freddo, dolce, squisitissimo gelato. &lt;br /&gt;- Tsk tsk- disse Carlotta dubbiosa.- E quindi è tornato lì ed è uscito nello spazio con una tuta da astronauta per raccogliere quei pianeti... &lt;br /&gt;- Certo che no, che ti viene in mente? Dove l'avrei potuta trovare una tuta da astronauta??- rispose il gigante corrucciato- Ho usato la mia muta e le bombole da sub, così li ho raccolti!&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Questo tipo spara un sacco di balle, ma è divertente&lt;/span&gt;- pensò Carlotta. Il gigante scosse la testa. &lt;br /&gt;- Oh, insomma, non mi importa se non mi credi... Se vuoi il gelato, fanno 2 euro, e posso darti una sola pallina. Quale scegli?&lt;br /&gt;- Ma è carissimo! E poi non so quali gusti ci sono!- Protestò Carlotta. &lt;br /&gt;- Vogliamo ricominciare da capo?? Vieni, sceglitelo da sola- disse il gigante facendo cenno alla bambina di salire sul furgone. Quando Carlotta gli fu vicina aprì il grande freezer che era pieno in ogni ripiano di decine di coppette di plastica, ognuna delle quali conteneva una pallina colorata. Carlotta avrebbe volentieri continuato a gustare Oceano Alieno, ma se era vero che tutti i gusti erano super-buonissimi ne voleva assaggiare almeno un altro. Alla fine la sua scelta cadde su una pallina completamente bianca.&lt;br /&gt;- Quella- disse indicandola.&lt;br /&gt;- Paradiso dei Pinguini? Abbiamo una intenditrice, allora! Eccolo a te... cinque euro, ecco il resto, 3 euro... Oh, eccoti la palettina... E adesso scusami ma io devo andare... sei l'unica cliente oggi... cambierò zona...- &lt;br /&gt;Non appena Carlotta scese dal furgone il gelataio chiuse tutto preparandosi a partire. Carlotta si diresse nuovamente verso la panchina, voltandogli le spalle. Ci fu un bagliore, come di un flash colorato. Si voltò e... il furgone era sparito.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Boh, è proprio molto silenzioso quel furgone... ma sarà elettrico??&lt;/span&gt;- pensò Carlotta.&lt;br /&gt;Si sedette sulla panchina decisa a scoprire quanto era buono il Paradiso dei Trichechi... delle Foche... o come si chiamava. &lt;br /&gt;Affondò il cucchiaino nel gelato, lo portò alla bocca, assaggiò e... &lt;br /&gt;Carlotta si ritrova su una distesa innevata, decine di bambini vestiti di verde e con le orecchie a punta, minuscoli rispetto a lei, stanno giocando a una battaglia di palle di neve, rincorrendosi goffamente nella neve alta, inciampando e cadendo. Ad un certo punto si voltano tutti insieme verso di lei e urlano: &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Salvaci&lt;/span&gt;!&lt;br /&gt;Appena il gelato si sciolse in bocca Carlotta riaprì gli occhi, era di nuovo sulla panchina. Quei gusti erano davvero magici! Il sapore era indescrivibile, la cosa più buona che avesse mai mangiato, a parte Oceano Alieno, si intende, ma diverso da questo: sapeva di giochi d'inverno, fuoco del camino e Natale... dolce!&lt;br /&gt;Eppure era un po' turbata: cosa significava quel &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Salvaci&lt;/span&gt;?&lt;br /&gt;Ne mise in bocca un altro cucchiaino, più piccolo.&lt;br /&gt;Gli strani bimbi  non stanno più giocando, Ora sono tutto intorno a lei, sembrano preoccupati, la guardano imploranti. &lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Salvaci, c'è troppo caldo! Aiutaci! Siamo qui, guarda bene!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;- Ma... Non è possibile... ma... vuoi vedere che...&lt;br /&gt;A Carlotta venne un dubbio, per cui ficcò la palettina nel gelato e si portò la mano libera alla tasca per estrarne la lente di ingrandimento, lo strumento da giovane esploratrice dal quale non si separava mai. La mise a fuoco sul gelato.&lt;br /&gt;Cos'erano quelle minuscole macchioline verdi che si muovevano sulla superficie bianca?? Non sembravano acari... sembravano... sembravano microscopici bambini vestiti di verde!!&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Finalmente ci hai visto&lt;/span&gt;- Disse una voce nella sua testa.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Siamo il popolo dei karapijgni. Se ci stai abbastanza vicina puoi sentirci: siamo telepatici! Gigantessa, devi aiutarci! Il nostro mondo si sta sciogliendo! Non sappiamo cosa sia successo, eravamo tranquilli e felici nel nostro mondo Karapijgna, fino a che qualcosa ci ha allontanato dalla nostra stella Jebau portandoci in un posto molto buio. Di male in peggio, quando siamo usciti ci siamo ritrovati qui, dove fa un caldo insopportabile... non resisteremo a lungo! Aiutaci, ti prego!&lt;/span&gt;-&lt;br /&gt;- Ma voi... ma io... oh mamma! Ma come faccio?- balbettò la bambina.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Devi fare presto, aiutaci o il nostro mondo si scioglierà!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Carlotta balzò in piedi e prese a girare in tondo, indecisa sul da farsi. Doveva trovare un posto fresco, subito! C'erano quasi trenta gradi, non c'era tempo da perdere.&lt;br /&gt;- Idea!- Urlò, correndo verso il bar all'angolo. Lì avrebbe chiesto di poter mettere la coppetta nel frigo dei gelati. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Come come??? - Le chiese il barista incredulo quando Carlotta gli espose la sua richiesta. Ovviamente aveva tralasciato di dirgli che quello che sembrava un semplice gelato alla panna era abitato, non voleva mica finire rinchiusa tra i matti.&lt;br /&gt;- Vorrei mettere questa coppetta dentro il suo...-&lt;br /&gt;- Ho sentito, ho sentito, ma non ci credo. Ragazzina, sarai mica matta?  Via, va' via, non farmi perdere la pazienza...&lt;br /&gt;- Ma è una questione di vita o di morte!- piagnucolò Carlotta. &lt;br /&gt;- Via, vai a prendere per i fondelli qualcun altro- disse accompagnandola fuori, brusco.&lt;br /&gt;Non c'era il tempo di disperarsi, doveva trovare subito un piano alternativo. &lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Aiuto! Aiuto!&lt;/span&gt;- urlavano le vocine nella sua testa.&lt;br /&gt;- Ri-idea!!- ri-urlò Carlotta. La strada era congestionata dal traffico, fiumi di automobili, scooter, furgoni e camion aspettavano non molto pazientemente il verde del semaforo, tra sgasate, sgommate e sinfonie di clacson. &lt;br /&gt;Carlotta individuò un camion di surgelati e si avvicinò dalla parte del conducente. Attirò la sua attenzione agitando un braccio dal marciapiede. &lt;br /&gt;Il camionista abbassò il finestrino incuriosito. &lt;br /&gt;- Che c'è piccola?&lt;br /&gt;- Mi aiuti la prego! Ho bisogno di mettere nel suo camion questo gelato, altrimenti si scioglierà!&lt;br /&gt;Il camionista rise forte: &lt;br /&gt;- Beh, mangialo allora, che aspetti??&lt;br /&gt;- Non posso, mi è venuto il mal di pancia- buttò lì Carlotta.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;E' tutto molle, stiamo sprofondando nella neve!&lt;/span&gt;- urlarono nella sua testa i karapijgni . &lt;br /&gt;- Ma io non posso proprio aiutarti. Se mi fermo qui nel traffico per aprire il camion si forma un ingorgo di dieci chilometri e i vigili mi mettono una multa che per pagarla devo vendere la casa!&lt;br /&gt;- Ma...&lt;br /&gt;- Scusa, piccola... è verde... Ciao, ciao- Il camion ripartì attraversando il semaforo e svanendo in una nuvola di smog. &lt;br /&gt;Carlotta era ormai disperata, chinò la testa e cominciò a piangere. &lt;br /&gt;- Mi dispiace... mi dispiace!&lt;br /&gt;Anche i karapijgni piangevano e si lamentavano.&lt;br /&gt;- Che ti succede, Carlotta?- La bambina quasi fece un balzo per la sorpresa. Sul marciapiede, davanti a lei, c'era Piero. Non era solo, era arrivato in sella al suo destriero, una scintillante mountain bike rossa e bianca. Piero era il bambino più scavezzacollo che conoscesse: faceva qualunque cosa con la sua bicicletta, andava senza mani, ad una ruota, pedalava al contrario e a testa in giù, un piccolo fenomeno. Pagava questo suo equilibrismo con un arcipelago di croste sparse un po' dappertutto dove l'asfalto l'aveva grattugiato. Era un simpaticone, comunque... e poteva essere la sua salvezza. &lt;br /&gt;- Piero! Presto, non posso spiegarti, portami a casa mia, devo mettere questo gelato in freezer.&lt;br /&gt;- Ma se non lo vuoi posso mangiarlo io!- propose Piero.&lt;br /&gt;- Cannibale!- urlò inorridita Carlotta  dandogli un forte scappellotto. &lt;br /&gt;- Che? Cannibale? Ahi! Ma che ti prende? &lt;br /&gt;- Presto, portami a casa più in fretta che puoi!- disse la bambina montando in sella. &lt;br /&gt;- Ok, ok, reggiti forte.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Ah, le donne, chi le capisce&lt;/span&gt;- pensò Piero mostrando di essere molto maturo, per la sua età, in questioni sentimentali. &lt;br /&gt;Carlotta cinse Piero alla vita con il braccio libero. Piero partì subito spingendo in piedi sui pedali.  Carlotta cercava di impedire che le spericolate evoluzioni del suo amico facessero rovesciare la coppetta, sembrava un cowboy che cavalca il toro al rodeo. Percorsero due isolati in un lampo, un po' nel marciapiede, un po' facendo pericolosissimi slalom tra le automobili. &lt;br /&gt;Un vigile li notò e fischiò sbarrandogli la strada e facendogli cenno di fermarsi. &lt;br /&gt;- Occhio, occhio!- urlò Piero mentre piegava la mountain bike che neanche Valentino Rossi, infilandosi sotto un camion parcheggiato ed uscendo sul marciapiede dall'altra parte. Imboccò uno stretto vicoletto.&lt;br /&gt;- Non preoccuparti, è una scorciatoia.- urlò sopra i fischi forsennati del vigile dietro di loro. &lt;br /&gt;Arrivarono sotto casa di Carlotta in tempo di record.&lt;br /&gt;- Grazie!- disse la bambina saltando giù dalla bici e stampando un bacio sulla guancia del suo cavaliere. &lt;br /&gt;- Di nulla- rispose Piero e pensò &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Mi sono innamorato!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Carlotta trovò il cancello aperto, percorse i due piani di scale col cuore in gola. Arrivò ansimante, suonò il campanello, una, due, tre volte. &lt;br /&gt;- Mamma, apri mamma, ti prego apri!&lt;br /&gt;La porta non si apriva. Suonò ancora, quattro, cinque, sei volte.&lt;br /&gt;La porta rimaneva chiusa. Carlotta si ricordò che la mamma le aveva detto che sarebbe andata dal parrucchiere quella mattina. &lt;br /&gt;- No! Ce l'avevamo quasi fatta! Non è possibile, non può finire così!&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;No! No!&lt;/span&gt;- Piangevano flebilmente i karapijgni allo stremo delle forze. &lt;br /&gt;Quale fu la gioia di Carlotta quando all'ennesimo squillo la porta si aprì, rivelando una mamma molto, molto arrabbiata.&lt;br /&gt;- Signorina! E' questo il modo di suonare alla porta? Ma cosa...?&lt;br /&gt;Carlotta le sgusciò tra le gambe.&lt;br /&gt;- Scusa mamma, scusa, devo fare subito una cosa...- disse correndo verso il freezer, aprendolo e depositandovi la coppetta.&lt;br /&gt;Appena in tempo!&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Evviva! Evviva! W Carlotta Strudel!&lt;/span&gt;- sentì Carlotta mentre richiudeva la porta del freezer. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quel comportamento ingiustificabile costò a Carlotta una settimana di punizione chiusa in casa e la sospensione della paghetta per un mese. Appena poté uscire nuovamente cercò per tutta la città il gelataio gigante. Alla fine lo trovò; gli spiegò cosa le era successo, lui concordò con lei sul fatto che non poteva correre il rischio di raccogliere gelati abitati. Però era disperato:&lt;br /&gt;- Se non posso raccogliere i pianeti come mi procurerò da vivere?&lt;br /&gt;- Io avrei un'idea- rispose Carlotta che ci aveva pensato su- Potrebbe organizzare visite guidate all'universo gelato usando la sua incredibile gelatiera... Safari fotografici... escursioni... chissà quante scolaresche... studiosi...-&lt;br /&gt;- Uhm, uhmm... ci penserò, grazie del suggerimento, mostriciattola. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il gelataio ebbe un successo enorme, ora gestisce una mega-inter-multinazionale con sedi in 152 Paesi diversi, ha una flotta di migliaia di pullman dotati di gelatiere modificate che ogni giorno portano milioni di persone a visitare l'universo gelato, ribatezzato dagli astronomi &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Via Gelatea&lt;/span&gt;. Ha persino stretto accordi con gli indigeni che producono per i turisti grandi quantità di gelati incredibilmente buoni. &lt;br /&gt;Ha ringraziato Carlotta con una fornitura di gelato a vita e qualcos'altro che non ha ben capito, ha firmato il contratto che gli ha proposto la bimba senza leggerlo attentamente. &lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;... il quindici per cento delle azioni della Pagufrius S.p.A. quando compirò 18 anni&lt;/span&gt;- pensa Carlotta che quando si tratta di soldi non scherza mai. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E i karapijgni?&lt;br /&gt;Alla fine hanno deciso di rimanere nel freezer di Carlotta. Trovano fantastica la Collina di Pisellini Primavera e i Fiordi di Bastoncini di Merluzzo. &lt;br /&gt;L'unica cosa che gli mancava era la luce, per cui Carlotta ha pensato di chiedere al gelataio di portarle la stella Jebau, ormai rimasta sola e senza pianeti intorno. &lt;br /&gt;I genitori di Carlotta non sanno che il loro freezer è abitato... solo, alla mamma sembra strano che anche staccando la spina per giorni il freezer non si sbrini mai. Quando succede chiede spiegazioni al papà.&lt;br /&gt;- Come mai non si spegne neanche quella strana luce?... Non ricordavo neanche che ci fosse... &lt;br /&gt;Il papà scuote la testa sconcertato.&lt;br /&gt;- Non so, sembrerebbe che sia proprio quella luce a raffreddare tutto...&lt;br /&gt;Carlotta ride.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Fine&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;color:#bbbbbb; font-size:8pt"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;&lt;img alt="Creative Commons License" style="border-width:0" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" href="http://purl.org/dc/dcmitype/Text" property="dc:title" rel="dc:type"&gt;Quantum Words&lt;/span&gt; by &lt;a xmlns:cc="http://creativecommons.org/ns#" href="quantumwords.blogspot.com" property="cc:attributionName" rel="cc:attributionURL"&gt;Ismaele&lt;/a&gt; is licensed under a &lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Based on a work at &lt;a xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" href="quantumwords.blogspot.com" rel="dc:source"&gt;quantumwords.blogspot.com&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Permissions beyond the scope of this license may be available at &lt;a xmlns:cc="http://creativecommons.org/ns#" href="quantumwords.blogspot.com" rel="cc:morePermissions"&gt;quantumwords.blogspot.com&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6318729045031505606-5239636664857677315?l=quantumwords.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quantumwords.blogspot.com/feeds/5239636664857677315/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://quantumwords.blogspot.com/2010/02/avventura-tra-i-ghiaccioli-3.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318729045031505606/posts/default/5239636664857677315'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318729045031505606/posts/default/5239636664857677315'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quantumwords.blogspot.com/2010/02/avventura-tra-i-ghiaccioli-3.html' title='Avventura tra i ghiaccioli. 3.'/><author><name>Ismaele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00745320610601800794</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6318729045031505606.post-5386591561539584288</id><published>2010-02-18T22:30:00.008+01:00</published><updated>2010-02-24T21:58:20.608+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='racconti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='narrativa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mister B.'/><title type='text'>B. 12.</title><content type='html'>&lt;pre&gt;&lt;a href="http://quantumwords.blogspot.com/2010/02/b-11.html"&gt;[Precedente]&lt;/a&gt;                                     &lt;a href="http://quantumwords.blogspot.com/2010/01/b-1.html"&gt;[Inizio]&lt;/a&gt;&lt;/pre&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il primo di noi è nato nel 1279, in Spagna.&lt;br /&gt;È l'unico che ha avuto il privilegio di venire alla luce dopo il travaglio e il parto della propria madre. &lt;br /&gt;Conservo quasi tutti i suoi ricordi, ma non sono lui,  così come sono diverso da mister B. o da Benedicto Amado. Dovreste capirmi: voi che leggete cosa avete in comune con i bambini che siete stati? &lt;br /&gt;La memoria. Tutto il resto è ben poco significativo. &lt;br /&gt;Da secoli ormai ci diamo il cambio in questo modo. &lt;br /&gt;Emergiamo magrissimi, siamo individui del tutto normali, anche se godiamo del privilegio che ci viene dalla sapienza che condividiamo con i nostri predecessori e ci consente di vivere vite quasi sempre più agevoli di quelle dei nostri contemporanei; chi viene dopo ha &lt;span style="font-style:italic;"&gt;giocato la partita&lt;/span&gt; molte volte, sa dove ha sbagliato e se ha capito la lezione sa come correggersi. Nessuno di noi è mai arrivato oltre i 40 anni: avviene piuttosto improvvisamente,  l'equilibrio si spezza, il segno inequivocabile della &lt;span style="font-style:italic;"&gt;muta&lt;/span&gt; imminente è il peso che prende ad aumentare velocemente, inesorabilmente. Cominciamo a covare la generazione successiva, quindi passiamo il testimone. Mister B. ha accelerato volontariamente questo processo ingozzandosi in carcere, straripante Hansel che si offre volontariamente alla strega; il suo ciclo vitale è durato meno di due anni, neanche il tempo di essere condannato definitivamente per un omicidio che non aveva commesso. Ho sette secoli di esperienza alle spalle, 30 vite vissute in giro per l'Europa. Ad osservare e imparare. &lt;br /&gt;Procurarsi un'identità è ogni volta più difficile. La ricchezza da un lato ti dà un'infinità di mezzi, dall'altro ti espone troppo: non è pensabile far sparire il cadavere del magnate Amado - il luminare della Medicina, quello che è stato più volte in corsa per il Nobel- come un Giorgio Faluca qualsiasi. Dovunque ci siano troppe persone, lì ci sarà qualcuno che quando si diffonderà la notizia che Amado è scomparso, sarà pronto ad indicare dove l'ha visto l'ultima volta. Troppe persone, troppe domande, il rischio di essere scoperti. Allora vai a &lt;span style="font-style:italic;"&gt;mutare&lt;/span&gt; lontano da occhi indiscreti, la barca in mezzo al mare è un classico: non c'è bisogno di spiegare l'assenza del cadavere, il mare inghiotte senza lasciare traccia bocconi ben più corposi. &lt;br /&gt;Non è andata bene, abbiamo sprecato inutilmente una generazione. O forse no, conserveremo molto cara l'esperienza aberrante dentro quelle quattro mura claustrofobiche e spoglie, ci servirà a comprendere meglio il dolore e la cattiveria umana.&lt;br /&gt;Adesso che ho un nome e un cognome, posso riprendere il progetto originario. Per un po' di tempo andrò avanti con i soldi contanti conservati nella cassaforte dell'appartamento. Potrò finalmente uscire di qui, un laborioso maquillage mi permette di presentare senza timore di causare sospetti la carta di identità che mi identifica come la persona che non sono. &lt;br /&gt;Del resto la foto è vecchia di cinque anni, le persone cambiano; penso che con questa chiederò il passaporto, avrò certamente bisogno di viaggiare nei prossimi anni...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aspetterò la prima borsa di studio Amado per cominciare la mia carriera. Ovviamente la vincerò, questi concorsi sono estremamente democratici, ai limiti della follia egualitarista: come ha voluto Benedicto, non è richiesto alcun titolo specifico, è sufficiente dimostrare di avere le capacità necessarie; di essere il più &lt;span style="font-style:italic;"&gt;adatto&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Tutti si chiederanno come ha fatto un ex sbandato - autodidatta se si eccettua la scarna istruzione liceale- a scalare in pochi anni le vette del potere delle Cliniche Amado; ma nessuno potrà confutare la mia assoluta competenza.&lt;br /&gt;Il pacchetto azionario con cui Amado controllava le sue cliniche è stato - secondo testamento - polverizzato, distribuendolo a tutti i dipendenti; se i nuovi proprietari non cambieranno le regole, scommetterei su Giorgio Faluca come prossimo amministratore delegato, da qui a 10-15 anni. &lt;br /&gt;Oppure potrei decidere di cambiare. Non sarebbe la prima volta, nelle mie vite precedenti sono stato quasi tutto, alcuni di noi hanno avuto interessi e talenti fuori dal comune, talvolta oltre la soglia di ciò che definiamo genialità: un intero popolo mi celebra da secoli come uno dei suoi figli migliori senza avere neppure la certezza che io sia esistito realmente.  Non so ancora se nelle mia &lt;span style="font-style:italic;"&gt;incarnazione&lt;/span&gt; attuale ho qualche rara attitudine  o se mi dovrò affidare semplicemente all'immensa esperienza e memoria che mi porto dietro. &lt;br /&gt;Comunque sia, il cammino è ancora lungo, e tutta la storia della mie vite, alla fine del viaggio, sarà certo strana e affascinante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Ed io ve la dirò davvero tutta;&lt;br /&gt;e vi prometto bonaccia di mare,&lt;br /&gt;venti propizi e vele sì veloci&lt;br /&gt;da farvi presto raggiungere al largo&lt;br /&gt;il resto della vostra real flotta.&lt;br /&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Where the bee sucks, there suck I;&lt;br /&gt;In a cowslip's bell I lie;&lt;br /&gt;There I couch when owls do cry.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Fine&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;color:#bbbbbb; font-size:8pt"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;&lt;img alt="Creative Commons License" style="border-width:0" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" href="http://purl.org/dc/dcmitype/Text" property="dc:title" rel="dc:type"&gt;Quantum Words&lt;/span&gt; by &lt;a xmlns:cc="http://creativecommons.org/ns#" href="quantumwords.blogspot.com" property="cc:attributionName" rel="cc:attributionURL"&gt;Ismaele&lt;/a&gt; is licensed under a &lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Based on a work at &lt;a xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" href="quantumwords.blogspot.com" rel="dc:source"&gt;quantumwords.blogspot.com&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Permissions beyond the scope of this license may be available at &lt;a xmlns:cc="http://creativecommons.org/ns#" href="quantumwords.blogspot.com" rel="cc:morePermissions"&gt;quantumwords.blogspot.com&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6318729045031505606-5386591561539584288?l=quantumwords.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quantumwords.blogspot.com/feeds/5386591561539584288/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://quantumwords.blogspot.com/2010/02/b-12.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318729045031505606/posts/default/5386591561539584288'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318729045031505606/posts/default/5386591561539584288'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quantumwords.blogspot.com/2010/02/b-12.html' title='B. 12.'/><author><name>Ismaele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00745320610601800794</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6318729045031505606.post-1668533960427280451</id><published>2010-02-16T09:21:00.034+01:00</published><updated>2010-02-23T23:02:40.700+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='racconti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='narrativa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mister B.'/><title type='text'>B. 11.</title><content type='html'>&lt;pre&gt;&lt;a href="http://quantumwords.blogspot.com/2010/02/b-10.html"&gt;[Precedente]&lt;/a&gt;                                     &lt;a href=http://quantumwords.blogspot.com/2010/01/b-1.html""&gt;[Inizio]&lt;/a&gt;&lt;/pre&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché questa storia abbia una degna conclusione e -forse- un significato, è necessario che faccia un passo indietro, raccontandovi quei folli momenti in obitorio. Per descriverli utilizzerò le immagini raccolte negli innumerevoli sogni sull'argomento, tutti molto realistici, ad eccezione delle inquadrature che passano spesso dalla banale soggettiva a prospettive più artistiche. &lt;br /&gt;Il fu mister B. è disteso prono nel lettino che sotto la sua mole sembra ridicolmente piccolo. E' stato portato dentro la cella frigorifera, a fargli compagnia un morto di dimensioni medie.&lt;br /&gt;Naturalmente ci sono anch'io.&lt;br /&gt;Aspetto diverse ore, da dietro la porta provengono ogni tanto rumori, dialoghi smorzati, almeno due volte qualcuno entra nella cella, dalla mia posizione non posso certo vedere cosa fa. Infine le luci si spengono, si accende il neon notturno. Attendo ancora parecchio, nel timore che qualcuno trovi un motivo valido per decidere di far visita al cadavere celebre.&lt;br /&gt;A causa del peso che mi opprime le spalle respiro a fatica. Forse in debito di ossigeno, rischio di commettere un errore fatale quando piombo in un pesante torpore; mi assopisco per un tempo imprecisato. &lt;br /&gt;Il disagio causatomi dal freddo umido che aumenta mi risveglia, finalmente. So che non ha più senso aspettare, in realtà so di avere già aspettato troppo, mi sto indebolendo e il &lt;span style="font-style:italic;"&gt;rigor mortis&lt;/span&gt; del cadavere sta ancora aumentando, potrebbe causarmi problemi. &lt;br /&gt;Decido di agire.&lt;br /&gt;Mister B. ha un improvviso sussulto, le abbondanti masse di grasso non irrigidite vibrano come gelatine. &lt;br /&gt;La vibrazione pare concentrarsi sul braccio, fino a quel momento abbandonato penzoloni. Oscilla lentamente, sembra volersi piegare.  Effettivamente l'avambraccio si flette di pochi gradi, è percorso da un brivido violento; nel mio sogno posso vedere la pelle del gomito giallastra e tumefatta che si tende, qualcosa sembra muoversi sotto, come se il cadavere fosse stato prematuramente colonizzato da grossi vermi che ora se ne cibano scavando gallerie. &lt;br /&gt;La pelle si spacca in corrispondenza dell'articolazione, una ferita netta di diversi centimetri. Dai grossi bordi della ferita emerge un'escrescenza rosea, che spinge, spinge. Lo strappo si allarga, percorre tutto l'avambraccio, qualcosa sta spingendo verso l'alto. La regia nei miei sogni spesso indugia sullo strappo che si apre correndo verso la mano. E' come se l'avessi veramente visto: arriva giù, fino al polso,  si ferma; a quel punto la mano rattrappita pare sfaldarsi come una saponetta macerata in acqua serrata dentro un pugno; é proprio un pugno chiuso quello che ora emerge da pelle e carne di falangi disfatte. Un braccio magrissimo si sfila da quell'astuccio sollevandosi coperto di sangue. L'enorme &lt;span style="font-style:italic;"&gt;straccio&lt;/span&gt; di pelle e carne in cui era &lt;span style="font-style:italic;"&gt;custodito&lt;/span&gt; fino a quel momento oscilla nel vuoto, è ancora attaccato per il muscolo pettorale al cadavere di mister B. &lt;br /&gt;Il mio braccio sinistro è libero, il destro è ancora bloccato sotto B., ma ne posso fare a meno.&lt;br /&gt;Porto la mano ad afferrare l'orecchio sinistro di mister B., lo tiro più forte che posso  e nel contempo spingo il collo a contrastare questa trazione. Il cuoio  capelluto dietro l'orecchio cede con uno strappo rumoroso, tiro ancora, la piaga si estende, attraversa la nuca. A tentoni afferro il bordo della ferita che ora separa le scapole. Tiro ancora, spingo testa e schiena all'indietro. &lt;br /&gt;L'altra inquadratura che mi suggeriscono i miei sogni è laterale: il mio busto si staglia dal cadavere martoriato di mister B. disegnando una Y, una separazione che è più simile ad un amplesso ripugnante, non è una farfalla quella che emerge da un osceno bozzolo di 150 chili. &lt;br /&gt;Liberare l'altro braccio e le gambe sarebbe più semplice, ma la stanchezza delle fasi precedenti si fa sentire e procedo con lentezza. In ginocchio sul lettino &lt;span style="font-style:italic;"&gt;sfilo via gattonando&lt;/span&gt; i piedi dai grossi polpacci ancora dentro i pantaloni, le caviglie ancora chiuse nelle catene. &lt;br /&gt;Le vestigia di ciò che sono stato giacciono scomposte sul letto. &lt;br /&gt;Devo uscire in fretta dalla cella frigorifera, ma sono confuso e stanco, salto giù dal lettino e mi avvio a passi traballanti verso la porta, lasciandomi dietro impronte insanguinate. I miei movimenti sono scoordinati ed eccessivi, ho scaricato un'immensa zavorra e mi ci devo ancora abituare.  Il pavimento è gelido, il mio corpo è ovviamente nudo e non è più isolato dal grasso di B. Maneggio senza successo la maniglia della porta, sono istanti di panico, ho paura di non poterla aprire.  Riesco infine nel mio intento, faccio per uscire, ma in quel momento realizzo che il fatto di essere nudo implica la necessità di procurarsi qualcosa da mettersi addosso. Mi ricordo del mio &lt;span style="font-style:italic;"&gt;compagno&lt;/span&gt; coperto da un lenzuolo, ma non posso prendergli i vestiti subito, ho mani e braccia piene di sangue- sono intriso di sangue- è necessario che prima mi lavi. Tuttavia ho il fondato timore di non riuscire più ad aprire la cella frigorifera dall'esterno, infatti da questa parte non c'è una maniglia, solo una serratura. Per assicurarmi l'accesso non trovo di meglio che tirare con fatica il pesante lettino con sopra ancora una quintalata circa di quello che solo qualche ora fa era un essere umano. O almeno una sua parte importante. &lt;br /&gt;Dispongo il lettino ad occupare l'ingresso, la porta non potrà chiudersi. &lt;br /&gt;Nella stanza attigua alla cella frigorifera c'è una scrivania, diversi scaffali con libri e strumenti chirurgici e un lettino per autopsie. Sul lato più corto della stanza la porta del bagno. &lt;br /&gt;Faccio una doccia - calda, per fortuna- ripulendomi molto approssimativamente per il terrore che mi causa il rumore di ogni goccia che batte sul piatto in ceramica: non posso farmi scoprire proprio adesso. &lt;br /&gt;I residui di sangue e materiale caseoso rimangono negli asciugamani con cui mi detergo. &lt;br /&gt;Ne utilizzo uno pulito per avvolgermelo intorno alla vita, rientro nella sala frigorifera a spogliare il vecchio del suo pigiama, cercando di evitare le pozze di sangue per terra. Non so proprio cosa avrei fatto se l'avessi trovato nudo, forse avrei provato ad adattarmi addosso il lenzuolo. Quindi esco nuovamente, ripongo il pigiama sulla scrivania e spingo il lettino verso la cella per poter chiudere definitivamente la porta: è a questo punto che l'equilibrio precario di quelle carni si arrende alla gravità, la massa crolla per terra con abbondanti schizzi di sangue e un rumore che ricorda una secchiata d'acqua sul selciato.&lt;br /&gt;Gli schizzi di sangue mi sporcano i piedi, che sono ancora nudi. Non potrò utilizzare i mocassini di B., troppo sporchi, ma non trovo calzature di alcun tipo. Alla fine trovo in un cassetto delle cuffie verdi da chirurgo e  mi risolvo a legarmene due  ai piedi, spero che non siano troppo evidenti nel buio esterno. &lt;br /&gt;Uscirò dalla stretta vasistas, avvicinando la scrivania al muro e salendoci sopra con una sedia.&lt;br /&gt;La metamorfosi appena conclusa, cominciata molti mesi fa, ha reso le ossa del mio scheletro flessibili come cartilagini. &lt;br /&gt;Le ossa impiegheranno diverse settimane a consolidarsi nuovamente.&lt;br /&gt;Nel frattempo la loro elasticità, unita alla mia estrema magrezza, fanno di me il più grande contorsionista esistente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://quantumwords.blogspot.com/2010/02/b-12.html"&gt;[Continua...]&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;color:#bbbbbb; font-size:8pt"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;&lt;img alt="Creative Commons License" style="border-width:0" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" href="http://purl.org/dc/dcmitype/Text" property="dc:title" rel="dc:type"&gt;Quantum Words&lt;/span&gt; by &lt;a xmlns:cc="http://creativecommons.org/ns#" href="quantumwords.blogspot.com" property="cc:attributionName" rel="cc:attributionURL"&gt;Ismaele&lt;/a&gt; is licensed under a &lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Based on a work at &lt;a xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" href="quantumwords.blogspot.com" rel="dc:source"&gt;quantumwords.blogspot.com&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Permissions beyond the scope of this license may be available at &lt;a xmlns:cc="http://creativecommons.org/ns#" href="quantumwords.blogspot.com" rel="cc:morePermissions"&gt;quantumwords.blogspot.com&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6318729045031505606-1668533960427280451?l=quantumwords.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quantumwords.blogspot.com/feeds/1668533960427280451/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://quantumwords.blogspot.com/2010/02/b-11.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318729045031505606/posts/default/1668533960427280451'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318729045031505606/posts/default/1668533960427280451'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quantumwords.blogspot.com/2010/02/b-11.html' title='B. 11.'/><author><name>Ismaele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00745320610601800794</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6318729045031505606.post-2761485001665059769</id><published>2010-02-15T21:48:00.015+01:00</published><updated>2010-02-24T23:57:48.644+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='racconti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fuga dal Circo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='narrativa'/><title type='text'>Fuga dal Circo. 4.</title><content type='html'>&lt;pre&gt;&lt;a href="http://quantumwords.blogspot.com/2010/02/fuga-dal-circo-3.html"&gt;[Precedente]&lt;/a&gt;                                     &lt;a href="http://quantumwords.blogspot.com/2010/01/fuga-dal-circo-1.html"&gt;[Inizio]&lt;/a&gt;&lt;/pre&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scoppia una discussione piuttosto animata, tutti vogliono dire qualcosa, i versi si sovrappongono, più volte qualcuno richiama gli altri ad abbassare il volume della conversazione, meglio non rischiare di svegliare gli scimmioni. Parlano tutti, nessuno ascolta. L'unico che se ne sta placido, quietamente acciambellato all'angolo della sua gabbia, è il persiano Momotti. A stargli vicino si sentirebbe un basso ronzio, si direbbe che stia facendo le fusa, in realtà è un digrignar di denti, ma non proviene da Momotti, o per essere più precisi non arriva dalla sua testa numero uno, quella carina, il simpatico musetto peloso e schiacciato con cui si mostra al mondo. Si direbbe che provenga da un punto un po' più in alto, quasi ci fosse qualcuno di terribilmente nervoso nascosto tra i peli della singolare zazzera che gli cresce tra le orecchie. &lt;br /&gt;- Insomma- sta dicendo Tellina- Mi pare di capire che l'idea di scappare da questo posto piace a tutti noi... ma prima ancora di pensare a piani di fuga non vi domandate se vi sta sfuggendo qualcosa? Una volta fuori di qui, dove pensate di andare?- &lt;br /&gt;- Io sapvei esattamente dove andave: andvei in Camavgue, dove è pieno di fenicottevi, potvei vaccoglieve tutte le penne che mi sevvono pev tvavestivmi in modo così pevfetto che nessuno si accorgevebbe che sono una pettegola. Vivvei finalmente tva i miei simili, dai quali solo un covvedo genetico non covvispondente alla mia natuva psicologica mi ha veso divevso.-&lt;br /&gt;- Camargue: zona umida a sud di Arles, in Francia, fra il Mar Mediterraneo...- sciorina Kuaddin'&lt;br /&gt;- Kuaddin', hai anche la risposta al motivo per cui Gnegnelé si diverte a travestirsi?- Chiede Mix in tono annoiato. &lt;br /&gt;- Ho tre ipotesi altrettanto valide...- &lt;br /&gt;- Intendevo...- taglia corto Tellina riprendendo la parola- Avete pensato a come potreste vivere fuori di qui? Tu che parli, Gnegnelé, mi risulta che voli malissimo, probabilmente finiresti impallinato ancor prima che possa dire&lt;span style="font-style:italic;"&gt; 'sono libevo'&lt;/span&gt;. E  poi la Camargue è piena di fango, non vorrai mica sporcarti i tuoi eleganti trampoli?- &lt;br /&gt;Gnegnelé tace, pensieroso.&lt;br /&gt;- Tu Giac sei dipendente dai tuoi &lt;span style="font-style:italic;"&gt;esperimenti&lt;/span&gt;, non riusciresti a stare lontano dal mondo degli umani, a costo di salire sui tetti ad annusare il fumo dei camini.&lt;br /&gt;- Hi hi! Vero, vero!- ridacchia Giac -Beh, non è male, se bruciano legna verniciata è una gran figata!- &lt;br /&gt;- Tu Ziri: mettendo insieme le parole &lt;span style="font-style:italic;"&gt;bradipo&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-style:italic;"&gt;fuga&lt;/span&gt; otteniamo una contraddizione in termini, dove speri di fuggire? Sei più lento di una lumaca artritica e da quando ti conosco non hai mai staccato tutte e quattro le zampe da quella specie di trespolo marcito su cui sei appeso anche adesso.-&lt;br /&gt;- Ma compagna... dobbiamo opporci... il riscatto sociale...la lotta di classe...- balbetta Ziribiglio. Mix ride.&lt;br /&gt;- Mix! Patetico, ottuso asino maligno! Stai benissimo qui dentro: hai un letto, la biada tutti i giorni... In cambio devi esibirti in quel ridicolo spettacolo giocando sull'ambiguità della tua quinta gamba storpia. E tu sei gonfio di vanità per questo, credi che non si veda? No, non potresti rinunciare a tutto ciò: dove trovi un altro posto dove puoi startene in totale relax, nessuna decisione da prendere, nessuna responsabilità... in più sei convinto di far crepare di invidia tutti i maschi di questa terra, umani e non.  Mix, sei uno stupido illuso: tutti sappiamo che in realtà ce l'hai piccolo come un fagiolo borlotto.- Si ferma un istante, dubbiosa- Tutti... ad eccezione di Gnegnelé che continua a non volerlo credere- Mix raglia lamentosamente, scioccato dall'aver appreso così che il suo segreto inconfessabile è di dominio pubblico. Gnegnelé, nella gabbia vicina a Mix, gli sta dicendo a voce bassa: &lt;br /&gt;- Dille che non è vevo! Diglielo! -&lt;br /&gt;- Kuaddin', con tutta la merda che c'è nel mondo forse sei l'unico che si troverebbe bene là fuori... - contina Tellina.&lt;br /&gt;- In realtà, essendo io una &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Hippobosca equina&lt;/span&gt; o mosca cavallina che dir si voglia, il mio nutrimento di elezione non sono gli escrementi bensì il sangue -appunto- equino.-&lt;br /&gt;- Certo, certo, come dici tu, allora potrai shakerarti un drink &lt;span style="font-style:italic;"&gt;su&lt;/span&gt; Mix.-&lt;br /&gt;- Bvava, ne hai una pev tutti... ma allova tu? Cvedi di esseve meglio di noi? Cvedi di potev aveve una vita fuovi di qui??- Chiede Gnegnelé acido. &lt;br /&gt;- Io? - Risponde Tellina in tono realmente stupito- Ma ragazzi, se non ve ne foste accorti, io non ho neppure le zampe!-&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://quantumwords.blogspot.com/2010/02/fuga-dal-circo-5.html"&gt;[Continua...]&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;hr&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;color:#bbbbbb; font-size:8pt"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;&lt;img alt="Creative Commons License" style="border-width:0" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" href="http://purl.org/dc/dcmitype/Text" property="dc:title" rel="dc:type"&gt;Quantum Words&lt;/span&gt; by &lt;a xmlns:cc="http://creativecommons.org/ns#" href="quantumwords.blogspot.com" property="cc:attributionName" rel="cc:attributionURL"&gt;Ismaele&lt;/a&gt; is licensed under a &lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Based on a work at &lt;a xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" href="quantumwords.blogspot.com" rel="dc:source"&gt;quantumwords.blogspot.com&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Permissions beyond the scope of this license may be available at &lt;a xmlns:cc="http://creativecommons.org/ns#" href="quantumwords.blogspot.com" rel="cc:morePermissions"&gt;quantumwords.blogspot.com&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6318729045031505606-2761485001665059769?l=quantumwords.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quantumwords.blogspot.com/feeds/2761485001665059769/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://quantumwords.blogspot.com/2010/02/fuga-dal-circo-4_15.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318729045031505606/posts/default/2761485001665059769'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318729045031505606/posts/default/2761485001665059769'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quantumwords.blogspot.com/2010/02/fuga-dal-circo-4_15.html' title='Fuga dal Circo. 4.'/><author><name>Ismaele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00745320610601800794</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6318729045031505606.post-5341756492137591284</id><published>2010-02-14T16:33:00.014+01:00</published><updated>2010-02-20T19:38:48.136+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Avventura tra i ghiaccioli'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='narrativa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Racconti per bambini'/><title type='text'>Avventura tra i ghiaccioli. 2.</title><content type='html'>&lt;pre&gt;&lt;a href="http://quantumwords.blogspot.com/2010/02/avventura-tra-i-ghiaccioli.html"&gt;[Precedente]&lt;/a&gt;                                     &lt;a href="http://quantumwords.blogspot.com/2010/02/avventura-tra-i-ghiaccioli.html"&gt;[Inizio]&lt;/a&gt;&lt;/pre&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Carlotta rimase suo malgrado a bocca aperta. &lt;br /&gt;Il gigante era così convincente nel descrivere la meraviglia dei suoi gelati che capì che non avrebbe potuto fare a meno di assaggiarli. Tuttavia il buon vecchio scetticismo di cui era attenta discepola la convinse a contrattare ancora, prima di abboccare: &lt;br /&gt;- Ma non è possibile! Come potrebbe fare tanti gusti diversi? E come potrebbero essere tutti buonissimi? &lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Se fosse vero non sarebbe qui a venderli per strada a una mostriciattola, avrebbe una gelateria multi-internazionale e distribuirebbe gelati a tutti gli angoli del globo&lt;/span&gt; pensò Carlotta che coltivava anche un ottimo spirito imprenditoriale. &lt;br /&gt;- Ma io non ho mai detto che i gelati sono fatti da me - disse il gelataio corrucciato- Io li raccolgo soltanto!-&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Da quando in qua i gelati si raccolgono? Questo tipo vuole farmi credere che crescono sugli alberi?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;- Non hai capito male, ho detto proprio raccogliere... -&lt;br /&gt;Carlotta immaginò il gelataio che con scopa e paletta raccoglieva i resti dei gelati caduti per terra ai bambini distratti rimettendoli poi in freezer... &lt;span style="font-style:italic;"&gt;che schifo&lt;/span&gt;!&lt;br /&gt;- Ma vedo dalla tua espressione che ancora non capisci... In questo caso ti invito, mia piccola miscredente, ad assaggiare un cucchiaino del gusto di oggi, l'ho chiamato &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Oceano Alieno&lt;/span&gt;- Il gigante allungò verso la bambina un cucchiaino pieno di una sostanza azzurro-verdognola. Carlotta scrutò attentamente il composto: non sembrava avere elementi strani attaccati, nessun capello, né ghiaia o insetti morti... annusò con prudenza... il profumo che spandeva era incredibile, un profumo di mare e vento, di vacanza e libertà. Sia pure un pò riluttante, decise di assaggiare. Non appena chiuse le labbra intorno al cucchiaino, Carlotta fu proiettata &lt;span style="font-style:italic;"&gt;dentro&lt;/span&gt;  un mare tropicale, si vide nuotare sott'acqua tra pesci enormi che pinneggiavano con lei e le facevano l'occhiolino... &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Ciao bella sirena&lt;/span&gt; diceva un fustacchione di pesce luna e lei si voltò a guardarsi i piedi e vide che aveva una coda da sirena e... e avendo finito il gelato riaprì gli occhi ritrovandosi nel parco sotto casa con il gelataio gigante che la fissava con evidente soddisfazione:&lt;br /&gt;- Allora, che ne dici?&lt;br /&gt;- Fan-ta-sti-co!- balbettò Carlotta- Ma... come?...-&lt;br /&gt;Il gigante proruppe in una risata consona alla sua stazza, facendo oscillare l'intero furgone. &lt;br /&gt;- Ah ah! Ora mi credi eh? &lt;br /&gt;- Ma... Come...? Dove... dove l'ha trovato?-&lt;br /&gt;Il gelataio gigante si fece serio, si guardò intorno con aria sospettosa, vedendo che non c'era nessuno intorno si decise a parlare:&lt;br /&gt;- Non dovrei dirtelo... Dovrebbe essere un segreto...- Si allungò verso la bambina sporgendo con tutto il busto dal bancone. Parlò a voce molto bassa:&lt;br /&gt;- Tutto è cominciato quando mi si è rotta la vecchia gelatiera. Che ci vorrà mai a riparare una gelatiera? ho pensato; così mi sono messo a smontarla per cercare di trovare cosa non andava... Mah, le gelatiere di oggi sono complicatissime, è tutto un incrociarsi di fili e circuiti e cose di cui neanche so il nome... Insomma, dopo averla smontata tutta ho capito che non c'era verso di cavarne piede, per cui ho provato a rimontarla com'era. Ho impiegato due giorni a ricollegare tutto, ho fatto un po' come mi capitava, molti pezzi mi sono avanzati... Però alla fine era più o meno come prima... Solo che... quando ho provato ad accenderla... ecco la sorpresa: c'è stato come uno scoppio, un'esplosione di luci di tutti i colori... poi tutte le cose all'interno del furgone hanno cominciato a galleggiare, e anche io ho preso a fluttuare come un palloncino. Immagina la mia sorpresa quando guardando fuori dal finestrino ho visto che ero finito &lt;span style="font-style:italic;"&gt;nello spazio&lt;/span&gt;!-&lt;br /&gt;Carlotta non era sicura di poter credere al gigante, ma decise di ascoltare senza interrompere.&lt;br /&gt;- Insomma, fuori era pieno di stelle, e intorno ad ogni stella roteavano miriadi di pianeti di tutti i colori... Sembravano tanti sistemi solari, solo che mi accorsi presto che non erano grandi come ti aspetteresti da un pianeta che si rispetti... le stelle che all'inizio mi sembravano lontanissime erano invece molto più piccole e vicine di quanto credessi, e non erano calde, affatto: spandevano intorno una luce che raffreddava; i pianeti avevano le dimensioni più o meno di una &lt;span style="font-style:italic;"&gt;pallina di gelato&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;- Vuole quindi farmi credere che questi suoi gusti di gelato sono... sono pianetini?- &lt;br /&gt;- Sei intelligente, mostriciattola!-&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://quantumwords.blogspot.com/2010/02/avventura-tra-i-ghiaccioli-3.html"&gt;[Continua...]&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;hr&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;color:#bbbbbb; font-size:8pt"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;&lt;img alt="Creative Commons License" style="border-width:0" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" href="http://purl.org/dc/dcmitype/Text" property="dc:title" rel="dc:type"&gt;Quantum Words&lt;/span&gt; by &lt;a xmlns:cc="http://creativecommons.org/ns#" href="quantumwords.blogspot.com" property="cc:attributionName" rel="cc:attributionURL"&gt;Ismaele&lt;/a&gt; is licensed under a &lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Based on a work at &lt;a xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" href="quantumwords.blogspot.com" rel="dc:source"&gt;quantumwords.blogspot.com&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Permissions beyond the scope of this license may be available at &lt;a xmlns:cc="http://creativecommons.org/ns#" href="quantumwords.blogspot.com" rel="cc:morePermissions"&gt;quantumwords.blogspot.com&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6318729045031505606-5341756492137591284?l=quantumwords.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quantumwords.blogspot.com/feeds/5341756492137591284/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://quantumwords.blogspot.com/2010/02/avventura-tra-i-ghiaccioli-2.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318729045031505606/posts/default/5341756492137591284'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318729045031505606/posts/default/5341756492137591284'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quantumwords.blogspot.com/2010/02/avventura-tra-i-ghiaccioli-2.html' title='Avventura tra i ghiaccioli. 2.'/><author><name>Ismaele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00745320610601800794</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6318729045031505606.post-6025530561505839345</id><published>2010-02-09T19:51:00.021+01:00</published><updated>2010-02-27T18:16:04.362+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='racconti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='esopo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='narrativa'/><title type='text'>Esopo. 5.</title><content type='html'>&lt;pre&gt;&lt;a href="http://quantumwords.blogspot.com/2010/02/esopo-4.html"&gt;[Precedente]&lt;/a&gt;                                     &lt;a href="http://quantumwords.blogspot.com/2010/01/esopo-1.html"&gt;[Inizio]&lt;/a&gt;&lt;/pre&gt;&lt;br /&gt;Rimasi in ospedale alcuni giorni, ero pieno di escoriazioni e avevo un lieve trauma cranico. &lt;br /&gt;Esopo mi aveva salvato la vita. &lt;br /&gt;Lo dissi, a mio padre, agli altri, appena ripresi conoscenza qualche minuto sull'ambulanza. &lt;br /&gt;Lo ripetei successivamente, gli spiegai che aveva &lt;span style="font-style:italic;"&gt;deciso&lt;/span&gt; di salvarmi, sapeva cosa stava per succedere. &lt;br /&gt;- Certo, certo, ora stai calmo, sei al sicuro, ora- mi rispose.&lt;br /&gt;Recitai la stessa storia a tutta la famiglia il mattino dopo, quando vennero a trovarmi all'ospedale, raccontai la &lt;span style="font-style:italic;"&gt;decisione&lt;/span&gt; di Esopo di spingere me dentro il tunnel e coprirne l'imbocco col suo corpaccione, riparandomi così da quell'esplosione. I miei fratelli annuivano tutti, tranne Riccardo che scuoteva la testa. &lt;br /&gt;- Chissà quanto ha sofferto- disse Pina-&lt;br /&gt;- Ora è in un posto migliore- fece Orazio, fedele al dualismo dialettico Yin Yang che interpretava sempre con sua sorella.&lt;br /&gt;- Potremmo vendere la sua storia ai giornali, o magari farci un film- disse Gian Piero. &lt;br /&gt;- Sì, ho già in mente il titolo: Quella porca mezza dozzina (sottotitolo: di zampe)!- rise Serena. &lt;br /&gt;Riccardo non disse nulla, ma fu l'ultimo a salutarmi quando andarono via, e mentre tutti erano già fuori dalla stanza diretti verso l'uscita, si trattenne ancora, e mi disse:&lt;br /&gt;- Ismaele, ora ti spiego perché ciò che dici non può essere vero: cosa pensi che abbia causato l'esplosione e l'incendio? Un missile del poligono? Lo credevo anch'io, ma non è così; é stato un meteorite. Non ci credi? Ne hanno parlato anche i giornali, l'hanno persino recuperato, stamattina, una pietruzza nera di 20 cm di diametro, l'hanno trovata in fondo al cratere di 5 metri di profondità che ha scavato sul fianco della collina. Ma anche se fosse stato un missile, dimmi, come avrebbe fatto Esopo a &lt;span style="font-style:italic;"&gt;sentire&lt;/span&gt; che stava arrivando? Non c'è udito finissimo o olfatto che possa riuscire ad individuare un missile o un sasso che viaggiano a migliaia di chilometri l'ora. No, neppure la scia luminosa, non ha senso, eravate sotto gli alberi.- Il mio fratellone campione di logica si sedette sul bordo del letto, mi diede un bacio in fronte e mi accarezzò una guancia, con un gesto che interpretai come un volersi scusare per avermi aperto gli occhi. &lt;br /&gt;- Esopo ci mancherà- disse.&lt;br /&gt;Annuii e gli occhi mi si bagnarono di lacrime. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quella notte sognai Esopo.&lt;br /&gt;La scenografia era al risparmio, c'era solo il letto con me sopra, immerso nel bianco uniforme e sconfinato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sullo sfondo le note di &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Anche gli Angeli mangiano fagioli&lt;/span&gt;. &lt;br /&gt;Da lontano vedo una macchietta scura più grande contornata da puntolini rosa che le vorticano intorno. &lt;br /&gt;Man mano che si avvicina lo riconosco:&lt;br /&gt;- Esopo! Esopo sei tu!- dico un istante prima di accorgermi che gli mancano due zampe, ora è un porcello canonico.&lt;br /&gt;- Le tue zampe, che ti è successo?- &lt;br /&gt;- Sono morto! - risponde Esopo grugnendo divertito. Ha la voce di Orson Welles, o almeno del suo doppiatore italiano. &lt;br /&gt;I puntolini che gli girano intorno sono tanti minuscoli porcellini alati, orbitando eseguono spericolate evoluzioni e paiono divertirsi parecchio. Che siano l'equivalente degli angioletti nel Paradiso Suino?&lt;br /&gt;Appena è abbastanza vicino lo abbraccio cingendogli il collo enorme. &lt;br /&gt;- Grazie, so quello che hai fatto- gli dico. &lt;br /&gt;- Oh, nulla, alla fine sacrificare la propria vita per un amico andando incontro ad un'orribile morte non è poi tutto 'sto sforzo. &lt;br /&gt;- Hai sofferto? &lt;br /&gt;- Ma no, scherzo, Ismaele!... Lo smembramento è stato pressoché istantaneo, augurerei a tutti una morte così... Ma avanti, non perdere tempo, l'infermiera potrebbe svegliarti da un momento all'altro per infilarti il termometro... chiedimi quello che mi devi chiedere.&lt;br /&gt;- Veramente credevo che ti stessi sognando perché il mio subconscio ha bisogno di prendere congedo definitivamente da un amico che se n'é andato senza darmi il tempo di salutarlo come volevo. Alla fine di questo sogno mi sveglierò più sereno e sarò disposto ad accettare la tua morte.  Si chiama elaborazione del lutto. &lt;br /&gt;- Già già, e vuoi farmi credere che non ti rode non essere riuscito a rispondere nulla a Riccardo?... avanti... chiedi!&lt;br /&gt;Rifletto un secondo, ovviamente ha ragione. &lt;br /&gt;- Come facevi a sapere che sarebbe caduto il missile?&lt;br /&gt;- Aaah, ecco &lt;span style="font-style:italic;"&gt;la&lt;/span&gt; domanda. - dice socchiudendo gli occhi e alzando il grugno. &lt;br /&gt;- Intanto, non era un missile, era proprio un meteorite... Una probabilità su non so quanti milioni di ziliardi. Pensa, i giornali hanno scritto la verità!- Grugnisce forte, gli scappa una scoreggia&lt;br /&gt;- Pardon! Come sapevo che sarebbe caduta? E' semplice, l'avevo &lt;span style="font-style:italic;"&gt;visto&lt;/span&gt;. Tutti voi credevate che io avessi sei zampe e in effetti così apparivo, ma in realtà le cose stavano diversamente: per un rarissimo fenomeno previsto dalla Teoria Quantistica della Relatività Generale l'istante della mia nascita si è per così dire sdoppiato... diciamo che nel vostro universo sono nato in due tempi e in due luoghi diversi, separati da un piccolo intervallo di spazio e di tempo, ma collegati insieme da un wormhole, un tunnel spazio-temporale attraverso il quale i miei due &lt;span style="font-style:italic;"&gt;me stesso&lt;/span&gt; esistevano e si muovevano come un'unica entità quadridimensionale.&lt;br /&gt;Guarda, potrei spiegarti i dettagli, ma dovrei insegnarti tutta la parte teorica, e lì da voi manco l'hanno ancora scoperta...&lt;br /&gt;Vedimi come due fotogrammi sovrapposti, ma sfalsati, mi lasciavo dietro un pò di porcello che significano chiappe e relative zampe, ma &lt;span style="font-style:italic;"&gt;esistevo&lt;/span&gt; contemporaneamente 20 secondi più avanti. -  Mi guarda, scettico. &lt;br /&gt;- Credo di aver capito- &lt;br /&gt;- Già, certo... immagino... Comunque, ora che son morto i miei due me stesso si sono sincronizzati e perciò non vedi più le due zampe di troppo... Understand??&lt;br /&gt;- Mmm, sì... spero di saperlo spiegare a Riccardo...&lt;br /&gt;- Ce la farai! Senti questo strepito? E' l'infermiera che ti sta urlando di svegliarti. Ci dobbiamo lasciare, ragazzo... E ricorda: &lt;span style="font-style:italic;"&gt;del maiale non si butta via niente&lt;/span&gt;!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E proferite queste parole emise tre scoregge apocalittiche e svanì. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pochi giorni dopo tornai a casa, raccontai la storia a Riccardo che per tutta risposta rise ininterrottamente per cinque minuti, ebbi paura che diventasse scemo, ma si riprese.&lt;br /&gt;- Non male, è buona, è buona...- disse, ma dubito di averlo veramente convinto. &lt;br /&gt;Al termine del pranzo di benvenuto il mio papà volle brindare ancora ad Esopo: &lt;br /&gt;- Il più gran porco che sia mai nato!&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Due volte&lt;/span&gt; avrei voluto dire, ma nessuno mi avrebbe capito, non ero sicuro di capire neppure io. &lt;br /&gt;Sollevò il bicchiere e bevve d'un sorso tutto il cannonau ivi deposto. &lt;br /&gt;Sollevammo i nostri e bevemmo il surrogato di coca che contenevano.&lt;br /&gt;- Oh- fece papà rabbuiandosi- Come sapete di lui dopo l'esplosione e l'incendio non è rimasto molto... In realtà fino ad oggi vi ho detto che non avevamo trovato neppure un pezzettino. Non è così- disse tornando allegro- Per una strana coincidenza vicino al luogo dell'esplosione ho trovato le due zampe posteriori... solo due, Orazio... perfette, neppure bruciacchiate... Ebbene, le ho subito preparate e tra non molto saranno due ottimi prosciutti!-&lt;br /&gt;Allora capii e cominciai a ridere forte e urlai:&lt;br /&gt;- E' giusto! Grande babbo! Del maiale non si butta via niente!!-&lt;br /&gt;Quel Natale mangiammo il prosciutto più buono che si possa immaginare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Fine&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;hr&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;&lt;img alt="Creative Commons License" style="border-width:0" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" href="http://purl.org/dc/dcmitype/Text" property="dc:title" rel="dc:type"&gt;Quantum Words&lt;/span&gt; by &lt;a xmlns:cc="http://creativecommons.org/ns#" href="quantumwords.blogspot.com" property="cc:attributionName" rel="cc:attributionURL"&gt;Ismaele&lt;/a&gt; is licensed under a &lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Based on a work at &lt;a xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" href="quantumwords.blogspot.com" rel="dc:source"&gt;quantumwords.blogspot.com&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Permissions beyond the scope of this license may be available at &lt;a xmlns:cc="http://creativecommons.org/ns#" href="quantumwords.blogspot.com" rel="cc:morePermissions"&gt;quantumwords.blogspot.com&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6318729045031505606-6025530561505839345?l=quantumwords.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quantumwords.blogspot.com/feeds/6025530561505839345/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://quantumwords.blogspot.com/2010/02/esopo-5.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318729045031505606/posts/default/6025530561505839345'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318729045031505606/posts/default/6025530561505839345'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quantumwords.blogspot.com/2010/02/esopo-5.html' title='Esopo. 5.'/><author><name>Ismaele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00745320610601800794</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6318729045031505606.post-6187655554700113912</id><published>2010-02-08T23:55:00.015+01:00</published><updated>2010-02-20T19:39:27.704+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Avventura tra i ghiaccioli'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='narrativa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Racconti per bambini'/><title type='text'>Avventura tra i ghiaccioli. 1.</title><content type='html'>&lt;br&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era una calda mattina d'estate. Carlotta passeggiava nel parco, sperando di incontrare qualcuno che la aiutasse a rendere quella giornata più divertente di quanto fosse stata fino a quel momento. Si guardò intorno: molte mamme con carrozzine, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;niente poppanti grazie&lt;/span&gt;, qualche ragazzo che faceva &lt;span style="font-style:italic;"&gt;fùting&lt;/span&gt;, come diceva il suo papà... &lt;span style="font-style:italic;"&gt;no, troppo vecchi e per giunta sicuramente pazzi se corrono con questo caldo&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Niente da fare, nessun compagno di giochi in vista. &lt;br /&gt;Sospirò forte e si sedette su una panchina. Ma perché non si era portata la bicicletta? &lt;br /&gt;"Fa troppo caldo per pedalare" le aveva detto la mamma... già, meglio rimanere seduta a guardare la processione di formiche che ti scorre tra i piedi trasportando cadaveri di succulenti scarafaggi.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Ah, le mamme! Tutte uguali! &lt;/span&gt; - borbottò scuotendo la testa, mentre con una foglia creava scompiglio nella fila ordinata di formiche. &lt;br /&gt;Ri-sospirò, ormai convinta che avrebbe ricordato quella giornata come la più noiosa della sua vita.&lt;br /&gt;Pensò che tra qualche anno, quando sarebbe divenuta famosa, qualcuno avrebbe messo una targa sul cemento alla base della panchina: &lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;In questo luogo Carlotta Strudel giacque per ore senza fare assolutamente nulla.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Tra un sospirone e l'altro, Carlotta ascoltava il rumore del traffico attutito dalla distanza, immaginando che fosse la musica di un'orchestra sconclusionata: alle percussioni il pullman della linea 27, ai violini le autoambulanze, le varie tonalità dei clacson erano certamente il pianoforte... beh, non era un granché come sinfonia... eppure... dal caos dei rumori cominciò ad emergere davvero una &lt;span style="font-style:italic;"&gt;motivetto&lt;/span&gt; carino. Il caldo e la noia l'avevano forse fatta sbroccare??&lt;br /&gt;Per fortuna no! Voltandosi vide che in fondo al viale era parcheggiato un grosso coloratissimo Furgone dei Gelati che spandeva intorno una musichetta che faceva più o meno così: &lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Willie Concas, Willie Concas, il re del cioccolato...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Si chiese come avesse fatto a non notarlo prima.&lt;br /&gt;Uhau! Ecco che cosa le avrebbe cambiato la giornata: un buonissimo grandissimo cono a sei stadi menta cocco stracciatella tiramisù fragola e puffo, ricoperto di panna montata e graniglia di nocciola... &lt;br /&gt;Infilò la manina sudaticcia in tasca, ne estrasse 5 euro stropicciati, così malridotti che sembravano dire &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Usaci, strappaci, fai come vuoi, ma ti prego, la centrifuga di nuovo no!!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Erano la paghetta della settimana, per la verità erano la paghette di 16 settimane fa, le successive erano state regolarmente riposte nel porcellino di terracotta in attesa di formare un gruzzolo sufficiente a comprare un pony. Quella banconota era stata dimenticata in tasca e aveva provato l'ebbrezza di sperimentare un lavaggio a 60 gradi. &lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Oh beh, crepi l'avarizia&lt;/span&gt; - pensò Carlotta che notoriamente si affezionava ai soldi e difficilmente se ne separava; ma quella era una circostanza del tutto eccezionale. &lt;br /&gt;Si avvicinò a passo svelto al furgone dei gelati. La scritta multicolore sul fianco recitava: &lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;PAGUFRIUS: UN MONDO DI GELATI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La fiancata del furgone era aperta, ospitava il bancone dei gelati e dietro il bancone&lt;span style="font-style:italic;"&gt; il gelataio&lt;/span&gt;. &lt;br /&gt;Era un gelataio alquanto strano: un omone grande e grosso, un vero gigante. Aveva una folta e lunga barba bianca e dei capelli altrettanto lunghi e altrettanto bianchi, pettinati all'insù. Tra i capelli -e questa era la cosa più bizzarra- si potevano distinguere dei piccoli confettini di cioccolato di tutti i colori! In cima a quella montagna di capelli, svettava un piccolo cappellino bianco, che insieme al grembiule lo qualificavano senz'altro come gelataio.&lt;br /&gt;L'omone guardava Carlotta con degli occhi piccoli e sfavillanti, se la bambina avesse dovuto descriverne il colore avrebbe detto &lt;span style="font-style:italic;"&gt;tuttifrutti con sciroppo di amarena&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Un pò intimidita cominciò a recitare: &lt;br /&gt;- Vorrei un cono menta cocco...- &lt;br /&gt;- Calma calma mostriciattola...- La interruppe con voce cavernosa il gelataio - Non abbiamo nessuno di questi gusti banali...-&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Mostriciattola? A me?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;-Oh, va bene- rispose Carlotta mentre le saliva un groppone alla gola per la delusione di dover rinunciare al gelato che aveva pregustato- Non fa nulla... Arrivederci-  disse andandosene.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;E di certo non comprerei mai niente da un maleducato come te!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;- Però abbiamo gusti molto più buoni!-&lt;br /&gt;Carlotta si arrestò, vacillando tra l'orgoglio offeso e la curiosità. &lt;br /&gt;Alla fine vinse la curiosità. O la golosità, insomma qualcosa che fa rima con &lt;span style="font-style:italic;"&gt;tà&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Si voltò guardando il gelataio con aria interrogativa.&lt;br /&gt;- Ad esempio? - &lt;br /&gt;- Ehm... ad esempio... beh, abbiamo Mondo Dolce, oppure Pianeta di Gelatina, se preferisci i gusti forti c'è il Terra Giurassica, se ti va di avere dei bei pezzettoni croccanti da sgranocchiare mentre lo mangi c'è Asteroide Granitico... Ne ho molti, molti altri. &lt;br /&gt;- Ma che razza di nomi sono? - &lt;br /&gt;- Eh, già, già - fece il gigante imbarazzato- Non sono bravo con i nomi. Ma non è mica facile! Vorrei vedere te a dover dare il nome a centinaia, a migliaia di gusti diversi! Già, perché forse non te l'ho detto, ma la caratteristica dei miei gelati è che ogni gusto è squisito e soprattutto &lt;span style="font-style:italic;"&gt;unico&lt;/span&gt;. &lt;br /&gt;&lt;a href="http://quantumwords.blogspot.com/2010/02/avventura-tra-i-ghiaccioli-2.html"&gt;[Continua...]&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;hr&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;&lt;img alt="Creative Commons License" style="border-width:0" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" href="http://purl.org/dc/dcmitype/Text" property="dc:title" rel="dc:type"&gt;Quantum Words&lt;/span&gt; by &lt;a xmlns:cc="http://creativecommons.org/ns#" href="quantumwords.blogspot.com" property="cc:attributionName" rel="cc:attributionURL"&gt;Ismaele&lt;/a&gt; is licensed under a &lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Based on a work at &lt;a xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" href="quantumwords.blogspot.com" rel="dc:source"&gt;quantumwords.blogspot.com&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Permissions beyond the scope of this license may be available at &lt;a xmlns:cc="http://creativecommons.org/ns#" href="quantumwords.blogspot.com" rel="cc:morePermissions"&gt;quantumwords.blogspot.com&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6318729045031505606-6187655554700113912?l=quantumwords.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quantumwords.blogspot.com/feeds/6187655554700113912/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://quantumwords.blogspot.com/2010/02/avventura-tra-i-ghiaccioli.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318729045031505606/posts/default/6187655554700113912'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318729045031505606/posts/default/6187655554700113912'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quantumwords.blogspot.com/2010/02/avventura-tra-i-ghiaccioli.html' title='Avventura tra i ghiaccioli. 1.'/><author><name>Ismaele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00745320610601800794</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6318729045031505606.post-207174483934814958</id><published>2010-02-07T16:09:00.043+01:00</published><updated>2010-02-18T23:25:17.744+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='racconti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='narrativa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mister B.'/><title type='text'>B. 10.</title><content type='html'>&lt;pre&gt;&lt;a href="http://quantumwords.blogspot.com/2010/02/b-9.html"&gt;[Precedente]&lt;/a&gt;                                     &lt;a href="http://quantumwords.blogspot.com/2010/01/b-1.html"&gt;[Inizio]&lt;/a&gt;&lt;/pre&gt;&lt;br /&gt;Rimasi nell'appartamento di via Fermi diversi mesi. &lt;br /&gt;Non avevo ancora un nome e un cognome, me li dovevo procurare.&lt;br /&gt;Mister B. era stato sfortunato e inetto, lo avevano catturato prima che potesse liberarsi del corpo sulla barca e trovare un'identità. &lt;br /&gt;Eppure Benedicto Amado, il primo, grasso, facoltoso cadavere di questa storia di morti &lt;span style="font-style:italic;"&gt;oversize&lt;/span&gt;, gli aveva organizzato tutto alla perfezione: dopo essersi disfatto delle &lt;span style="font-style:italic;"&gt;spoglie&lt;/span&gt; di Amado, mister B. avrebbe dovuto raggiungere l'appartamento di via Fermi, Amado e mister B. erano gli unici a conoscere la procedura d'accesso, l'anacronistica parola d'ordine e la combinazione della serratura. B. avrebbe dovuto attendere pazientemente -come feci poi io -  di potersi impossessare dei dati anagrafici di qualche sfortunato. Il fatto che Amado fosse il ricchissimo proprietario delle Cliniche Amado, 12 ospedali sparsi nelle maggiori città del Paese, era un indubbio vantaggio.&lt;br /&gt;Ma il mio predecessore si era fatto catturare e incarcerare, meritandosi l'epiteto di disossatore. Il soprannome gli venne invece attribuito quando con la vanità che &lt;span style="font-style:italic;"&gt;ci è &lt;/span&gt;tipica, aveva risposto alla schiera di giornalisti che lo assediavano davanti alle sbarre della cella del tribunale, desiderosi di poter svelare al loro pubblico la vera identità dell'uomo misterioso,&lt;span style="font-style:italic;"&gt; Chiamatemi Bee&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;In seguito il tribunale aveva stabilito&lt;span style="font-style:italic;"&gt; con certezza&lt;/span&gt; che mister B. fosse un tizio la cui morte presunta era stata dichiarata 10 anni prima. Naturalmente non era così. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Benedicto Amado voleva molto bene a mister B. e quest'ultimo è stato un padre per me.&lt;br /&gt;Ora stavo riscuotendo la sua eredità: avevo le credenziali per collegarmi al mainframe delle Cliniche Amado e al programma gestionale dove il personale annotava terapie, decorso clinico, dimissioni e decessi di tutti i pazienti dei vari ospedali. Grazie ad una richiesta molto riservata del committente, il software è stato studiato per consentire ad un utente privilegiato di visionare e &lt;span style="font-style:italic;"&gt;modificare&lt;/span&gt;,senza alcuna ulteriore autorizzazione e senza lasciare tracce, ogni dato presente per qualsiasi paziente ricoverato in uno qualunque dei 12 ospedali. &lt;br /&gt; Certo, se Amado avesse chiesto di poter avere il privilegio di intervenire per permettere di cancellare le tracce di un decesso - ciò che realmente ci interessava - la cosa sarebbe apparsa sotto una luce diversa all'azienda di software. Ma pagò molto bene la &lt;span style="font-style:italic;"&gt;backdoor&lt;/span&gt; e se a qualcuno venne il dubbio che ci fosse qualcosa di poco chiaro, non manifestò mai le sue perplessità.&lt;br /&gt;Trovai chi faceva al caso mio dopo oltre tre mesi, nel corso dei quali consumai buona parte delle scorte di cibo presenti nell'appartamento. &lt;br /&gt;Fino a quel momento nessuno dei &lt;span style="font-style:italic;"&gt;candidati&lt;/span&gt; aveva i requisiti necessari; il primo, fondamentale, era che il morto non avesse parenti prossimi in vita. Ciò escludeva la gran maggioranza dei 2-4 morti maschi che &lt;span style="font-style:italic;"&gt;esaminavo&lt;/span&gt; ogni giorno, scorrendo come un album di ricordi le foto che il personale dell'obitorio era tenuto ad effettuare per regolamento interno. &lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Questo&lt;/span&gt; deceduto aveva pressoché la mia altezza, pur essendo molto magro pesava sei sette chili più di me, ma questo non era importante, stavo già prendendo peso rapidamente. La carnagione era quella giusta, i tratti del viso non erano così distanti dai miei, ma per quanto vi possa sembrare strano, la prima cosa che guardavo per decidere se lo sfortunato sul lettino dell'obitorio poteva somigliarmi erano le orecchie: se prendete due persone molto magre e gli rasate ogni capello e pelo dalla testa, vi meraviglierete di quanto è difficile distinguerle. La cosa che risalta di più è appunto la forma delle orecchie. &lt;br /&gt;Per tutto il resto c'é una soluzione, trucco, lenti a contatto e acconciatura sono in grado di rendere quasi indistinguibili due visi che abbiano una certa somiglianza.&lt;br /&gt;Era un giovane sbandato, si era sentito male dentro la sua cuccetta di cartone alla stazione dei treni. Un ictus, se ne andò dopo cinque giorni di agonia. Quando era ancora cosciente dichiarò di essere orfano e senza fratelli o sorelle. &lt;br /&gt;Sembrava una buona occasione, ma avevo bisogno di conferme, per cui fermai la procedura di comunicazione del decesso alle autorità; l'obitorio lo tenne &lt;span style="font-style:italic;"&gt;parcheggiato&lt;/span&gt; in frigo alcuni giorni - nessuno aveva reclamato la salma- il tempo necessario perché l'agenzia investigativa da me attivata a nome dell'ospedale mi confermasse che Giorgio Faluca era veramente solo al mondo.&lt;br /&gt;Non appena lo seppi con certezza accedetti al programma e cancellai il certificato di morte, modificai la diagnosi trasformandola in una banale gastroenterite e le terapie di conseguenza. Ora il paziente risultava essere stato dimesso, guarito. &lt;br /&gt;Da ora in poi mi sarei chiamato Giorgio Faluca, il corriere avrebbe ricevuto dall'ospedale una richiesta perché mi portasse a domicilio gli ormai &lt;span style="font-style:italic;"&gt;miei&lt;/span&gt; documenti ed effetti personali. &lt;br /&gt;Tutto sarebbe stato in regola, autorizzato e protocollato, ma c'era ancora un cadavere di troppo.&lt;br /&gt;Il sistema informò i necrofori che si trattava di un cadavere altamente infettivo, per cui maneggiandolo con maschere antigas e tute lo chiusero in un sacco sigillato e lo spostarono nella sala a tenuta stagna, corredato di un codice a barre che sarebbe dovuto servire ad identificarlo. Il codice in realtà lo classificava come &lt;span style="font-style:italic;"&gt;rifiuto&lt;/span&gt; del laboratorio di epidemiologia sperimentale, nello specifico un primate da laboratorio morto nel corso di un  esperimento.&lt;br /&gt;Non c'era nulla di strano in tutto ciò, le Cliniche Amado impiegavano regolarmente animali a scopo di ricerca.&lt;br /&gt;Naturalmente rifiuti di questo tipo erano destinati immediatamente e senza troppa burocrazia all'inceneritore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco dunque, sono recidivo: ho distrutto un altro cadavere. &lt;br /&gt;Non ne vado fiero e non ho alcun modo per espiare la mia colpa verso una persona che ho letteralmente &lt;span style="font-style:italic;"&gt;eliso&lt;/span&gt;. &lt;br /&gt;Non posso spargere le sue ceneri su qualche luogo altamente poetico, non posso portargli fiori su una tomba per ringraziarlo del fatto che rinunciando alla sua esistenza ha permesso a me di vivere come uomo libero. &lt;br /&gt;Non posso aiutare la sua famiglia in quanto non ha alcuna famiglia e proprio l'assenza di parenti ha votato la sua condanna all'annientamento.&lt;br /&gt;Posso solo dire con certezza che il suo nome non verrà dimenticato: Giorgio Faluca tra qualche anno sarà il nuovo ricchissimo e filantropico presidente delle Cliniche Amado e se tutto va bene di altre attività altrettanto remunerative e &lt;span style="font-style:italic;"&gt;votate al progresso dell'umanità&lt;/span&gt;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciò non toglie che in questo momento mi senta un verme. &lt;br /&gt;O forse il termine più corretto è &lt;span style="font-style:italic;"&gt;larva&lt;/span&gt;: una larva nata da una larva, che prima o poi ingrasserà in modo spropositato fino a che dal bozzolo delle sue carni emergerà un'altra larva. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://quantumwords.blogspot.com/2010/02/b-11.html"&gt;[Continua...]&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;hr&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;&lt;img alt="Creative Commons License" style="border-width:0" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" href="http://purl.org/dc/dcmitype/Text" property="dc:title" rel="dc:type"&gt;Quantum Words&lt;/span&gt; by &lt;a xmlns:cc="http://creativecommons.org/ns#" href="quantumwords.blogspot.com" property="cc:attributionName" rel="cc:attributionURL"&gt;Ismaele&lt;/a&gt; is licensed under a &lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Based on a work at &lt;a xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" href="quantumwords.blogspot.com" rel="dc:source"&gt;quantumwords.blogspot.com&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Permissions beyond the scope of this license may be available at &lt;a xmlns:cc="http://creativecommons.org/ns#" href="quantumwords.blogspot.com" rel="cc:morePermissions"&gt;quantumwords.blogspot.com&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6318729045031505606-207174483934814958?l=quantumwords.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quantumwords.blogspot.com/feeds/207174483934814958/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://quantumwords.blogspot.com/2010/02/b-10.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318729045031505606/posts/default/207174483934814958'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318729045031505606/posts/default/207174483934814958'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quantumwords.blogspot.com/2010/02/b-10.html' title='B. 10.'/><author><name>Ismaele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00745320610601800794</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6318729045031505606.post-4507771350114747166</id><published>2010-02-06T22:39:00.016+01:00</published><updated>2010-03-20T20:26:54.855+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='racconti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fuga dal Circo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='narrativa'/><title type='text'>Fuga dal Circo 3.</title><content type='html'>&lt;pre&gt;&lt;a href="http://quantumwords.blogspot.com/2010/02/fuga-dal-circo-2.html"&gt;[Precedente]&lt;/a&gt;                                     &lt;a href="http://quantumwords.blogspot.com/2010/01/fuga-dal-circo-1.html"&gt;[Inizio]&lt;/a&gt;&lt;/pre&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualche giorno dopo, sempre nel cuore della notte, 7 cospiratori molto assortiti confabulano nel buio. Il volume della conversazione è bassissimo, ma se anche Snippolo e Ogyvolo o qualunque essere quasi umano lo avvertisse, per loro sarebbero solo articolati squittii, miagolii, bramiti o notevoli rutti, insomma un melange fastidioso e insensato. Per fortuna dei congiurati, Donky &amp; Khorr, quelle due spie senza cervello, dormono vicino al camper dei nani, su balle di fieno attrezzate a lussuosi giacigli. &lt;br /&gt;La discussione si svolge nel buio quasi completo, ciascun partecipante è relegato nella propria stretta gabbia, sistemata all'interno del tendone del circo. Il primo a parlare è il bradipo Ziribiglio. Il suo eloquio -se così si può dire- è una vibrazione bassa e lenta, c'è chi la trova vagamente ipnotica e chi la paragona ad una iniezione di valium.&lt;br /&gt;- Carissimi compagni, non c'è bisogno che vi dica che eviterei di parlare se non sapessi già che siamo tutti d'accordo. Siete troppo intelligenti per non &lt;span style="font-style:italic;"&gt;convenire con me&lt;/span&gt; che gli spiacevoli accadimenti che ci hanno visto vittime incolpevoli negli ultimi tempi ci hanno condotto ad una situazione insostenibile...&lt;br /&gt;- Eh? - Fa Giac il Folle, la volpe tabagista, mentre nel buio cerca di confezionarsi una sigaretta con un foglio di giornale, poco tabacco raccattato dalle cicche conservate dall'ultimo spettacolo e molte e varie sostanze di incerta origine. Giac è forse l'animale più celebre del circo: il suo numero in cui fuma svariate sigarette e col fumo espirato crea una moltitudine di anelli, concentrici, rotanti, incatenati, ha sempre un enorme successo. Lui se ne frega, lo fa per vivere, ma non ci prova gusto. Si diverte molto di più con le sue sigarette sperimentali: ora sta &lt;span style="font-style:italic;"&gt;studiando&lt;/span&gt; la combinazione tabacco-rucola-forfora. &lt;br /&gt;- E' vero Ziribiglio, non si capisce una mazza quando parli - dice Mix interpretando la domanda &lt;span style="font-style:italic;"&gt;retorica&lt;/span&gt; di Giac - Avevi detto di conoscere lo slang animale universale, ma mi sa che hai sparato una balla. &lt;br /&gt;- Zitti pev favove! Ché poi si offende e vipvende a pavlave tva dieci minuti - dice Gnegnelé e ottiene il risultato di offendere il bradipo che rimane in silenzio per lungo tempo. Quando quasi tutti hanno perso ogni speranza e stanno decidendo che è meglio piantarla lì e cercare di dormire, Ziribiglio riprende senza preavviso: &lt;br /&gt;- Tutti noi stiamo vivendo con estremo disagio le nuove regole imposteci dai nostri spietati custodi. Mi fa specie constatare che ancora nessuno di noi si è...-&lt;br /&gt;- Eh?- ribadisce Giac che si è sistemato sulla coda il pezzo di carta con sopra tabacco e il resto. Arrotola la lunga coda e la distende nuovamente, appare una simil-sigaretta molto dignitosa, ancorché infarcita di peli. &lt;br /&gt;- Qualcuno ha da accendere? - chiede. &lt;br /&gt;Interviene il moscone Kuaddin', una bestia di quattro chili per un'apertura alare paragonabile a quella di una poiana. &lt;br /&gt;- Il bradipo tridattilo qui presente - genere Bradypus, famiglia Bradypodidae- si sta in realtà esprimendo in un perfetto slang animale universale, sebbene eccessivamente stucchevole; voi siete evidentemente troppo ignoranti per capirlo. Io invece conosco lo slang e conosco altre 36 lingue particolari, comprese le vostre lingue madri, per cui se me lo richiedete e dietro equo compenso posso effettuare traduzioni accurate per ciascuno di voi. -&lt;br /&gt;- Te lo dò io l'equo compenso... - fa Mix.&lt;br /&gt;- Oh insomma, fatelo parlare- ruggisce Tellina, la foca leopardo; preso alla sprovvista da quel verso inaspettato, Momotti rizza il pelo e soffia impaurito. - Ho sonno e fame, se dormo non penso alla fame, quindi quanto prima questo vecchio bavoso finisce tanto prima dormirò, e non penserò che siete tutti commestibili. Cala il silenzio assoluto, neppure Kuaddin' obietta nulla e questo è di per sé un evento eccezionale. &lt;br /&gt;- Vai avanti, Ziri, e cerca di essere molto chiaro.&lt;br /&gt;- Ehm, grazie... cara... compagna... Ci provo...- fa Ziribiglio con voce tremante. Prosegue indisturbato la sua esposizione.&lt;br /&gt;- I nani ci sfruttano, ci fanno lavorare 10 ore al giorno, in più c'è lo spettacolo... poi ci sono le visite dei bambini che urlano e ci tirano noccioline, caccole e pietre... Ci hanno ridotto l'ora d'aria... non che a me serva, come sapete non sono uno che si muove molto... ci hanno ridotto il cibo! Al povero Giac hanno tolto la possibilità di fumare liberamente! E' un'ingiustizia-&lt;br /&gt;- Parole sante, fratello! - sussura Giac: con la zampa anteriore tiene ferma uno scheggia di legno, un'altra l'ha in bocca, sfregandole spera di ottenere l'agognato &lt;span style="font-style:italic;"&gt;fuoco&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;- E allora, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;converrete con me&lt;/span&gt; che l'unica soluzione è evadere!-&lt;br /&gt;Nessuno osa parlare, o per timore di Tellina o per l'imbarazzo di discutere con Ziribiglio per il quale l'unanimità di pensiero è il valore più prezioso.&lt;br /&gt;- E come pensi di poter scappare? - chiede infine Tellina. &lt;br /&gt;- Ho un piano estremamente semplice, che se avrete la cortesia di ascoltarmi ancora qualche minuto passerò ad esporvi. -&lt;br /&gt;L'esposizione del piano dura tre quarti d'ora: è ovviamente complicatissimo e in più punti prevede l'utilizzo di tecnologie aliene per riuscire, ma nessuno ha il coraggio di farlo notare a Ziri. Quando il vecchio bradipo termina, sono tutti attoniti, cercano di trovare un modo delicato per dirgli che il piano non ha molte possibilità di successo. &lt;br /&gt;- Tutti gli altri &lt;span style="font-style:italic;"&gt;converranno con me&lt;/span&gt; che questo piano è una stronzata!- dice infine Mix e il sollievo degli altri è tangibile: Mix si diverte a fare il lavoro sporco, per questo è un po' odiato da tutti, ma in certi casi risulta utile. &lt;br /&gt;- E poi non hai considerato il calamaro gigante all'ingresso- dice Giac. Tutti si voltano in direzione della sua voce. Nel buio balugina una piccola lucetta rossa, evidentemente è riuscito in qualche modo ad accendere il suo &lt;span style="font-style:italic;"&gt;esperimento&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;- Quale calamavo? Oh, Giac - sbotta Gnegnelè - Che ti stai fumando?- &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://quantumwords.blogspot.com/2010/02/fuga-dal-circo-4_15.html"&gt;[Continua...]&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;hr&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;&lt;img alt="Creative Commons License" style="border-width:0" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" href="http://purl.org/dc/dcmitype/Text" property="dc:title" rel="dc:type"&gt;Quantum Words&lt;/span&gt; by &lt;a xmlns:cc="http://creativecommons.org/ns#" href="quantumwords.blogspot.com" property="cc:attributionName" rel="cc:attributionURL"&gt;Ismaele&lt;/a&gt; is licensed under a &lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Based on a work at &lt;a xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" href="quantumwords.blogspot.com" rel="dc:source"&gt;quantumwords.blogspot.com&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Permissions beyond the scope of this license may be available at &lt;a xmlns:cc="http://creativecommons.org/ns#" href="quantumwords.blogspot.com" rel="cc:morePermissions"&gt;quantumwords.blogspot.com&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6318729045031505606-4507771350114747166?l=quantumwords.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quantumwords.blogspot.com/feeds/4507771350114747166/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://quantumwords.blogspot.com/2010/02/fuga-dal-circo-3.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318729045031505606/posts/default/4507771350114747166'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318729045031505606/posts/default/4507771350114747166'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quantumwords.blogspot.com/2010/02/fuga-dal-circo-3.html' title='Fuga dal Circo 3.'/><author><name>Ismaele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00745320610601800794</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6318729045031505606.post-5871900000617679562</id><published>2010-02-05T23:18:00.028+01:00</published><updated>2010-02-11T22:45:49.700+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='racconti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='esopo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='narrativa'/><title type='text'>Esopo. 4.</title><content type='html'>&lt;pre&gt;&lt;a href="http://quantumwords.blogspot.com/2010/02/esopo-3.html"&gt;[Precedente]&lt;/a&gt;                                      &lt;a href="http://quantumwords.blogspot.com/2010/01/esopo-1.html"&gt;[Inizio]&lt;/a&gt;&lt;/pre&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Ragionavamo&lt;/span&gt; così, mentre affrontavamo il crinale della collina, ogni tanto Esopo si fermava a raspare la terra col grugno, cavava dall'humus e sgranocchiava ora un grosso lombrico, ora una lumaca, talvolta gli capitava di riesumare bicchieri o posate di plastica, in tal caso grugniva come a dire &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Visto? Hai bisogno di altre prove? L'uomo è molto più porco di me&lt;/span&gt;. &lt;br /&gt;- Sarà, ma proprio tu non ti devi lamentare... Sei trattato con tutti i riguardi, sai che non diventerai mai salsicce, non ti manca nulla... a proposito: vogliamo parlare della tua avventura galante con la scrofa Bologna? Un'intera notte! Credevi non me ne fossi accorto?- gli dissi, ricordandogli l'escursione romantica nel porcile del vicino , due giorni prima. &lt;br /&gt;- Sgrunf! Huiiii! - rispose sornione Esopo.&lt;br /&gt;Salimmo ancora un po', la mia meta era diventata la cima della collina, da dove avremmo potuto ammirare l'intero vallata e una buona fetta di costa, lo spettacolo della larga fascia di spiaggia bianca che divideva il verde della vegetazione dal blu profondo del mare era una immagine che mi ripromettevo sempre di fissare in un espressivo acquerello. Mi bloccava il fatto che non sapessi dipingere affatto.&lt;br /&gt; Improvvisamente, senza alcun motivo apparente, Esopo mostrò un grande nervosismo: alzò il grugno, sembrò annusare l'aria, mi guardò e grugnì. Una, due, tre volte, a intervalli, quasi si aspettasse da me una risposta o un cenno di comprensione. &lt;br /&gt;Poi prese a girare in tondo, grugnendo sempre più rumorosamente, sempre più agitato. Sollevò un incredibile polverone, cercai di calmarlo, lo rimproverai senza ottenere nulla. Poco dopo si fermò di scatto piantando le sei zampe tese a terra. Accennò una corsa in discesa, credetti che mi avrebbe abbandonato lì, ma venti metri sotto si fermò, si girò nuovamente a guardarmi. Risalì incerto, mi venne a fianco, poi con la stessa foga di prima corse ancora verso valle. Si fermò di nuovo a guardarmi. Era chiaro che voleva che lo seguissi. Conoscendo la sua intelligenza e il suo fiuto decisi di assecondarlo; mentre correvo in discesa a rotta di collo dietro a lui, la mia mente si affollava di immagini che cercavano di figurarsi lo scenario che ci aspettava al termine di quella corsa: verso &lt;span style="font-style:italic;"&gt;cosa&lt;/span&gt; mi stava portando? Un cadavere nascosto nel bosco? Una comitiva di scout in difficoltà? Un porcino gigante? &lt;br /&gt;Avrei dovuto capire, conoscendolo, che non andavamo verso qualcosa, bensì fuggivamo da qualcosa di molto pericoloso.  Quando inciampai nella radice affiorante, rotolando per decine di metri tra macchia e rovi, anche le immagini nella mia mente parvero mischiarsi tra loro, risultando in una macchia indistinta di colore. Un cespuglio di cisto arrestò quasi delicatamente il mio &lt;span style="font-style:italic;"&gt;franare&lt;/span&gt;, lo attraversai in velocità sbucando dall'altra parte praticamente fermo. Già sentivo il dolore provenire da più punti, dove ero graffiato o contuso. La caduta mi aveva convinto che l'ultima cosa da fare in quel momento era riprendere a seguire Esopo, per cui cercai di tirarmi su a sedere per controllare i danni con calma. Non ne ebbi il tempo: quando ancora ero disteso supino arrivò Esopo, mi afferrò il bordo dei pantaloni mordendoli proprio sopra la caviglia destra e cominciò a tirarmi forte verso valle. Urlai, gli urlai con tutte le forze di smetterla, pensai che fosse impazzito. Qualche metro più in là c'era l'imbocco di un canale di scolo per le acque piovane. Era un tunnel circolare, costruito in tubi prefabbricati in cemento, passava sotto una strada sterrata; convogliava le acque che altrimenti, nella stagione piovosa, avrebbero eroso in poche ore quell'unica via percorribile in automobile. Il canale sbucava dall'altra parte della strada, sul versante di una bassa scarpata che dava sul letto del torrente in quel momento pressoché in secca. &lt;br /&gt;Esopo era diretto all'imbocco del tunnel. Provò freneticamente ad entrarci in retromarcia, ma per quanti sforzi facesse, non c'era verso di far passare il suo grasso culone per quell'imbocco stretto. Allora, sempre tenendomi per il pantalone, si fermò; giurerei che in quegli interminabili secondi mi guardò fisso, con un'espressione chiaramente consapevole. &lt;br /&gt;Fu come vedere un condannato a morte un istante prima dell'inevitabile fucilazione, quando finalmente realizza che è finita, non c'è più spazio per il miracolo in cui hai fermamente creduto fino a un secondo fa.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Io mi fermo qui&lt;/span&gt; mi stava dicendo Esopo. &lt;br /&gt;Ruotò di 180 gradi, facendo in modo che mi presentassi io verso l'imbocco, e cominciò a spingermi. I pantaloni erano già strappati, spingendo verso di me gli diede un ultimo strattone ritrovandosene un brandello in bocca. Questo cedere improvviso del jeans fece sì che mi colpisse al busto con la testa, portandomi a scivolare di schiena all'indietro sul fondo del tunnel. &lt;br /&gt;Proseguii per inerzia qualche metro, scivolando sulla melma nel fondo. Esopo mi seguì o cercò di farlo, stavolta entrando di testa, ma non ebbe miglior fortuna, e si bloccò a metà. Il tunnel era quasi buio, un imbocco era completamente ostruito da Esopo, dall'altra parte ero io a ostacolare la luce che proveniva dal basso. Ebbi il tempo di meravigliarmi del fatto che Esopo non sembrava tentare di divincolarsi da quella posizione scomoda, o tornando indietro o spingendo disperatamente in avanti. &lt;br /&gt;Grugnì una volta, una vibrazione bassa e breve. &lt;br /&gt;Poi qualcosa parve strappare il tubo di cemento da terra e scuoterlo violentemente, mi sentii sbattuto da tutte le parti e scivolai giù, sempre più giù, fino alla fine, fino alla scarpata e al torrente sotto. &lt;br /&gt;Non udii l'esplosione, persi i sensi, non so per quanto tempo. Quando rinvenni ebbi l'impressione che qualcuno stesse bisbigliando il mio nome. Mi ritrovai disteso a faccia in giù su una bassa pozzanghera melmosa. Dall'alto provenivano bagliori arancioni. Alzai la testa dolorante per guardarne l'origine e con l'unico occhio che riuscii ad aprire vidi che l'intera pineta sopra di me stava bruciando. Delle ombre mi si fecero intorno, sussurravano qualcosa che non capivo. Tutto piombò nuovamente nel buio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://quantumwords.blogspot.com/2010/02/esopo-5.html"&gt;[Continua...]&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;hr&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;&lt;img alt="Creative Commons License" style="border-width:0" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" href="http://purl.org/dc/dcmitype/Text" property="dc:title" rel="dc:type"&gt;Quantum Words&lt;/span&gt; by &lt;a xmlns:cc="http://creativecommons.org/ns#" href="quantumwords.blogspot.com" property="cc:attributionName" rel="cc:attributionURL"&gt;Ismaele&lt;/a&gt; is licensed under a &lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Based on a work at &lt;a xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" href="quantumwords.blogspot.com" rel="dc:source"&gt;quantumwords.blogspot.com&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Permissions beyond the scope of this license may be available at &lt;a xmlns:cc="http://creativecommons.org/ns#" href="quantumwords.blogspot.com" rel="cc:morePermissions"&gt;quantumwords.blogspot.com&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6318729045031505606-5871900000617679562?l=quantumwords.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quantumwords.blogspot.com/feeds/5871900000617679562/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://quantumwords.blogspot.com/2010/02/esopo-4.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318729045031505606/posts/default/5871900000617679562'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318729045031505606/posts/default/5871900000617679562'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quantumwords.blogspot.com/2010/02/esopo-4.html' title='Esopo. 4.'/><author><name>Ismaele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00745320610601800794</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6318729045031505606.post-1564956790425680480</id><published>2010-02-03T22:10:00.005+01:00</published><updated>2010-02-14T16:18:03.782+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='racconti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='narrativa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mister B.'/><title type='text'>B. 9.</title><content type='html'>&lt;pre&gt;&lt;a href="http://quantumwords.blogspot.com/2010/01/b-8.html"&gt;[Precedente]&lt;/a&gt;                                     &lt;a href="http://quantumwords.blogspot.com/2010/01/b-1.html"&gt;[Inizio]&lt;/a&gt;&lt;/pre&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho dormito una mezz'ora, nel frattempo il pullman è uscito dalla città e viaggia spedito sulla statale.&lt;br /&gt;Ripenso a stanotte,  a ciò che ho fatto, a ciò di cui mi potranno accusare. Mi chiedo se a quest'ora avranno trovato i resti di mister B. in obitorio. &lt;br /&gt;Non l'ho ucciso, questo è pacifico, ma non ho trattato bene il suo cadavere. Del resto, io sono l'unico a sapere che non era il colpevole dell'assassinio di cui era accusato. Sono l'unico che sa che anche lui, come me, si è semplicemente limitato a smembrare un corpo già morto. &lt;span style="font-style:italic;"&gt;E' nella nostra natura&lt;/span&gt;, ne va della nostra stessa vita. &lt;br /&gt;Eppure la stampa penserà a uno psicopatico, un pazzo mitomane che ha voluto emulare il delitto di mister B. sullo stesso efferato protagonista. Chissà se per vendetta o ammirazione sconfinata.&lt;br /&gt;Comunque , se riesco a raggiungere la mia meta nessuno potrà accusarmi di nulla, avrò finalmente compiuto il delitto perfetto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il pullman giunge a destinazione dopo un'altra mezz'ora, scendo alla fermata salutando cordialmente l'autista che non mi degna di uno sguardo; anzi, inizia a richiudere la porta ancor prima che abbia poggiato entrambi i piedi a terra, riparte accelerando con un rombo assordante e lasciandosi dietro una nube nera di particolato . &lt;br /&gt;Faccio qualche isolato a piedi e giungo finalmente al 10 di via Fermi, la mia destinazione. &lt;br /&gt;Nel citofono ci sono 16 campanelli, scelgo &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Pasquali A.&lt;/span&gt;, premo il pulsante, due squilli lunghi, tre brevi, uno lungo. Se non facessi così non risponderebbe nessuno. &lt;br /&gt;- Chi è? - risponde una voce femminile. &lt;br /&gt;- Sono il dottor Fenice, so che offrite l'appartamento in affitto. - Cerco di scandire bene tutte le parole, altrimenti dovrò ricominciare da capo la &lt;span style="font-style:italic;"&gt;procedura&lt;/span&gt; di identificazione, ma potrei farlo solo dopo che sono trascorsi dieci minuti. Dall'altra parte c'è qualche secondo di silenzio, poi la stessa voce registrata dice:&lt;br /&gt;- Terzo piano- e il cancello si apre verso la mia salvezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il medico legale si diresse al distributore di bibite calde, selezionò il solito the e col bicchiere in mano si diresse verso le camere mortuarie.  Salutò il poliziotto di piantone alla camera 6, quella che ospitava il morto &lt;span style="font-style:italic;"&gt;VIP&lt;/span&gt;, il lardoso assassino di cui tutti i giornali volevano scoprire la causa della morte. Non era ancora pronto per l'autopsia, era venuto a farsi &lt;span style="font-style:italic;"&gt;un'idea&lt;/span&gt; del lavoro che l'aspettava. O detto più sinceramente: era curioso. Il poliziotto controllò che il nome del dottore fosse nella lista degli autorizzati , verificatolo prese la chiave della camera, girò la serratura e aprì spingendo la porta verso l'interno. Rimettendosi a sedere a fianco alla porta, riprese a leggere da dove aveva interrotto l'articolo sulla campagna acquisti della sua squadra. Con la coda dell'occhio notò che il medico non accennava ad entrare, fermo a fianco a lui a due passi dalla porta aperta. Prima che alzasse lo sguardo per chiedere il perché di quell'indecisione, sentì l'acqua bollente che gli colpiva la scarpa sinistra e il bordo dei pantaloni, rimbalzando fuori dal bicchiere di the che era caduto a terra.&lt;br /&gt;Si alzò di scatto, rivolgendosi al medico ancora immobile:&lt;br /&gt;- Ma... cosa? - Il medico non accennò a sentirlo, continuando a guardare fisso all'interno della camera mortuaria. Il poliziotto seguì il suo sguardo e il gelo scese anche su di lui, mentre ondate di nausea e vertigini lo assalivano. Davanti a due spettatori attoniti c'erano i resti di mister B.&lt;br /&gt;Il poliziotto non aveva mai visto come appariva una pelle appena &lt;span style="font-style:italic;"&gt;scuoiata&lt;/span&gt;, ma fu questa la prima analogia che gli venne in mente. Per terra, vicino alla cella frigorifera, c'era un enorme straccio sanguinolento, sarebbe potuta essere la pelle di un orso, non fosse stato per il colorito giallognolo e - ovviamente- l'assenza di peli. Non fu tanto lo spettacolo cruento ciò che infine gli fece perdere i sensi, quanto il riconoscere via via parti di un corpo, qui la pelle del braccio, là la pelle e la carne della gamba arrotolata come un tentacolo, quasi che qualcuno avesse &lt;span style="font-style:italic;"&gt;squagliato&lt;/span&gt; l'enorme ciccione- &lt;span style="font-style:italic;"&gt;ah, ecco lì la maschera della sua faccia, si potrebbe indossare -&lt;/span&gt; come strutto in padella.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://quantumwords.blogspot.com/2010/02/b-10.html"&gt;[Continua...]&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;hr&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;&lt;img alt="Creative Commons License" style="border-width:0" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" href="http://purl.org/dc/dcmitype/Text" property="dc:title" rel="dc:type"&gt;Quantum Words&lt;/span&gt; by &lt;a xmlns:cc="http://creativecommons.org/ns#" href="quantumwords.blogspot.com" property="cc:attributionName" rel="cc:attributionURL"&gt;Ismaele&lt;/a&gt; is licensed under a &lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Based on a work at &lt;a xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" href="quantumwords.blogspot.com" rel="dc:source"&gt;quantumwords.blogspot.com&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Permissions beyond the scope of this license may be available at &lt;a xmlns:cc="http://creativecommons.org/ns#" href="quantumwords.blogspot.com" rel="cc:morePermissions"&gt;quantumwords.blogspot.com&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6318729045031505606-1564956790425680480?l=quantumwords.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quantumwords.blogspot.com/feeds/1564956790425680480/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://quantumwords.blogspot.com/2010/02/b-9.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318729045031505606/posts/default/1564956790425680480'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318729045031505606/posts/default/1564956790425680480'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quantumwords.blogspot.com/2010/02/b-9.html' title='B. 9.'/><author><name>Ismaele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00745320610601800794</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6318729045031505606.post-8754347938815004706</id><published>2010-02-02T20:02:00.005+01:00</published><updated>2010-02-15T22:42:57.133+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='racconti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fuga dal Circo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='narrativa'/><title type='text'>Fuga dal Circo 2.</title><content type='html'>&lt;pre&gt;&lt;a href="http://quantumwords.blogspot.com/2010/01/fuga-dal-circo-1.html"&gt;[Precedente]&lt;/a&gt;                                      &lt;a href="http://quantumwords.blogspot.com/2010/01/fuga-dal-circo-1.html"&gt;[Inizio]&lt;/a&gt;&lt;/pre&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con un rapido sguardo sprezzante René si accorse che era per lui impossibile riuscire a varcare la soglia mantenendo il cappello in testa, per cui rimase fuori dall'atrio, introducendo all'interno solo il suo mirabile cranio cappellato.&lt;br /&gt;Snippolo era visibilmente emozionato, gli capitava sempre al di Lui cospetto. Ogyvolo era certo (1) che quella che l'altro spacciava per ammirazione fosse vero e proprio amore, ed era certo (2) che il vero movente che aveva spinto Snippolo a trasformarsi in uno scherzo di natura facendosi stirare le gambe in quel modo fosse da ricercare nel suo desiderio di somigliare al suo Idolo . Ovvio, anche Ogyvolo ammirava René, ma non tanto da rendersi ridicolo con quell'atteggiamento succube e viscido. E poi, era certo (e tre) che il Capo preferisse i tipi bassi...&lt;br /&gt;René rimase a fissare un punto indefinito all'interno del camper senza proferire verbo. Era una sua caratteristica, si &lt;span style="font-style:italic;"&gt;congelava&lt;/span&gt; qualche istante a intervalli regolari, ma Ogyvolo ebbe comunque il dubbio che stesse guardando in direzione del cavallo dei suoi pantaloni... forse aveva dimenticato la patta aperta??&lt;br /&gt; Snippolo si illuse per l'ennesima volta che stesse guardando in direzione del cavallo dei suoi pantaloni... &lt;span style="font-style:italic;"&gt;mmm!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;- Così non va bene - disse infine, piombando nuovamente nel silenzio e lasciando i due nani nel dubbio se dovessero rispondere qualcosa a quell'affermazione. &lt;br /&gt;- ... Il circo non è abbastanza profittevole...- Continuava a parlare intervallando piccole frasi a silenzi più o meno lunghi. Durante le pause i nani trattenevano istintivamente il respiro, quasi a non voler turbare, coi loro sibili importuni, il filo dei pensieri del Capo. Snippolo aveva gli occhi lucidi e ascoltava quasi in trance. &lt;br /&gt;- Dobbiamo migliorarci... Il nostro margine di profitto è esiguo... Dobbiamo riuscire a venderci meglio...- Ogyvolo approfittò di un istante in cui René abbassò lo sguardo per controllare rapidamente la lampo delle sue braghette... ok, tutto a posto, era chiusa. &lt;br /&gt;- Ne abbiamo i mezzi e le capacità... Dobbiamo impegnarci di più...&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Ecco che arriva il siluro&lt;/span&gt; , pensò Ogyvolo, mentre Snippolo continuava ad annuire preventivamente ad ogni parola. &lt;br /&gt;- Il nostro valore aggiunto sono... i nostri animali... Però non li &lt;span style="font-style:italic;"&gt;utilizziamo&lt;/span&gt; abbastanza... pochi numeri... poco spettacolari...-&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Beh, una volpe che fa gli anelli di fumo non si vede mica dappertutto&lt;/span&gt; ri-pensò Ogyvolo, tralasciando numeri altrettanto singolari come la foca cuoca o la pettegola travestita, per non parlare di grandi classici come i freaks, immancabili in un circo: il gatto bicipite, il moscone obeso e l'asino zebrato; in realtà la peculiarità dell'asino non era tanto nella striatura del manto quanto nel fatto di avere cinque zampe, ma tale caratteristica era difficilmente vendibile perchè non c'era modo di convincere gli spettatori che quella che vedevano in mezzo alle zampe posteriori fosse &lt;span style="font-style:italic;"&gt;davvero&lt;/span&gt; una ulteriore zampa e non semplice esibizione di mascolinità asinina. I nani sapevano che l'equivoco imbarazzante non era gradito al Capo, e si aspettavano che prima o poi René li invitasse a porre fine alla patetica esistenza di Mix trovandogli un utilizzo più consono in forma di saporite bistecche. &lt;br /&gt;- Da oggi dovete lavorare... per trovare un numero corale... articolato... qualcosa che rispecchi e rinnovi lo spirito &lt;span style="font-style:italic;"&gt;dinamico e innovativo&lt;/span&gt; del Tito Scali... -&lt;br /&gt;Era molto peggio di quanto Ogyvolo si aspettasse:odiava gli animali in generale, quella squallida accozzaglia in modo particolare. Era Snippolo quello che si preoccupava di addestrarli, utilizzando due personal trainer convincenti come Donky e Khorr quando qualcuno di loro aveva necessità di essere &lt;span style="font-style:italic;"&gt;motivato&lt;/span&gt; in modo particolare. &lt;br /&gt;- Benissimo capo! - Si affrettò a dire Snippolo tra una pausa e l'altra di René; era veramente raggiante: finalmente avrebbe avuto la possibilità di mostrare al Capo quanto valeva. Ogyvolo pensò, una volta soli, di strangolarlo, bollirne il cadavere e cucinare i tortellini nel brodo siffatto.&lt;br /&gt;- Inoltre... - terminò René - Dobbiamo contenere i costi: da domani un solo pasto per tutti gli animali, dimezzate le porzioni... il moscone ha messo su un altro chilo nell'ultimo mese... già vola a fatica... Teneteli nelle gabbie... fanno disordine... hanno diritto ad un'ora d'aria... non di più... - Ritrasse la testa dall'atrio - Ah...- disse mentre già si allontanava a grandi passi dal camper - La volpe potrà fumare solo durante il suo numero... odio il fumo.-&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://quantumwords.blogspot.com/2010/02/fuga-dal-circo-3.html"&gt;[Continua...]&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;hr&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;&lt;img alt="Creative Commons License" style="border-width:0" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" href="http://purl.org/dc/dcmitype/Text" property="dc:title" rel="dc:type"&gt;Quantum Words&lt;/span&gt; by &lt;a xmlns:cc="http://creativecommons.org/ns#" href="quantumwords.blogspot.com" property="cc:attributionName" rel="cc:attributionURL"&gt;Ismaele&lt;/a&gt; is licensed under a &lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Based on a work at &lt;a xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" href="quantumwords.blogspot.com" rel="dc:source"&gt;quantumwords.blogspot.com&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Permissions beyond the scope of this license may be available at &lt;a xmlns:cc="http://creativecommons.org/ns#" href="quantumwords.blogspot.com" rel="cc:morePermissions"&gt;quantumwords.blogspot.com&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6318729045031505606-8754347938815004706?l=quantumwords.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quantumwords.blogspot.com/feeds/8754347938815004706/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://quantumwords.blogspot.com/2010/02/fuga-dal-circo-2.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318729045031505606/posts/default/8754347938815004706'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318729045031505606/posts/default/8754347938815004706'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quantumwords.blogspot.com/2010/02/fuga-dal-circo-2.html' title='Fuga dal Circo 2.'/><author><name>Ismaele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00745320610601800794</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6318729045031505606.post-1137101371282119299</id><published>2010-02-01T23:50:00.006+01:00</published><updated>2010-02-12T09:07:14.897+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='racconti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='esopo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='narrativa'/><title type='text'>Esopo. 3.</title><content type='html'>&lt;pre&gt;&lt;a href="http://quantumwords.blogspot.com/2010/01/esopo-2.html"&gt;[Precedente]&lt;/a&gt;                                      &lt;a href="http://quantumwords.blogspot.com/2010/01/esopo-2.html"&gt;[Inizio]&lt;/a&gt;&lt;/pre&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Passarono due anni, Esopo arrivò a stazzare oltre 120 chili mantenendo la sua ora ancor più inverosimile velocità. &lt;br /&gt;Suo fratello Settantasette aveva già scritta la sentenza di morte per la successiva primavera; altre generazioni di porcelli erano nate, quasi nessuno di loro era morto invano ma quasi  tutti in tenera età. Lui resisteva, e nonostante la mole si divertiva ancora a giocare al cane da riporto. Vista la necessità di tenerlo nascosto, viveva lontano dal porcile, dormiva in un giaciglio di paglia approntato in un angolo della vecchia stalla. La sua era una vita molto pulita, per un maiale, ma molto solitaria. Cercammo di &lt;span style="font-style:italic;"&gt;accreditarlo&lt;/span&gt; come animale domestico, ma per quanto ci sforzassimo non riuscimmo mai ad insegnarli a scodinzolare. Avemmo più fortuna con altri esercizi tipici del migliore amico dell'uomo: imparò piuttosto in fretta a portare le ciabatte al babbo scompostamente adagiato nella poltrona della veranda, alla fine di una dura giornata di lavoro. Il suo gesto gentile non veniva però apprezzato ed era un fioccare di bestemmie; in effetti sarebbe stata un'impresa per chiunque infilare i piedi in quelle ciabatte ciancicate e glassate di bava spessa. Comunque anche mio padre gli era ormai affezionato, e capitava sempre più spesso che se lo portasse con lui nelle sue escursioni alla ricerca di funghi, compito nel quale Esopo mostrò presto una vera vocazione, tanto che grazie a lui la nostra fattoria aggiunse anche questo &lt;span style="font-style:italic;"&gt;prodotto&lt;/span&gt; tra i tanti che già vendeva. Per tutti noi divenne &lt;span style="font-style:italic;"&gt;su cassadori 'e murdegu&lt;/span&gt;, per la sua particolare predilezione per il boleto del cisto: il suo grugno implacabile li scovava nel raggio di cento metri, pur non disdegnando porcini vari, chiodini o prataioli, vesce o leccini. &lt;br /&gt;Insomma, tutto girava per il verso giusto nella inesorabile processione di piccoli e grandi pathos che chiamiamo esistenza.&lt;br /&gt;Ma si sa, siamo in grado di apprezzare veramente solo ciò che abbiamo ormai perduto. Fu forse per questo motivo che il &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Grande Croupier&lt;/span&gt; decise che era giunto il tempo che ci rendessimo conto di quanto non potessimo più fare a meno di Esopo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era un pomeriggio di primavera, il giorno in cui Settantasette sarebbe dovuto morire. Per questo avevo portato Esopo con me in pineta, cercando di allontanarmi abbastanza perché non sentisse i lamenti o l'odore del sangue. Esopo mi seguiva tranquillo, non pareva particolarmente agitato, ma nei suoi occhi decisamente &lt;span style="font-style:italic;"&gt;porcini&lt;/span&gt; io leggevo una ferma e serena condanna, sembravano dirmi con tutta chiarezza:&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Non illuderti, so perché mi allontani, so cosa sta succedendo alla fattoria. Ma va bene, apprezzo la tua sensibilità. Però non potrai non convenire con me che l'uomo è proprio un porco.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;- Esopo - gli dissi allora - La vita va così: è la dura legge della Natura nella fattispecie mediata dal mercato e dalle dinamiche di richiesta e offerta. Fino a che ci sarà abbastanza richiesta di carne di maiale, per noi sarà conveniente allevarvi e vendervi. Rientra tutto nell'ineluttabilità della catena di azioni &lt;span style="font-style:italic;"&gt;necessarie&lt;/span&gt; all'autoconservazione, per ciò stesso al di fuori del giudizio morale. &lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;E 'sticazzi&lt;/span&gt; rispose Esopo, evidentemente poco convinto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://quantumwords.blogspot.com/2010/02/esopo-4.html"&gt;[Continua...]&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;hr&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;&lt;img alt="Creative Commons License" style="border-width:0" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" href="http://purl.org/dc/dcmitype/Text" property="dc:title" rel="dc:type"&gt;Quantum Words&lt;/span&gt; by &lt;a xmlns:cc="http://creativecommons.org/ns#" href="quantumwords.blogspot.com" property="cc:attributionName" rel="cc:attributionURL"&gt;Ismaele&lt;/a&gt; is licensed under a &lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Based on a work at &lt;a xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" href="quantumwords.blogspot.com" rel="dc:source"&gt;quantumwords.blogspot.com&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Permissions beyond the scope of this license may be available at &lt;a xmlns:cc="http://creativecommons.org/ns#" href="quantumwords.blogspot.com" rel="cc:morePermissions"&gt;quantumwords.blogspot.com&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6318729045031505606-1137101371282119299?l=quantumwords.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quantumwords.blogspot.com/feeds/1137101371282119299/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://quantumwords.blogspot.com/2010/02/esopo-3.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318729045031505606/posts/default/1137101371282119299'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318729045031505606/posts/default/1137101371282119299'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quantumwords.blogspot.com/2010/02/esopo-3.html' title='Esopo. 3.'/><author><name>Ismaele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00745320610601800794</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6318729045031505606.post-8782823059088901303</id><published>2010-01-31T16:52:00.003+01:00</published><updated>2010-02-11T22:58:00.856+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='racconti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='narrativa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mister B.'/><title type='text'>B. 8.</title><content type='html'>&lt;pre&gt;&lt;a href="http://quantumwords.blogspot.com/2010/01/b-7.html"&gt;[Precedente]&lt;/a&gt;                                     &lt;a href="http://quantumwords.blogspot.com/2010/01/b-1.html"&gt;[Inizio]&lt;/a&gt;&lt;/pre&gt;&lt;br /&gt;Qui nel corridoio non sono al sicuro, comincio a percorrerlo a passo svelto, sbircio dentro le camere cercando di distinguere sagome umane nella penombra. L'arrivo dell'ascensore non è passato inosservato, sento una sedia che si sposta, poi lo strascico ritmato degli zoccoli di gomma, qualcuno vuole capire cosa sta succedendo, da un momento all'altro uscirà dalla stanza degli infermieri e mi vedrà,  sarà molto più difficile convincere gli infermieri di questo reparto che sono ricoverato qui. Mi infilo in una stanza, e aspetto. Sento l'infermiera, o l'infermiere percorrere qualche altro passo, probabilmente ora è davanti alla porta dell'ascensore, non vede nessuno. Aspetto ancora trattenendo istintivamente il fiato. I passi ripartono, sembrano allontanarsi; poco dopo di nuovo la sedia che si sposta, ha certamente pensato la cosa più ovvia - qualche collega che ha sbagliato piano - ed è tornata a sedersi. &lt;br /&gt;Nel rinnovato silenzio sento il debole russare del paziente che dorme nel letto a due passi da me. Emette frequentemente bassi gemiti. &lt;br /&gt;Spero che non sia un individuo troppo robusto, perché gli dovrò rubare i vestiti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uscire dall'ospedale è piuttosto semplice, è bastato percorrere il corridoio con le scarpe non mie in mano e aprire l'uscita di sicurezza in direzione  opposta alla stanza degli infermieri. Esco nell'ampio vano scale, mi allaccio le scarpe sedendomi sugli scalini, qui fuori nonostante l'ora c'è un discreto traffico di persone che salgono e scendono, infermieri, dottori, ma anche neo papà stravolti o quasi papà in trepida attesa e familiari distrutti dal dolore. Scendo i tre piani come uno di loro e poco dopo sono fuori.&lt;br /&gt;Gli abiti mi stanno effettivamente un po' abbondanti, ma poteva andare peggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Passai le poche ore che mi separavano dall'alba camminando intorno alla stazione dei pullman, Quello che avrei dovuto prendere io partiva alle 8. Presto la fame era tornata imperiosa. Resistetti all'istinto di cercare del cibo tra la spazzatura solo perché mi sarei sporcato e per il resto del giorno avrei attirato troppi sguardi su di me. Tirai avanti fino alle 6, quando finalmente aprì il bar della stazione. &lt;br /&gt;Non avevo un centesimo in tasca, per cui non trovai di meglio che offrire pateticamente al barista la &lt;span style="font-style:italic;"&gt;mia&lt;/span&gt; giacca in pegno, spiegandogli che avevo perso il portafogli e dovevo tornare a casa. Il barista non ci credette neppure un secondo, si tenne la giacca, mi offrì la colazione e mi chiese dove ero diretto.&lt;br /&gt;- Della giacca non mi frega niente- mi disse- ma se davvero vuoi tornare a casa eccoti il biglietto- Staccò il biglietto da una delle risme che vendeva - Se poi i soldi ti servivano per bucarti, beh, hai perso pure la giacca. Ma naturalmente tu tornerai a riprenderla, giusto?&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Naturalmente&lt;/span&gt;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A bordo del pullman semideserto mi assopisco per qualche tempo, il viaggio è lungo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://quantumwords.blogspot.com/2010/02/b-9.html"&gt;[Continua...]&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;hr&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;&lt;img alt="Creative Commons License" style="border-width:0" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" href="http://purl.org/dc/dcmitype/Text" property="dc:title" rel="dc:type"&gt;Quantum Words&lt;/span&gt; by &lt;a xmlns:cc="http://creativecommons.org/ns#" href="quantumwords.blogspot.com" property="cc:attributionName" rel="cc:attributionURL"&gt;Ismaele&lt;/a&gt; is licensed under a &lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Based on a work at &lt;a xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" href="quantumwords.blogspot.com" rel="dc:source"&gt;quantumwords.blogspot.com&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Permissions beyond the scope of this license may be available at &lt;a xmlns:cc="http://creativecommons.org/ns#" href="quantumwords.blogspot.com" rel="cc:morePermissions"&gt;quantumwords.blogspot.com&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6318729045031505606-8782823059088901303?l=quantumwords.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quantumwords.blogspot.com/feeds/8782823059088901303/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://quantumwords.blogspot.com/2010/01/b-8.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318729045031505606/posts/default/8782823059088901303'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318729045031505606/posts/default/8782823059088901303'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quantumwords.blogspot.com/2010/01/b-8.html' title='B. 8.'/><author><name>Ismaele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00745320610601800794</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6318729045031505606.post-276871019991613308</id><published>2010-01-30T19:06:00.001+01:00</published><updated>2010-02-10T20:43:25.727+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='racconti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='quantum words'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='narrativa'/><title type='text'>Quantum Words</title><content type='html'>- Venga professor Buonarroti, le spiego brevemente come funziona.&lt;br /&gt;Dentro un piccolo e polveroso laboratorio del Dipartimento di Scienze Fisiche di Monte Sterrato, il giovane professore osservava perplesso il professor Antonioni .&lt;br /&gt;Sapeva che da quel vecchio pazzo era lecito aspettarsi qualunque cosa, e se aveva accettato di ascoltare le sue noiose farneticazioni era solo perché era un tipo molto prudente: i suoi studi statistici gli insegnavano che c'era una remota possibilità che stesse lavorando a qualcosa di importante, in quel caso avrebbe trovato il modo di sottrargli il merito della scoperta. &lt;br /&gt;- Allora il cuore del sistema è questo, vede... sì, è il mio vecchio forno a microonde, ma l'ho modificato: adesso funziona da scanner nanometrico tridimensionale a risonanza elettronica superconduttiva.&lt;br /&gt;Il volto del dottor Buonarroti virò dal consueto burro rancido a bianco/verdolino gorgonzola: anche lui aveva lavorato per anni a uno scanner simile senza alcun successo. Ascoltò con maggiore interesse.&lt;br /&gt;- Ora, prima di proseguire le illustro la domanda che sta alla base di questa mia ricerca. Oh, beh, in realtà è una vecchia questione, a cui nessuno ha ancora dato realmente risposta.&lt;br /&gt;Il dottor Buonarroti pendeva dalle sue labbra. &lt;br /&gt;- E' un quesito che ho sempre trovato affascinante, che per anni ho provato ad affrontare con i concetti e i formalismi della Meccanica Quantistica...&lt;br /&gt;- Ebbene...- chiese con voce un pò incerta Buonarroti. &lt;br /&gt;- Ecco sì, ci stavo arrivando: è il famoso dilemma delle 100 scimmie- si interruppe ammiccando, ma la faccia ebete del collega lo convinse che era necessario spiegarsi meglio. &lt;br /&gt;- Ossia, ecco... Il dilemma fu formulato più o meno così: &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Se chiudiamo in una stanza cento scimmie con cento macchine da scrivere saranno mai in grado di scrivere un capolavoro della letteratura?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Buonarroti boccheggiò, disorientato. &lt;br /&gt;- Ma... non capisco come questo possa...-&lt;br /&gt;- Ci arrivo... ecco... Vede, lei sa bene che cento scimmie sono un po' pochine per sperare di ottenere con loro qualche risultato in un tempo ragionevole. D'altra parte, le scimmie costano e le si deve mantenere e... oh, ma sto divagando...&lt;br /&gt;- Il punto, professore! - Disse Buonarroti con impazienza.&lt;br /&gt;- Sì, certo... E' un problema di &lt;span style="font-style:italic;"&gt;numeri&lt;/span&gt; e di tempo, o se preferisce di velocità. &lt;br /&gt;Se ammettiamo che il concetto di fondo della domanda sia se è possibile scrivere un'opera letteraria per pura &lt;span style="font-style:italic;"&gt;casualità&lt;/span&gt; ecco che possiamo sostituire le scimmie con una qualunque serie di eventi del tutto casuali o se preferisce imprevedibili... E se questi eventi fossero non poche centinaia, ma in numero di miliardi, o di miliardi di miliardi e si susseguissero a velocità frenetica, ecco che, associando a ciascuno di essi una lettera o un segno di punteggiatura avremmo miliardi di scimmie che scrivono su miliardi di tastiere più veloci di quanto qualunque ottima segretaria sarà mai in grado di fare. &lt;br /&gt;Buonarroti ebbe una fuggevole immagine della signorina Michela D'Angelo, la sua &lt;span style="font-style:italic;"&gt;collaboratrice&lt;/span&gt; particolare, molto brava alla tastiera ma del tutto refrattaria ai suoi viscidi approcci. &lt;br /&gt;- Ed ecco che giungiamo al punto - disse il professor Antonioni aprendo la centrifuga e prelevando diversi contenitori cilindrici con sopra il simbolo di rischio radioattivo. Buonarroti indietreggiò di due passi.&lt;br /&gt;- Oh, non si allarmi... ecco... ho usato il trizio, è &lt;span style="font-style:italic;"&gt;quasi innocuo&lt;/span&gt;... se non lo ingerisce, almeno...- disse mentre apriva i contenitori e ne versava il contenuto in un recipiente più grande. Il laboratorio venne invaso da un pesante fetore, tanto che Buonarroti dovette coprirsi il naso con un kleenex. &lt;br /&gt;- Le presento le nostre scimmie! - fece Antonioni sollevando a due mani il contenitore, pieno fin quasi all'orlo di una sostanza scura e terribilmente maleodorante.&lt;br /&gt;- In questo contenitore è presente una colonia batterica ben &lt;span style="font-style:italic;"&gt;pasciuta&lt;/span&gt; e sterminata, il trizio che ho mischiato al loro &lt;span style="font-style:italic;"&gt;nutrimento&lt;/span&gt; mi permetterà di individuare la posizione esatta al millesimo di millimetro di &lt;span style="font-style:italic;"&gt;ciascun&lt;/span&gt; batterio ad intervalli di un milionesimo di secondo... Questo ovviamente non appena avrò messo il recipiente nello scanner. Vede... Lei sa che i batteri nel liquido saranno sostanzialmente soggetti al moto &lt;span style="font-style:italic;"&gt;browniano&lt;/span&gt;, ossia si muoveranno nel modo più casuale ed imprevedibile...  Non c'è bisogno che le ricordi che l'osservazione del moto browniano è una delle basi fondanti della filosofia stessa della Meccanica Quantistica e questa teoria è sostanzialmente basata sulla nostra constatazione che &lt;span style="font-style:italic;"&gt;non possiamo effettuare misure senza errori&lt;/span&gt;. - Sorrise - La Fisica accetta la casualità!-&lt;br /&gt;- Non c'è bisogno professore! Ma cosa c'è là dentro? - chiese Buonarroti indietreggiando ancora e mostrando tutto il suo disgusto. &lt;br /&gt;- Sì, certo, ecco... Lo scanner invierà i dati al nostro elaboratore Julet Pacar, quello nuovo, il cluster a 12000 processori. Qui ciascuna posizione verrà convertita in un carattere, uno spazio o un simbolo di punteggiatura... è una cosa abbastanza semplice... a un certo insieme di numeri corrisponde un certo carattere o...-&lt;br /&gt;- Professore, per cortesia! Queste sue ovvie puntualizzazioni sono del tutto inutili. Giunga velocemente al punto! - disse alzando la voce Buonarroti. Cominciava seriamente ad alterarsi: la puzza lo stava facendo sentir male. &lt;br /&gt;- Come? Ah, ecco... Insomma, quella è la parte facile... una volta che i dati vengono convertiti in caratteri e simboli, ecco... qui viene il difficile, ed è qui che ci serve &lt;span style="font-style:italic;"&gt;potenza di calcolo&lt;/span&gt;: il Julet Pacar compie un'analisi &lt;span style="font-style:italic;"&gt;semantica&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-style:italic;"&gt;sintattica&lt;/span&gt; del &lt;span style="font-style:italic;"&gt;testo&lt;/span&gt;, scartando tutte le successioni di caratteri che non corrispondono a nessuna parola esistente nella lingua italiana... Eh, vedo il suo scetticismo, ma mi sono dovuto limitare ad una sola lingua... eh, certo, così rischiamo di scartare intere opere, che so, in olandese, o swahili, o magari greco antico...- Buonarroti scuoteva vigorosamente la testa guardando Antonioni con evidente disprezzo. &lt;br /&gt;- Ecco... In realtà il software di analisi fa molto di più, non cerca parole isolate, ma frasi intere di senso compiuto... in questo mi ha aiutato molto la Facoltà di Lettere... eh, eh.- &lt;br /&gt;- Idiota... assurdo!- borbottava a mezza voce Buonarroti.&lt;br /&gt;- Comunque, ora non ci resta che provarlo- disse Antonioni voltandosi di spalle mentre metteva il contenitore dentro lo scanner e lo avviava. Rimanendo di spalle al collega indicò con un cenno un piccolo monitor su un tavolo. &lt;br /&gt;- Lì visualizzeremo in tempo reale i risultati... - Si voltò a tre quarti verso Buonarroti- Oh... ma lei mi chiedeva cosa fosse questo composto... eh, eh... Eeh, devo confessare che qui ho voluto aggiungere un pizzico di &lt;span style="font-style:italic;"&gt;poesia&lt;/span&gt;... Ho pensato che sarebbe stato bello, altamente simbolico, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;creare letteratura dai rifiuti&lt;/span&gt;... e qual è il rifiuto per eccellenza, quello che ci accompagna dalla notte dei tempi, non solo l'umanità, ma la vita stessa? - domandò con tono enfatico.&lt;br /&gt;- Non mi vorrà dire che là dentro ha messo... ha messo &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;escrementi&lt;/span&gt;???&lt;br /&gt;Antonioni annuì sorridendo.&lt;br /&gt;- Ecco.,, Beh, aggiunti ad acqua deionizzata ed una buona dose di &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Escherichia Coli&lt;/span&gt; farciti di trizio... ecco... E' un ottimo &lt;span style="font-style:italic;"&gt;brodo di coltura&lt;/span&gt; per batteri, sa? E per una certa mia indole vanitosa ho utilizzato, ecco, diciamo... il mio prodotto!&lt;br /&gt;- Assurdo! PAZZESCO!- Buonarroti gettò per terra il kleenex appallottolato e si voltò procedendo a grandi passi verso la porta, mentre continuava ad insultare il collega. &lt;br /&gt;- Un pazzo! Un autentico pazzo! Lei è pericoloso, lei andrebbe internato! - Aprì la porta uscì, parve ripensarci, fece capolino con la testa. Antonioni lo fissava attonito.&lt;br /&gt;- Segnalerò le sue attività folli e pericolose al consiglio di facoltà! Segnalerò come impegna e spreca le risorse dell'Università!!&lt;br /&gt;La denunceranno, la processeranno! Sarà condannato, espulso! Non si illuda di riuscire ad ottenere che lo Stato le paghi la pensione!!- Se ne andò sbattendo con forza la porta.&lt;br /&gt;Il professor Antonioni rimase immobile a contemplare la porta chiusa per un buon minuto, quasi si aspettasse che Buonarroti tornasse a chiedergli scusa. Poi scosse debolmente la testa.&lt;br /&gt;- O beh, sapevo che era un imbecille.-&lt;br /&gt;Si sedette alla sua scrivania, riordinando distrattamente carte e documenti. Un trillo acuto provenne dal monitor.&lt;br /&gt;- Oh, oh... ecco... Così presto? - Il segnale indicava che il Julet Pacar aveva individuato una successione di periodi di senso compiuto. Infatti sul monitor scorreva velocemente del testo. Il professor Antonioni inforcò con mano tremante i suoi occhiali da presbite, scrollò il testo fino alla riga iniziale e comincio a leggere col cuore in gola. Il presunto &lt;span style="font-style:italic;"&gt;capolavoro della letteratura&lt;/span&gt; iniziava in modo strano, con parole che gli suonavano terribilmente familiari:&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Venga professor Buonarroti, le spiego brevemente come funziona...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Fine&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;hr&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;&lt;img alt="Creative Commons License" style="border-width:0" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" href="http://purl.org/dc/dcmitype/Text" property="dc:title" rel="dc:type"&gt;Quantum Words&lt;/span&gt; by &lt;a xmlns:cc="http://creativecommons.org/ns#" href="quantumwords.blogspot.com" property="cc:attributionName" rel="cc:attributionURL"&gt;Ismaele&lt;/a&gt; is licensed under a &lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Based on a work at &lt;a xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" href="quantumwords.blogspot.com" rel="dc:source"&gt;quantumwords.blogspot.com&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Permissions beyond the scope of this license may be available at &lt;a xmlns:cc="http://creativecommons.org/ns#" href="quantumwords.blogspot.com" rel="cc:morePermissions"&gt;quantumwords.blogspot.com&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6318729045031505606-276871019991613308?l=quantumwords.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quantumwords.blogspot.com/feeds/276871019991613308/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://quantumwords.blogspot.com/2010/01/quantum-words.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318729045031505606/posts/default/276871019991613308'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318729045031505606/posts/default/276871019991613308'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quantumwords.blogspot.com/2010/01/quantum-words.html' title='Quantum Words'/><author><name>Ismaele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00745320610601800794</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6318729045031505606.post-3353395248768432721</id><published>2010-01-29T23:33:00.004+01:00</published><updated>2010-02-12T12:49:07.216+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='racconti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='esopo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='narrativa'/><title type='text'>Esopo. 2.</title><content type='html'>&lt;pre&gt;&lt;a href="http://quantumwords.blogspot.com/2010/01/esopo-1.html"&gt;[Precedente]&lt;/a&gt;                                      &lt;a href="http://quantumwords.blogspot.com/2010/01/esopo-1.html"&gt;[Inizio]&lt;/a&gt;&lt;/pre&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Imparò prima degli altri a zampettare, e lo faceva ad una velocità notevole, visto da lontano sembrava un enorme, frenetico insetto, un Gregor Samsa in salsa agropastorale. Fu Serena la prima a giocarci, probabilmente - almeno all'inizio - per sadismo infantile: faceva incetta di mele guaste al frutteto e gliele tirava una dietro l’altra. Non riuscì mai a colpirlo: quando non le prendeva al volo con uno scatto del grugno le scansava con una rapidità impressionante, continuando a mangiare rumorosamente quelle che aveva intercettato. &lt;br /&gt;- Signorina Samsa - le urlavo per gioco - Non lo faccia, è pur sempre suo fratello!- E giù a ridere come pazzi anche se lei non capiva il dotto riferimento letterario.&lt;br /&gt;Insomma, la condizione unica di Esopo era ben lontana dal potersi considerare un problema. &lt;br /&gt;Al contrario, la sua velocità gli permetteva di essere sempre il primo, si trattasse di mangiare, o, più avanti, di ottenere i favori (e qualcos’altro) della scrofa del vicino con un raid fulmineo. &lt;br /&gt;Ancor di più, quelle due zampe di troppo erano un salvacondotto perpetuo, la grazia &lt;span style="font-style:italic;"&gt;a divinis&lt;/span&gt; dalla condizione di braciola in potenza: al babbo fu infatti subito chiaro che non avrebbe potuto vendere a nessuno le sue abbondanti cicce, né alcun veterinario avrebbe apposto il fatidico timbro su controfiletti di suino esapodo. Il rischio era piuttosto che qualcuno lo scoprisse, in quel caso chi avrebbe più voluto acquistare da noi anche un solo ciuffo di lattuga? A nulla sarebbero valsi i risultati delle analisi di acqua e terreno che il babbo aveva fatto fare subito dopo la nascita di Esopo, molto allarmato.&lt;br /&gt;-Tutti i dottorini di città hanno assaggiato la nostra terra e bevuto la nostra acqua- mi diceva. - Hanno cercato tutti i veleni, anche quelli più strani che hanno inventato loro. Non hanno trovato nulla. Il Poligono e quello che ci fanno dentro fa schifo, ma Esopo è solo un animale sfortunato. &lt;br /&gt;Per quanto la soluzione più logica fosse quella di porre fine precocemente alla sua esistenza, il babbo non lo fece, e la cosa è ancor più notevole se pensate alla fine di Roccia, Ciccia e Boccia, quattro chili l’uno di teneri porcellini. Più che per buon cuore, a mio padre non piaceva sprecare, e uccidere Esopo sarebbe stato un inutile spreco. Che vivesse, magari un giorno sarebbe potuto tornare utile. &lt;br /&gt;Esopo viveva dunque, e cresceva nascosto agli occhi del paese. Lo tenevamo sempre nel cortile interno della casa, nascondendolo nella vecchia stalla quando avevamo visite. In breve tempo divenne l’idolo di noi bambini, soppiantando del tutto il vecchio meticcio Tobia, scorbutico e scassapalle come pochi. Giocavamo a lanciargli di tutto: bastoni, carote, angurie: afferrava tutto al volo e ci riportava ciò che non riusciva a ingurgitare. Lo cavalcavamo fingendo che fosse un pullman snodato, lo truccavamo da bruco decorandolo con la tempera verde per poi avvolgerlo completamente nella carta di giornale. Lui aspettava pazientemente che finissimo, poi si liberava grugnendo. &lt;br /&gt;La farfalla esce dal bozzolo!- gridavamo attaccandogli con le mollette due alucce di cartapesta sulla schiena. &lt;br /&gt;Esopo pareva divertirsi quanto noi, partecipava e col suo entusiasmo offriva spunti di gioco sempre nuovi. Tuttavia, non appena avvertiva una situazione poco piacevole, si eclissava immediatamente. Aveva un istinto infallibile, sembrava quasi leggerci nel pensiero, tanto che alla fine divenne un gioco anche questo, giocavamo ad indovinare chi aveva fatto scappare Esopo &lt;span style="font-style:italic;"&gt;pensando&lt;/span&gt; di fargli qualcosa di male.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://quantumwords.blogspot.com/2010/02/esopo-3.html"&gt;[Continua...]&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;hr&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;&lt;img alt="Creative Commons License" style="border-width:0" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" href="http://purl.org/dc/dcmitype/Text" property="dc:title" rel="dc:type"&gt;Quantum Words&lt;/span&gt; by &lt;a xmlns:cc="http://creativecommons.org/ns#" href="quantumwords.blogspot.com" property="cc:attributionName" rel="cc:attributionURL"&gt;Ismaele&lt;/a&gt; is licensed under a &lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Based on a work at &lt;a xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" href="quantumwords.blogspot.com" rel="dc:source"&gt;quantumwords.blogspot.com&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Permissions beyond the scope of this license may be available at &lt;a xmlns:cc="http://creativecommons.org/ns#" href="quantumwords.blogspot.com" rel="cc:morePermissions"&gt;quantumwords.blogspot.com&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6318729045031505606-3353395248768432721?l=quantumwords.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quantumwords.blogspot.com/feeds/3353395248768432721/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://quantumwords.blogspot.com/2010/01/esopo-2.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318729045031505606/posts/default/3353395248768432721'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318729045031505606/posts/default/3353395248768432721'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quantumwords.blogspot.com/2010/01/esopo-2.html' title='Esopo. 2.'/><author><name>Ismaele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00745320610601800794</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6318729045031505606.post-3399799725500183497</id><published>2010-01-28T23:54:00.009+01:00</published><updated>2010-03-24T10:32:03.051+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='racconti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fuga dal Circo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='narrativa'/><title type='text'>Fuga dal Circo. 1.</title><content type='html'>Personaggi e interpreti:&lt;br /&gt;RENE' SUMERO: Proprietario del circo Tito Scali&lt;br /&gt;SNIPPOLO &amp; OGYVOLO: Perfidi nani giocolieri.&lt;br /&gt;DONKY &amp; KHORR: Gorilla scagnozzi di Snippolo e Ogyvolo.&lt;br /&gt;TELLINA detta PATEDEFUA’: foca leopardo e gourmet raffinata.&lt;br /&gt;ZIRIBIGLIO: Vecchio bradipo bolscevico.&lt;br /&gt;KUADDIN': Moscone erudito.&lt;br /&gt;GNEGNELE': Pettegola che si atteggia a fenicottero.&lt;br /&gt;MOMOTTI: Gatto persiano con due teste: una buddista una punkabbestia.&lt;br /&gt;GIAC IL FOLLE: Volpe erbivora e allucinata.&lt;br /&gt;MIX CINQUEZAMPE: L'asino zebrato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ notte fonda, l’ultimo spettacolo di oggi del premiato circo Tito Scali è terminato un’ora fa. Snippolo e Ogyvolo sono dentro il decrepito camper che condividono, ancora impegnati a scalpellarsi via dalla faccia il pesante trucco da clown grazie al quale metà degli spettatori con meno di 6 anni avrà stanotte terribili incubi. Vivono in intimità da anni, ma in realtà si odiano, o poco meno. Ogyvolo disprezza Snippolo: cerca di dissimulare i suoi sentimenti rivolgendogli i peggiori insulti, atteggiamento che invece gli viene spontaneo con chi stima tantissimo. Ma Snippolo lo conosce bene e ha capito che quando l'altro parla non deve ascoltare ciò che dice, ma guardare &lt;span style="font-style:italic;"&gt;come&lt;/span&gt; lo dice: il linguaggio del corpo del piccoletto non mente mai; sa anche il motivo di tanto astio: fino a non molto tempo fa erano alti pressoché uguali, 1 metro e 9 centimetri, Ogyvolo si vantava di svettare per almeno mezzo centimetro, anche se la cosa non era mai stata ufficialmente sancita da una misurazione obiettiva. Ma mentre intrattenevano discorsi su quanto si sentissero ormai sereni nell’accettazione del loro corto destino, Snippolo aveva già preso la decisione: su Favella 2000 aveva letto che in Uzbekistan c’era un tizio che ti strappava via tutte le ossa delle gambe sostituendole con protesi in lega di titanio. Così aveva investito i risparmi di una vita ed era partito. Dopo 16 mesi di dolore era tornato alto un metro e 65, orgoglioso delle sue gambette fini fini, che quando le incrociava pareva una partita di shangai vivente. Ogyvolo si era complimentato, ma non era più stato lo stesso.&lt;br /&gt;Dal canto suo Snippolo considerava Ogyvolo un patetico perdente, ed era convinto di poterlo manovrare a piacimento. &lt;br /&gt;Si udì un trambusto e dei grugniti all’esterno del camper, poco dopo bussarono pesantemente alla porta. &lt;br /&gt;- Entrate, siete i benvenuti!- disse Ogyvolo che aveva già capito chi stava bussando, e considerandoli gli esseri più inutili e fastidiosi che avesse mai incontrato gli si rivolgeva con i più melensi salamelecchi. &lt;br /&gt;Tra spintoni reciproci e versi belluini entrarono dentro Donky e Khorr, i due gorilla del circo.&lt;br /&gt;- Avavavà! Bucio!!! Bucio!!- gridò Khorr eccitato. Khorr si esprimeva con il dialetto del suo luogo natale, l'Arcipelago delle Masesi; l’unico che sosteneva di capirlo era Donky, gorilla a suo modo evoluto e con un certo qual contegno nel comportarsi in società. &lt;br /&gt;- Khorr dire arriva Kapo...- tradusse Donky battendosi i pugni sul petto.&lt;br /&gt;I nani schizzarono in piedi come folgorati rimbalzando frenetici tra le pareti del camper, nel tentativo di mettere un pò d’ordine nel caos che dominava al suo interno. Stiparono il possibile dentro mobili e cassetti, qualcosa sotto i materassi e ciò che avanzava lo lanciarono fuori dal finestrino, confidando che il buio della notte sarebbe stato loro complice di quel bieco espediente. &lt;br /&gt;Arrivava il capo, e il Capo pretendeva ordine.&lt;br /&gt;- Via voi due, via!! - gridò Snippolo ai gorilla, i quali si precipitarono fuori svanendo nel buio. Nel giro di 30 secondi il camper era quasi decente e i nani erano riusciti a camiciarsi e cravattarsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Passarono pochi secondi, poi col suo solito cipiglio severo - accentuato da un marcato astigmatismo che ne ingigantiva lo sguardo dietro le spesse lenti - fece capolino sulla porta René Sumero. Aveva il suo solito frac di fustagno, oggi impreziosito da un alto cilindro d’orbace che portava la sua statura complessiva a circa due metri e cinquanta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://quantumwords.blogspot.com/2010/02/fuga-dal-circo-2.html"&gt;[Continua...]&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;hr&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;&lt;img alt="Creative Commons License" style="border-width:0" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" href="http://purl.org/dc/dcmitype/Text" property="dc:title" rel="dc:type"&gt;Quantum Words&lt;/span&gt; by &lt;a xmlns:cc="http://creativecommons.org/ns#" href="quantumwords.blogspot.com" property="cc:attributionName" rel="cc:attributionURL"&gt;Ismaele&lt;/a&gt; is licensed under a &lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Based on a work at &lt;a xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" href="quantumwords.blogspot.com" rel="dc:source"&gt;quantumwords.blogspot.com&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Permissions beyond the scope of this license may be available at &lt;a xmlns:cc="http://creativecommons.org/ns#" href="quantumwords.blogspot.com" rel="cc:morePermissions"&gt;quantumwords.blogspot.com&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6318729045031505606-3399799725500183497?l=quantumwords.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quantumwords.blogspot.com/feeds/3399799725500183497/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://quantumwords.blogspot.com/2010/01/fuga-dal-circo-1.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318729045031505606/posts/default/3399799725500183497'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318729045031505606/posts/default/3399799725500183497'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quantumwords.blogspot.com/2010/01/fuga-dal-circo-1.html' title='Fuga dal Circo. 1.'/><author><name>Ismaele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00745320610601800794</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6318729045031505606.post-7393436094995687983</id><published>2010-01-27T23:18:00.002+01:00</published><updated>2010-02-11T22:56:53.437+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='racconti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='narrativa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mister B.'/><title type='text'>B. 7.</title><content type='html'>&lt;pre&gt;&lt;a href="http://quantumwords.blogspot.com/2010/01/b-6.html"&gt;[Precedente]&lt;/a&gt;                                     &lt;a href="http://quantumwords.blogspot.com/2010/01/b-1.html"&gt;[Inizio]&lt;/a&gt;&lt;/pre&gt;&lt;br /&gt;Il poliziotto si siede sulla panchina, tenendosi sul margine opposto al mio. Rimaniamo lì per qualche minuto, conversando &lt;span style="font-style:italic;"&gt;amabilmente&lt;/span&gt; degli argomenti tipici, il tempo, in relazione ad esso i passatempi e gli hobby, giungendo rapidamente ad aneddoti di vita vissuta. Scopro così che è una nottata tersa e tiepida, i turni notturni sono noiosi ma hai tutto il tempo che vuoi per leggere Shakespeare in lingua originale o almeno per imparare l’inglese, ogni tanto devi intervenire per mantenere l’ordine, come quella volta in cui...&lt;br /&gt;Dal canto mio annuisco e contribuisco poco alla conversazione, ogni tanto il discorso piega sull’ospedale e sulla mia presenza lì, per cui descrivo nel modo più vago possibile la mia presunta malattia, lasciando intendere a smorfie quanto sia difficile sopportarla.&lt;br /&gt;Il malessere di poco fa è del tutto svanito, lasciando spazio ad una vertigine prolungata. La temperatura mi sta salendo rapidamente: la barretta mi ha permesso di superare il momento critico e attivare finalmente il metabolismo lipidico che ora mi incendia dall’interno divorando grassi. Sento il cuore che mi batte forte nelle tempie, ma è una sensazione positiva, ogni battito è un’iniezione di energia, un fluire di linfa che mi sta trasformando da uno stato larvale in un essere &lt;span style="font-style:italic;"&gt;nuovo&lt;/span&gt;. Dev’essere questa la sensazione che hanno le farfalle appena uscite dalla crisalide. &lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;(O le api.)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Anche loro si sentono vulnerabili e esposte fino a che hanno le ali ancora rattrappite e bagnate. &lt;br /&gt;I miei predatori sono diversi e meno pericolosi.&lt;br /&gt;Tuttavia la tensione nei tratti del viso del mio interlocutore tradisce impazienza. &lt;br /&gt;Realizzo che non mi lascerà solo, qui fuori, è sulle spine perché vorrebbe andarsene ma prima mi vuole vedere rientrare in reparto, se per eccesso di premura o un residuo sospetto ancora non so dirlo. &lt;br /&gt;Si apre l’uscita di sicurezza del reparto, esce un’infermiera bruna, minuta, volge lo sguardo verso di noi per un istante prima di voltarsi e accendersi una sigaretta. E’ un’occasione che non si ripeterà, mi congedo rapidamente dal poliziotto e faccio a passo svelto la decina di metri che mi separa dall’infermiera, la chiamo con un tono di voce sufficientemente alto perché anche il poliziotto mi senta. &lt;br /&gt;- Infermiera... meno male che è lei...&lt;br /&gt;L’infermiera si volta quando sono a due passi da lei, è ovviamente sorpresa.&lt;br /&gt;- Infermiera Scianò, mi scusi... sono terribilmente imbarazzato... - Adesso parlo a voce più bassa, ma accompagno ogni parola con ampi gesti, il poliziotto ci sta ancora guardando. &lt;br /&gt;- Sono uscito dal mio reparto qualche ora fa, ho incontrato il mio collega- indico il poliziotto  mentre lo guardo sorridendo- e il tempo è passato. Posso chiederle se mi fa entrare?&lt;br /&gt;L’infermiera è interdetta, ha abbassato la sigaretta e mi guarda con aria interrogativa.&lt;br /&gt;- Mi riconosce?&lt;br /&gt;- Veramente...&lt;br /&gt;- Sono Cecchini... il poliziotto... il collega di Bruno- Indico di nuovo il poliziotto.- Si ricorda?&lt;br /&gt;Nello sforzo di ricordare ciò che non ha mai vissuto rimane a boccheggiare, le mani incrociate sul petto in una chiara posa difensiva, la sigaretta le affumica il mento.&lt;br /&gt;- Sono passati alcuni mesi... la mia malattia... In effetti sono cambiato parecchio...&lt;br /&gt;Provo l’azzardo: &lt;br /&gt;- La sua bambina come sta?&lt;br /&gt;E’ in confusione, risponde scuotendo debolmente la testa, come ad allontanare un fastidioso ronzio: &lt;br /&gt;-Bene, bene... grazie... mi scusi sa, se non l’ho riconosciuta subito.&lt;br /&gt;Ora è lei che cerca di convincermi. Alla debole luce al sodio dei lampioni non era facile leggere il cognome nella targhetta che porta al petto, per la bambina ho semplicemente tirato ad indovinare, se avessi sbagliato cambiava poco, la mia buona fede era chiara come il sole, non si sarebbe comunque rifiutata di farmi un favore. &lt;br /&gt;Nel frattempo il poliziotto se n’è andato, una cosa in meno di cui preoccuparsi. &lt;br /&gt;Termina la sua sigaretta interrogandomi sul motivo della degenza, le illustro la mia malattia immaginaria, i primi sintomi, il calvario della diagnosi. Siamo quasi diventati amici quando mi fa finalmente entrare in reparto con lei. Oncologia è al terzo piano, mi accompagna con l’ascensore di servizio. Le porte si aprono su un corridoio quasi buio, totalmente silenzioso. Mi ripugna essermi spacciato per un malato terminale, lo vedo come una mancanza dell’assoluto rispetto dovuto a chi soffre veramente, ma il mio aspetto fisico mi rende particolarmente adatto ad interpretare questa parte: non supero i cinquanta chili di peso e non ho barba né sopracciglia, il cranio è ricoperto da una rada peluria da neonato. &lt;br /&gt;L’infermiera non esce dall’ascensore, ci salutiamo con un cenno, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;nessuno di noi due&lt;/span&gt; vuole disturbare qualcuno nel cuore della notte. &lt;br /&gt;La luce proveniente dall’ascensore si assottiglia, diviene una lama e si spegne mentre le porte si richiudono lasciandomi nuovamente solo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://quantumwords.blogspot.com/2010/01/b-8.html"&gt;[Continua...]&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;hr&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;&lt;img alt="Creative Commons License" style="border-width:0" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" href="http://purl.org/dc/dcmitype/Text" property="dc:title" rel="dc:type"&gt;Quantum Words&lt;/span&gt; by &lt;a xmlns:cc="http://creativecommons.org/ns#" href="quantumwords.blogspot.com" property="cc:attributionName" rel="cc:attributionURL"&gt;Ismaele&lt;/a&gt; is licensed under a &lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Based on a work at &lt;a xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" href="quantumwords.blogspot.com" rel="dc:source"&gt;quantumwords.blogspot.com&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Permissions beyond the scope of this license may be available at &lt;a xmlns:cc="http://creativecommons.org/ns#" href="quantumwords.blogspot.com" rel="cc:morePermissions"&gt;quantumwords.blogspot.com&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6318729045031505606-7393436094995687983?l=quantumwords.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quantumwords.blogspot.com/feeds/7393436094995687983/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://quantumwords.blogspot.com/2010/01/b-7.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318729045031505606/posts/default/7393436094995687983'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318729045031505606/posts/default/7393436094995687983'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quantumwords.blogspot.com/2010/01/b-7.html' title='B. 7.'/><author><name>Ismaele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00745320610601800794</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6318729045031505606.post-5647094861928182072</id><published>2010-01-26T23:15:00.005+01:00</published><updated>2010-03-03T14:47:48.387+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='racconti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='esopo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='narrativa'/><title type='text'>Esopo. 1.</title><content type='html'>Ammetto che era la cosa più strana che avessimo visto fino a quel momento.&lt;br /&gt;Anni fa c'era stata quella storia dei cerchi nel grano, anche se  tutti in paese eravamo convinti che il responsabile fosse Ettore detto il Pintoretto, perché la figura risultò essere una maligna caricatura del sindaco Ludu; era notorio che tra i due non corresse buon sangue da quando Ludu negò al Pintoretto un'installazione artistica sul piazzale del municipio. Ma l'avanguardia artistica è spesso poco compresa e in questo caso un sacco di juta pieno di letame con su scritto &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Cacca di Vacca&lt;/span&gt; era forse troppo avanti per un borgo contadino come il nostro.&lt;br /&gt;C'era l'asino zebrato, ingaggiato come mascotte dal locale club calcistico.&lt;br /&gt;Poi in famiglia circolava la leggenda mai confermata dei 5 capezzoli di zio Nanni, di cui uno posizionato centralmente.&lt;br /&gt;Ma un maiale con 6 zampe, quello no, non si era ancora visto.&lt;br /&gt;I sette porcellini nati quella notte si spartivano il pasto alla mensa apparecchiata dalla grassa scrofa che riposava su un fianco, placida e silenziosa.&lt;br /&gt;Al centro stava lui, del tutto simile ai fratelli, tutti ricoperti da un vello a macchie scure, molto simile a quello dei piccoli di cinghiale, la qual cosa ci fece dubitare della fedeltà della scrofa al suo compagno ufficiale, il rubicondo verro Veron, porco di nome ma evidentemente non abbastanza di fatto.&lt;br /&gt;Del tutto simile ad eccezione di una macchia gialla oblunga tra gli occhi e di quel piccolo particolare: 6 zampe in configurazione 2 davanti e 4 dietro.&lt;br /&gt;Tutti noi fratelli volemmo esprimere la nostra opinione.&lt;br /&gt;- Morirà subito- disse Pina la pessimista.&lt;br /&gt;- Ci faremo 4 prosciutti!- disse Orazio, l'ottimista.&lt;br /&gt;- Potrebbe fare la pubblicità - disse Gian Piero il più grande, grafico pubblicitario.&lt;br /&gt;- Un porco a 6 zampe potrebbe fare uno spot per la benzina agricola! - ridacchiò Serena, la spiritosa.&lt;br /&gt;- E' solo un altro prodotto del veleno del poligono di tiro - commentò Riccardo il razionale, riferendosi alle gioiose esercitazioni militari che avvenivano a due passi dal nostro podere.&lt;br /&gt;- Lo potremmo chiamare Esapodo...- proposi io, l'intellettuale.&lt;br /&gt;Intervenne il nonno, urlando dalla cucina:&lt;br /&gt;- Esopo va benissimo, mi ricorda quel porco carogna del sergente maggiore, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;su bugginu si ddu pappidi&lt;/span&gt;.-&lt;br /&gt;Il nonno ha novant'anni e da venti a questa parte ha  il terrore di diventare sordo, per cui si tiene in allenamento cercando di intercettare il più piccolo sussurro. A trenta metri di distanza con due porte chiuse non è infallibile.&lt;br /&gt;Seguì breve consesso tra fratelli, si dichiararono tutti d'accordo su Esopo, le uniche voci fuori dal coro fummo io che ottusamente cercavo di sostenere la mia proposta originale e ancora il nonno che raccontava urlando l'origine dei suoi dissapori con Esopo Montini, sergente continentale e razzista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Battezzammo anche i fratelli di Esopo, ma, non so se fu perchè sbagliammo il nome o per &lt;span style="font-style:italic;"&gt;karma&lt;/span&gt; inesorabile, non furono particolarmente fortunati. Boccia, Roccia e Ciccia, i tre più grassottelli, furono i protagonisti principali di altrettanti banchetti, contornati di mirto o patate a seconda dei gusti, i fortunati a cui li vendemmo ne celebrarono le virtù osannandone la bontà per giorni. Lollone morì di crisi respiratoria, càpita quando hai una scrofa di 170 chili sopra. &lt;br /&gt;Sgrillito era cresciuto stortignaccolo e magrissimo, un giorno sparì e non sapemmo mai che fine fece. Della cucciolata rimasero quindi Settantasette, detto così perchè aveva due cosciotti perfetti che ogni volta che il babbo li guardava diceva che gli veniva l’acquolina in bocca e il nostro Esopo, che nonostante quella che sembrava essere una menomazione, cresceva sano e robusto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://quantumwords.blogspot.com/2010/01/esopo-2.html"&gt;[Continua...]&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;hr&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;&lt;img alt="Creative Commons License" style="border-width:0" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" href="http://purl.org/dc/dcmitype/Text" property="dc:title" rel="dc:type"&gt;Quantum Words&lt;/span&gt; by &lt;a xmlns:cc="http://creativecommons.org/ns#" href="quantumwords.blogspot.com" property="cc:attributionName" rel="cc:attributionURL"&gt;Ismaele&lt;/a&gt; is licensed under a &lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Based on a work at &lt;a xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" href="quantumwords.blogspot.com" rel="dc:source"&gt;quantumwords.blogspot.com&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Permissions beyond the scope of this license may be available at &lt;a xmlns:cc="http://creativecommons.org/ns#" href="quantumwords.blogspot.com" rel="cc:morePermissions"&gt;quantumwords.blogspot.com&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href='http://www.copygator.com/?via=b'&gt;&lt;img src='http://i.copygator.com/?cg=151a0' border=0/&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6318729045031505606-5647094861928182072?l=quantumwords.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quantumwords.blogspot.com/feeds/5647094861928182072/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://quantumwords.blogspot.com/2010/01/esopo-1.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318729045031505606/posts/default/5647094861928182072'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318729045031505606/posts/default/5647094861928182072'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quantumwords.blogspot.com/2010/01/esopo-1.html' title='Esopo. 1.'/><author><name>Ismaele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00745320610601800794</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6318729045031505606.post-7917239539815291211</id><published>2010-01-25T20:15:00.002+01:00</published><updated>2010-02-11T22:55:52.129+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='racconti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='narrativa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mister B.'/><title type='text'>B. 6.</title><content type='html'>&lt;pre&gt;&lt;a href="http://quantumwords.blogspot.com/2010/01/blog-post_24.html"&gt;[Precedente]&lt;/a&gt;                                     &lt;a href="http://quantumwords.blogspot.com/2010/01/b-1.html"&gt;[Inizio]&lt;/a&gt;&lt;/pre&gt;&lt;br /&gt;Vago nel giardino dell'ospedale, alla luce fioca dei lampioni, alla mia vista annebbiata il mondo è una sorta di Caravaggio in salsa impressionista. Barcollo, sono sfinito e probabilmente sto per vomitare. Riesco in qualche modo a raggiungere una panchina, cerco di sedermi in modo composto e aspetto.&lt;br /&gt;Sono del tutto consapevole che ho necessità assoluta di mangiare, immediatamente, prima di ripiombare in un coma dal quale, sono certo, mi risveglierò aprendo gli occhi su facce estremamente curiose di conoscere la mia storia e sbattermi in galera.&lt;br /&gt;Sono troppo sfinito, per quanti sforzi faccia le palpebre si stanno richiudendo.&lt;br /&gt;- Si sente bene?&lt;br /&gt;Una voce maschile, acuta ma decisa, prima ancora di riaprire gli occhi capisco che non può che essere un poliziotto.&lt;br /&gt;Davanti a me, in piedi, un uomo in divisa, è del posto di polizia dell'ospedale.&lt;br /&gt;Mi guarda perplesso, stando immobile a qualche metro da me, non è allarmato.&lt;br /&gt;Vede solo un uomo, in pigiama, chiaramente sofferente, all'esterno di un ospedale di notte. Decido che in questo momento non sto rischiando molto, per cui cerco di volgere la situazione a mio vantaggio.&lt;br /&gt;- Sì... No...- Faccio molta, molta fatica a parlare. Le parole mi escono fievoli e impastate, il poliziotto accenna un passo in avanti e si china verso di me, nel chiaro intento di riuscire a interpretare ciò che dico.&lt;br /&gt;- Sono... sono... ho il diabete- balbetto come posso.&lt;br /&gt;Vedo che il poliziotto porta la mano alla cintura, è come se una scossa mi rizzasse i capelli in testa quando la mia immaginazione lo vede afferrare la pistola d'ordinanza e intimarmi di non muovermi; o forse mi sparerà subito. &lt;br /&gt;No, ha in mano il walkie talkie, vuole chiamare aiuto.&lt;br /&gt;- No...- Cerco di gridare, ma dalla mia bocca esce solo un rantolo confuso.&lt;br /&gt;- Zucchero!- Scandisco, stavolta molto chiaramente.&lt;br /&gt;Il poliziotto esita, mi guarda, sembra valutare la situazione, rimane col walkie talkie sospeso a mezz'aria, sfiora nervosamente il tasto di comunicazione, indeciso.&lt;br /&gt;- Zucchero... solo... un po'... passa... subito...&lt;br /&gt;Si decide, ripone il walkie talkie nella custodia alla cintura, poi infila una mano in tasca ed estrae una confezione colorata.&lt;br /&gt;- Ho questo.- Mi dice. E' un cioccolato con malto e arachidi. Perfetto. Mi protendo verso di lui d'impeto, perdo l'equilibrio e rovinerei sulla ghiaia se non riuscisse ad afferrarmi per le spalle. Per farlo deve lasciare la barretta, che cade per terra, tra me e lui. Mi spinge con delicatezza indietro, facendomi poggiare di nuovo la schiena sulla panchina. E' stupito da una reazione così aggressiva, vedo che la sua mano si allunga nuovamente verso il walkie talkie.&lt;br /&gt;- Mi scusi...- Cerco di rassicurarlo- Ho perso l'equilibrio... Ho &lt;span style="font-style:italic;"&gt;veramente&lt;/span&gt; bisogno di mangiare, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;adesso&lt;/span&gt;...- &lt;br /&gt;In questo momento non mi viene in mente nessuna frase che possa convincerlo che non sono un paziente psichiatrico.&lt;br /&gt;Comunque, raccoglie la barretta, la scarta e me la porge, perplesso.&lt;br /&gt;Cerco di prenderla con la massima compostezza che la feroce fame che sento mi può consentire, ma appena ce l'ho in mano, la divoro con un impeto bestiale.&lt;br /&gt;Nei pochi secondi che impiego a terminarla, mi rendo conto che devo necessariamente tranquillizzare il poliziotto.&lt;br /&gt;- ... Grazie... grazie, sto già molto meglio...- Dico in modo poco convincente.&lt;br /&gt;Il poliziotto esita ancora, mi scruta.&lt;br /&gt;- Senta, ora chiamo gli infermieri, la riporteranno in reparto... Non mi pare in condizione di...-&lt;br /&gt;- No, no...- Sorrido debolmente- La prego, no... - Provo ad improvvisare – Non mi resta... non mi resta molto... sono uscito a respirare un po' d'aria... a sentire i grilli- sorrido ancora e cerco di fare l'occhio languido mentre accenno uno sguardo diretto al mio interlocutore. Sì, i grilli sono abbastanza banali e stucchevoli da colpire nel segno- Sto già meglio... Mi risparmi, la prego... l'umiliazione di farmi riaccompagnare al mio letto da quelle due... le ha viste?- Non so di cosa parlo, ma l'ospedale deve essere pieno di infermiere poco avvenenti, infatti il poliziotto abbozza, sorride. Lo vedo esalare un breve sospiro mentre la breve tensione degli istanti precedenti si scioglie. L'ho conquistato. Effettivamente sto già meglio, ho ancora una fame impossibile, ma che sia solo un fatto psicologico o che già gli zuccheri appena ingoiati stiano entrando in circolo, sto recuperando presenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://quantumwords.blogspot.com/2010/01/b-7.html"&gt;[Continua...]&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;hr&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;&lt;img alt="Creative Commons License" style="border-width:0" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" href="http://purl.org/dc/dcmitype/Text" property="dc:title" rel="dc:type"&gt;Quantum Words&lt;/span&gt; by &lt;a xmlns:cc="http://creativecommons.org/ns#" href="quantumwords.blogspot.com" property="cc:attributionName" rel="cc:attributionURL"&gt;Ismaele&lt;/a&gt; is licensed under a &lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Based on a work at &lt;a xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" href="quantumwords.blogspot.com" rel="dc:source"&gt;quantumwords.blogspot.com&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Permissions beyond the scope of this license may be available at &lt;a xmlns:cc="http://creativecommons.org/ns#" href="quantumwords.blogspot.com" rel="cc:morePermissions"&gt;quantumwords.blogspot.com&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6318729045031505606-7917239539815291211?l=quantumwords.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quantumwords.blogspot.com/feeds/7917239539815291211/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://quantumwords.blogspot.com/2010/01/b-6.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318729045031505606/posts/default/7917239539815291211'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318729045031505606/posts/default/7917239539815291211'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quantumwords.blogspot.com/2010/01/b-6.html' title='B. 6.'/><author><name>Ismaele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00745320610601800794</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6318729045031505606.post-3283264581339648596</id><published>2010-01-25T08:49:00.003+01:00</published><updated>2010-02-18T18:22:24.243+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='racconti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='narrativa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mister B.'/><title type='text'>B. 5.</title><content type='html'>&lt;pre&gt;&lt;a href="http://quantumwords.blogspot.com/2010/01/b-4.html"&gt;[Precedente]&lt;/a&gt;                                     &lt;a href="http://quantumwords.blogspot.com/2010/01/b-1.html"&gt;[Inizio]&lt;/a&gt;&lt;/pre&gt;&lt;br /&gt;E' pomeriggio, un'altra crisi, più forte delle altre. Sento il vecchio cuore battermi nelle orecchie, ma produce come un sibilo prolungato, mi ricorda un palloncino che si sgonfia. Sono disteso sul letto, credo di avere gli occhi aperti, ma davanti a me c'è un blu profondo e freddo.&lt;br /&gt;Freddo.&lt;br /&gt;Sento freddo, mi sembra di &lt;span style="font-style:italic;"&gt;essere&lt;/span&gt; freddo, ossia non più ossa e carne e grasso straripante, bensì una bolla di freddo senziente e terrorizzata da se stessa.&lt;br /&gt;Penso questo, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;sento&lt;/span&gt; questo, e un attimo dopo il concetto stesso non ha più senso. Mi domando se la &lt;span style="font-style:italic;"&gt;logica&lt;/span&gt; di questi istanti di vaneggiamento non sia semplicemente una delle tante possibili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Buio, delirio e tempo che scorre, minuti o giorni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riemergo ogni tanto risvegliato da voci lontane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sento qualcosa sulla faccia, è una maschera di ossigeno.&lt;br /&gt;In un momento di lucidità capisco che sono su un'ambulanza in movimento.&lt;br /&gt;Realizzo che morirò in ospedale, e questa è la notizia migliore da molto tempo.&lt;br /&gt;Non so se siamo ancora in strada quando smetto di sentire il lamento del vecchio cuore; si è fermato o sta per farlo.&lt;br /&gt;Non importa, non  mi serve più.&lt;br /&gt;Questa è la mia morte, e per una volta, è esattamente come l'ho immaginata.&lt;br /&gt;Adesso dormirò un po'.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Il detenuto arrivò all'ospedale in arresto cardiaco. Il medico dell'ambulanza lo aveva già rianimato 2 volte, ma né massaggi cardiaci né adrenalina furono sufficienti. Ci misero tutto l'impegno possibile, il paziente era uno importante, salvargli la vita avrebbe significato come minimo un'intervista su un notiziario nazionale. Il medico avrebbe spiegato che lui non vedeva un assassino psicopatico ma solo una vita da salvare, i paramedici avrebbero annuito e ribadito il concetto mostrando di crederci anche di più, l'autista del mezzo avrebbe descritto la sua guida veloce ma responsabile per le vie del centro animato dall'imperativo di arrivare in tempo per salvare una vita, fosse pure la vita di un porco, spettava ad Altri giudicare.&lt;br /&gt;Ma tant'è, il porco era morto.&lt;br /&gt;L'ambulanza si fermò all'entrata dell'obitorio. Qui, non senza una nutrita dose di bestemmie, gli infermieri scaricarono la barella col suo carico ingombrante, portarono il detenuto nella cella del medico legale facendolo rotolare su uno dei letti da autopsia. Il detenuto risultò disteso bocconi, con un braccio penzolante e l'avambraccio dell'altro schiacciato sotto la pancia. Aveva ancora i pantaloni, le scarpe e le catene alle caviglie.&lt;br /&gt;Nella sala c'era un altro cadavere, coperto da un lenzuolo.&lt;br /&gt;Sul detenuto non stesero alcun lenzuolo, evidentemente per quanto la sua vita avesse lo stesso valore di quella di chiunque altro, la sua morte valeva molto meno.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi sveglio alla debole luce notturna, il neon bluastro si addice particolarmente ad un obitorio, visti i riflessi spettrali che diffonde.&lt;br /&gt;Lotto diversi minuti per liberarmi, al termine sono sfinito, ma completamente libero. La sala attigua alla cella frigorifera è seminterrata.&lt;br /&gt;Devo uscire di qui, ma non posso certo farlo dalla porta. E' piuttosto probabile che ci sia qualcuno di piantone, il cadavere del &lt;span style="font-style:italic;"&gt;disossatore&lt;/span&gt; potrebbe far gola a molti della stampa e non, è giusto proteggerlo. &lt;br /&gt;C'è solo una finestra a vasistas dalla quale filtra la luce dei lampioni esterni.&lt;br /&gt;Uscirò.&lt;br /&gt;Prima però devo rendermi presentabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://quantumwords.blogspot.com/2010/01/b-6.html"&gt;[Continua...]&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;hr&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;&lt;img alt="Creative Commons License" style="border-width:0" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" href="http://purl.org/dc/dcmitype/Text" property="dc:title" rel="dc:type"&gt;Quantum Words&lt;/span&gt; by &lt;a xmlns:cc="http://creativecommons.org/ns#" href="quantumwords.blogspot.com" property="cc:attributionName" rel="cc:attributionURL"&gt;Ismaele&lt;/a&gt; is licensed under a &lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Based on a work at &lt;a xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" href="quantumwords.blogspot.com" rel="dc:source"&gt;quantumwords.blogspot.com&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Permissions beyond the scope of this license may be available at &lt;a xmlns:cc="http://creativecommons.org/ns#" href="quantumwords.blogspot.com" rel="cc:morePermissions"&gt;quantumwords.blogspot.com&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6318729045031505606-3283264581339648596?l=quantumwords.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quantumwords.blogspot.com/feeds/3283264581339648596/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://quantumwords.blogspot.com/2010/01/blog-post_24.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318729045031505606/posts/default/3283264581339648596'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318729045031505606/posts/default/3283264581339648596'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quantumwords.blogspot.com/2010/01/blog-post_24.html' title='B. 5.'/><author><name>Ismaele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00745320610601800794</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6318729045031505606.post-2634225237673089651</id><published>2010-01-24T10:48:00.001+01:00</published><updated>2010-02-10T20:06:13.450+01:00</updated><title type='text'>Legàmi</title><content type='html'>&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Siamo nel cortile della scuola, io e lei. Attendo come ogni giorno che suoni la campana per consegnare la mia bambina alle raggrinzite mani di miss Istruzione Pubblica. Il rito della colazione si è appena consumato, prevedeva latte al cioccolato davanti al televisore. Sulla fase successiva in cui assumo il ruolo di rozzo pastore di due pecorelle che farebbero qualunque cosa pur di non lavarsi e vestirsi sorvolo; comunque sono riuscito anche oggi a radunarle in tempo per uscire in orario, pazienza se ciò è costato urla, minacce e le occhiate perplesse dei vicini, spettatori non paganti.  &lt;br /&gt;Lei prende a commentare il cartone animato di stamattina: due geniali ragazzini aggiustano la macchina del tempo di H.G. Wells e la usano per scorribande nel passato  e nel futuro. Il cliché è consunto anche per una bambina di otto anni, ma sempre affascinante. Infatti mi spiega che lei ha in mente un ottimo utilizzo di un dispositivo così fantastico: 'Tornerei indietro a prima dell'incidente e impedirei che succeda'. La tenerezza per mia figlia e il ricordo di mia madre, la nonna che non ha mai conosciuto, si mischiano e mi circondano in un tiepido bozzolo ideale. &lt;br /&gt;Quando ritrovo presenza provo a spiegarle come io vedo la questione dei viaggi nel tempo: vi sono varie teorie che ne accettano la possibilità, ma da un punto di vista puramente logico il paradossale loop di causa scatenante l'evento e ramificazioni retroagenti porterebbe a concludere che, quand'anche fosse possibile, tornando indietro nel tempo ti troveresti a percorrere una linea temporale parallela nella quale esisterebbe un'altra tu che cresce con sua nonna e i suoi 'altri' genitori a fianco.&lt;br /&gt;Cioè, non le dico esattamente così, uso parole un pò diverse, ma forse il concetto passa, perché la sua risposta è pronta e disarmante: 'Allora la porterei indietro con me'.&lt;br /&gt;Così la porteresti via all'altra tu, ci sarebbe comunque una bambina che non ha conosciuto la propria nonna, le dico, mentre penso a tutte le altre forse possibili, forse infinite, declinazioni di questo universo popolate di bambine e nonne felici che crescono e invecchiano insieme. &lt;br /&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;hr&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;&lt;img alt="Creative Commons License" style="border-width:0" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" href="http://purl.org/dc/dcmitype/Text" property="dc:title" rel="dc:type"&gt;Quantum Words&lt;/span&gt; by &lt;a xmlns:cc="http://creativecommons.org/ns#" href="quantumwords.blogspot.com" property="cc:attributionName" rel="cc:attributionURL"&gt;Ismaele&lt;/a&gt; is licensed under a &lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Based on a work at &lt;a xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" href="quantumwords.blogspot.com" rel="dc:source"&gt;quantumwords.blogspot.com&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Permissions beyond the scope of this license may be available at &lt;a xmlns:cc="http://creativecommons.org/ns#" href="quantumwords.blogspot.com" rel="cc:morePermissions"&gt;quantumwords.blogspot.com&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6318729045031505606-2634225237673089651?l=quantumwords.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quantumwords.blogspot.com/feeds/2634225237673089651/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://quantumwords.blogspot.com/2010/01/spazio-tempo-e-sentimenti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318729045031505606/posts/default/2634225237673089651'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318729045031505606/posts/default/2634225237673089651'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quantumwords.blogspot.com/2010/01/spazio-tempo-e-sentimenti.html' title='Legàmi'/><author><name>Ismaele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00745320610601800794</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6318729045031505606.post-7723308707244591699</id><published>2010-01-24T09:44:00.002+01:00</published><updated>2010-02-11T22:53:19.138+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='racconti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='narrativa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mister B.'/><title type='text'>B. 4.</title><content type='html'>&lt;pre&gt;&lt;a href="http://quantumwords.blogspot.com/2010/01/blog-post.html"&gt;[Precedente]&lt;/a&gt;                                      &lt;a href="http://quantumwords.blogspot.com/2010/01/b-1.html"&gt;[Inizio]&lt;/a&gt;&lt;/pre&gt;&lt;br /&gt;I giorni passano, lenti e sempre uguali. L'unica svago è assistere alle udienze del processo, mi rendo conto di provare una sorta di masochistica soddisfazione dall'essere additato dal consesso degli uomini ragionevoli come l'essere ignobile, l'incarnazione del male, colui che esistendo eleva per confronto negativo il resto dell'umanità. Ho anche pensato di intervenire con una dichiarazione spontanea dove spiego che non sono ciò che credono. Faccio schifo, sì, ma alla fine non più della media della popolazione, ho fatto cose di cui non vado fiero, certo, ma il processo è il risultato di un macroscopico fraintendimento.&lt;br /&gt;Così, giusto per godermi i commenti del pubblico e dell'accusa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;No, non lo farò, basterà la patetica difesa del mio patetico avvocato d'ufficio. Poveraccio, ha provato diverse volte a farmi percorrere la strada dell'infermità mentale. Io non ho detto no, ma quando il perito dell'accusa mi ha esaminato per dimostrare che ero sano, gli ho dimostrato di essere sano. Per vanità, ho voluto dimostrargli la mia conoscenza dei suoi strumenti di analisi psicologica. Come un bambino pedante, commentavo ogni sua domanda indovinandone il movente. In molti casi criticavo la sua condotta, cercavo di spiegargli come avrebbe dovuto condurre il colloquio.&lt;br /&gt;Risultato: Individuo affetto da disturbo egocentrico di personalità, ha una percezione falsata della realtà ritenendo di poterla dominare. Violenza repressa causata da traumi infantili (colpa mia, gli ho detto di essere stato percosso e sequestrato da un contadino a cui avevo rubato un grappolo d'uva).&lt;br /&gt;Completamente privo di remore sociali. Disposto a tutto per ottenere un vantaggio personale. Assolutamente sano di mente.&lt;br /&gt;Per l'egocentrismo probabilmente ha ragione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comunque, presto sarà finita. Non potrò assistere alla mia condanna all'ergastolo, non so neppure se emetteranno un verdetto, visto che io sarò già morto. Credo che ormai sia questione non più di giorni, ma di ore. Sono sempre più debole e anemico. Il vecchio cuore procede a balzelli, ora raffiche di tachicardia, ora sembra quasi fermarsi, quando accade ho la sensazione che tutto il sangue si raccolga nel petto ingorgandosi. Poi qualcosa stura il meccanismo e tutto riparte quasi normalmente fino al prossimo parossismo.&lt;br /&gt;Cerco di sopportare e di non dare a vedere quanto sto male, preferisco che sia una sorpresa, che se ne accorgano solo alla fine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi non andrò all'udienza. Quando il secondino ha aperto lo spioncino chiedendomi come mai non ero vestito per essere accompagnato in tribunale sono rimasto sdraiato sulla branda e ho alzato a malapena un braccio. Parlare mi costa una fatica estrema. Ha finto di non capire, ha urlato perchè gli rispondessi. Poi si è arreso.&lt;br /&gt;'&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Cazzi tuoi, porco merdoso...&lt;/span&gt;' ha detto chiudendo rumorosamente lo spioncino.&lt;br /&gt;Per fortuna stamattina c'è lui, i suoi colleghi probabilmente sarebbero entrati per sincerarsi delle mie condizioni.&lt;br /&gt;E' ancora troppo presto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://quantumwords.blogspot.com/2010/01/blog-post_24.html"&gt;[Continua...]&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;hr&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;&lt;img alt="Creative Commons License" style="border-width:0" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" href="http://purl.org/dc/dcmitype/Text" property="dc:title" rel="dc:type"&gt;Quantum Words&lt;/span&gt; by &lt;a xmlns:cc="http://creativecommons.org/ns#" href="quantumwords.blogspot.com" property="cc:attributionName" rel="cc:attributionURL"&gt;Ismaele&lt;/a&gt; is licensed under a &lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Based on a work at &lt;a xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" href="quantumwords.blogspot.com" rel="dc:source"&gt;quantumwords.blogspot.com&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Permissions beyond the scope of this license may be available at &lt;a xmlns:cc="http://creativecommons.org/ns#" href="quantumwords.blogspot.com" rel="cc:morePermissions"&gt;quantumwords.blogspot.com&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6318729045031505606-7723308707244591699?l=quantumwords.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quantumwords.blogspot.com/feeds/7723308707244591699/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://quantumwords.blogspot.com/2010/01/b-4.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318729045031505606/posts/default/7723308707244591699'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318729045031505606/posts/default/7723308707244591699'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quantumwords.blogspot.com/2010/01/b-4.html' title='B. 4.'/><author><name>Ismaele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00745320610601800794</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6318729045031505606.post-3758832545803034474</id><published>2010-01-23T09:24:00.002+01:00</published><updated>2010-02-11T22:52:15.598+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='racconti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='narrativa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mister B.'/><title type='text'>B. 3.</title><content type='html'>&lt;pre&gt;&lt;a href="http://quantumwords.blogspot.com/2010/01/b2.html"&gt;[Precedente]&lt;/a&gt;                                      &lt;a href="http://quantumwords.blogspot.com/2010/01/b-1.html"&gt;[Inizio]&lt;/a&gt;&lt;/pre&gt;&lt;br /&gt;Avevo pensato a tutto, o almeno così speravo. &lt;br /&gt;La villetta al mare, molte case intorno ma praticamente nessun abitante, in un giorno feriale di Febbraio. Il cabinato al porticciolo, un'escursione per una battuta di pesca, come lui faceva spesso, in solitudine; sarebbe successo al largo. &lt;br /&gt;Nessun testimone. La barca non doveva allontanarsi troppo dalla riva perché sarei tornato sul piccolo kayak gonfiabile, avrei costeggiato per qualche chilometro scendendo a terra lontano dal porticciolo. &lt;br /&gt;Era molto importante sbarazzarsi del corpo senza lasciare alcuna traccia, la sua sparizione doveva rimanere un mistero, la sua morte doveva rimanere presunta, il mare lo avrebbe dovuto inghiottire per sempre. Alla fine, scelsi una zona a circa 3 chilometri  dalla costa, in un punto dove l'ecoscandaglio indicava 250 metri di fondale, potevano bastare.&lt;br /&gt;Il problema più grosso era evitare le tracce di sangue all'interno della barca, perché queste sarebbero state sufficienti ad ipotizzare una fine violenta. E io sapevo che la sua dipartita sarebbe stata estremamente cruenta. Trovai una soluzione del tutto semplice al problema: sarebbe morto in acqua. Avrebbero pensato le eliche dei due potenti fuori bordo a &lt;span style="font-style:italic;"&gt;smaltire&lt;/span&gt; le spoglie.&lt;br /&gt;Certo, c'era il problema delle ossa, ma per questo avevo la mia tecnica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nessuno ha capito come sono riuscito a liberarmi del più piccolo frammento d'osso della vittima.&lt;br /&gt;Se escludevo le ossa, il mare avrebbe consumato il resto in poche settimane, ma contavo sul fatto che le eliche avrebbero fatto pezzi sufficientemente piccoli e irregolari, già dopo alcuni giorni nessun pescatore avrebbe potuto riconoscere uno di quei brandelli se gli si fosse impigliato per caso nella rete.&lt;br /&gt;Questo era il piano.&lt;br /&gt;Avrei legato le spoglie con il cavo del verricello di poppa, poi l'avrei messo in moto e avviato i motori a metà potenza un poco prima di saltar giù dalla barca. Avrei fatto girare il cavo d'acciaio tra i timoni dei fuoribordo, di modo che riavvolgendosi lentamente, avrebbe portato il suo triste carico verso le eliche.&lt;br /&gt;La barca avrebbe proseguito un paio d'ore coi timoni bloccati verso il largo, poi si sarebbe fermata a secco. Qualcuno, prima o poi, l'avrebbe trovata alla deriva, ma a quel punto risolvere il puzzle non sarebbe stato troppo semplice.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo era il piano, ma andò tutto diversamente.&lt;br /&gt;Il malore sulla barca, la necessità di agire subito, la spossatezza seguente a quel sabba di morte. I due giorni successivi in stato comatoso, accanto al cadavere che sia pure nelle fresche giornate di Febbraio cominciava a decomporsi. Non ricordo la guardia costiera che abborda la barca, ma ho sentito il loro racconto al processo. Sangue dappertutto, il letto a due piazze completamente intriso, a destra una massa spappolata, pensano sia semplicemente un cadavere, poi si rendono conto che sono solo le vestigia esterne di un uomo. C'è la pelle, ci sono i muscoli e i tendini strappati e rattrappiti, qua e là ammassi sovrabbondanti di grasso giallastro . Ci sono i genitali, patetici e realmente osceni in quel &lt;span style="font-style:italic;"&gt;quadro&lt;/span&gt;. Ci sono radi capelli, attaccati su uno straccio rosso sul quale si scorgono alcuni buchi che altro non sono che palpebre e narici vuote. Ma manca anche un solo frammento d'osso, mancano le unghie. Non c'è traccia degli organi interni. E' come se qualcuno avesse inciso con una lama seghettata il cadavere sul davanti, una linea irregolare tra gli occhi a scendere verso il naso e giù fino all'inguine. Altre quattro incisioni per il lungo dei quattro arti. Così aperto, ne hanno (ne ho) estratto lo scheletro come un nocciolo da un'oliva.&lt;br /&gt;A sinistra del letto, disteso supino, una figurina lunga e magra, intrisa di sangue dalla testa ai piedi e altrettanto nuda, catatonica.&lt;br /&gt;Sorrido ricordando la mia magrezza di quei giorni.&lt;br /&gt;Pensano sia una vittima, mi trattano con tutti i riguardi, sto in terapia intensiva due settimane, ma i primi dubbi degli inquirenti si concretizzano molto prima, appena scoprono che io ufficialmente non esisto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://quantumwords.blogspot.com/2010/01/b-4.html"&gt;[Continua...]&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;hr&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;&lt;img alt="Creative Commons License" style="border-width:0" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" href="http://purl.org/dc/dcmitype/Text" property="dc:title" rel="dc:type"&gt;Quantum Words&lt;/span&gt; by &lt;a xmlns:cc="http://creativecommons.org/ns#" href="quantumwords.blogspot.com" property="cc:attributionName" rel="cc:attributionURL"&gt;Ismaele&lt;/a&gt; is licensed under a &lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Based on a work at &lt;a xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" href="quantumwords.blogspot.com" rel="dc:source"&gt;quantumwords.blogspot.com&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Permissions beyond the scope of this license may be available at &lt;a xmlns:cc="http://creativecommons.org/ns#" href="quantumwords.blogspot.com" rel="cc:morePermissions"&gt;quantumwords.blogspot.com&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6318729045031505606-3758832545803034474?l=quantumwords.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quantumwords.blogspot.com/feeds/3758832545803034474/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://quantumwords.blogspot.com/2010/01/blog-post.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318729045031505606/posts/default/3758832545803034474'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318729045031505606/posts/default/3758832545803034474'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quantumwords.blogspot.com/2010/01/blog-post.html' title='B. 3.'/><author><name>Ismaele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00745320610601800794</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6318729045031505606.post-968214484769399023</id><published>2010-01-22T20:34:00.003+01:00</published><updated>2010-02-11T22:51:21.350+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='racconti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='narrativa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mister B.'/><title type='text'>B. 2.</title><content type='html'>&lt;a href="http://quantumwords.blogspot.com/2010/01/b-1.html"&gt;[Precedente]&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sangue comincia a sgorgare più abbondante, il poliziotto si innervosisce, mi insulta pesantemente a mezza voce, il presidente del tribunale si accorge di qualcosa, interrompe l'arringa del &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;PM&lt;/span&gt; e si informa. Decide che debba essere accompagnato fuori dall'aula per essere medicato, redarguisce i militari chiedendo come sia stato possibile che mi ferissi in quel modo. Li congeda minaccioso, chiedendo un rapporto su quanto accaduto.&lt;br /&gt;Mi scortano nel corridoio fino all'infermeria, il sangue continua a gocciolare sul pavimento. Durante il breve percorso, i poliziotti mi rinnovano insulti e minacce, il più piccolo dei due aspetta che sia nuovamente seduto sulla poltroncina dell'infermeria, quindi approfittando del fatto che il medico non sia ancora arrivato, mi rifila con forza una manganellata sul fianco. Rimane interdetto quando non mi piego in due dal dolore, in realtà non ho sentito quasi niente, ma tra qualche secondo mi apparirà sicuramente un grosso livido.Se mi colpisse nuovamente mi causerebbe un'altra emorragia, ma per fortuna mia e sua il medico è arrivato.&lt;br /&gt;Controlla le ferite ai polsi, interroga senza troppa convinzione i poliziotti sulla natura di quelle lesioni. Dal canto loro i militari rispondono con arroganza, irritati non dal sospetto del medico, piuttosto dal fatto di dover subire i sospetti pur non essendo loro la causa di quelle piaghe.&lt;br /&gt;Mi ricucisce con parecchi punti, in più di un occasione il filo di sutura strappa pelle e carne e il medico deve riprendere il punto scuotendo la testa, sconcertato dalla cedevolezza del mio corpo.&lt;br /&gt;Mi chiedo se l'arringa del &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;PM&lt;/span&gt; sia già finita, o se abbiano sospeso l'udienza per la mia assenza.&lt;br /&gt;Il medico mi benda accuratamente i polsi, poi se ne va suggerendo ai poliziotti di perquisirmi bene, perché quelle lesioni sono certamente state causate da un oggetto molto affilato.&lt;br /&gt;Questo significa altro imbarazzo e umiliazione, vengo &lt;span style="font-style:italic;"&gt;invitato&lt;/span&gt; a spogliarmi completamente lì stesso, con manganellate trattenute e i soliti banali insulti.&lt;br /&gt;Subisco in silenzio, eseguo gli ordini con la massima solerzia che mi è concessa dal mio corpo obeso e malandato.&lt;br /&gt;Ovviamente non trovano nulla, concludono che qualunque cosa abbia usato non ce l'ho più con me o è rimasta nella mia cella.&lt;br /&gt;Mi fanno rivestire commentando ora la mia oscena nudità, ora la mia puzza rivoltante.&lt;br /&gt;Non mi pare di puzzare.&lt;br /&gt;Nel frattempo l'arringa è finita, l'udienza è stata aggiornata a domani. Mi riportano nell'aula vuota con i due poliziotti, solo dopo alcune ore posso tornare nella mia cella.Non c'è molto, una branda, una cassettiera e una decina di libri, ma ora è tutto sottosopra, evidentemente hanno eseguito una perquisizione. Lenzuola e indumenti sono sparsi nel pavimento sporco, così come i libri, aperti e in molti casi strappati. Hanno srotolato persino i due rotoli di carta igienica, e non riesco a convincermi che vi sia una ragione in questo atto che non sia uno sfregio infantile.&lt;br /&gt; Appena mi liberano dalle catene mi sdraio sul materasso spoglio e chiudo gli occhi, non avrò problemi ad addormentarmi. Il secondino mi augura buon riposo osservando quanto somigli ad una vecchia scrofa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho dormito.&lt;br /&gt;Ho sognato, ma non ricordo bene cosa.&lt;br /&gt;Aveva a che fare col delitto, capirete che è un argomento molto presente nei miei sogni.&lt;br /&gt;E' stato disgustoso anche per me.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://quantumwords.blogspot.com/2010/01/blog-post.html"&gt;[Continua...]&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;hr&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;&lt;img alt="Creative Commons License" style="border-width:0" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" href="http://purl.org/dc/dcmitype/Text" property="dc:title" rel="dc:type"&gt;Quantum Words&lt;/span&gt; by &lt;a xmlns:cc="http://creativecommons.org/ns#" href="quantumwords.blogspot.com" property="cc:attributionName" rel="cc:attributionURL"&gt;Ismaele&lt;/a&gt; is licensed under a &lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Based on a work at &lt;a xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" href="quantumwords.blogspot.com" rel="dc:source"&gt;quantumwords.blogspot.com&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Permissions beyond the scope of this license may be available at &lt;a xmlns:cc="http://creativecommons.org/ns#" href="quantumwords.blogspot.com" rel="cc:morePermissions"&gt;quantumwords.blogspot.com&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6318729045031505606-968214484769399023?l=quantumwords.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quantumwords.blogspot.com/feeds/968214484769399023/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://quantumwords.blogspot.com/2010/01/b2.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318729045031505606/posts/default/968214484769399023'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318729045031505606/posts/default/968214484769399023'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quantumwords.blogspot.com/2010/01/b2.html' title='B. 2.'/><author><name>Ismaele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00745320610601800794</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6318729045031505606.post-7841652094239728510</id><published>2010-01-21T22:43:00.002+01:00</published><updated>2010-02-11T22:50:13.980+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='racconti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='narrativa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mister B.'/><title type='text'>B. 1.</title><content type='html'>E' tempo di un altro &lt;span style="font-style:italic;"&gt;assassinio&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Se non altro, questa volta non mi potranno accusare.&lt;br /&gt;Guardo il volto del pubblico ministero, stravolto dall'enfasi della requisitoria finale. &lt;br /&gt;Urla tutto il suo disprezzo verso un essere abietto come me,cita qualche particolare del delitto per confermare la sua tesi che io sia solo vagamente umano. Non ha tutti i torti, ma si stupirebbe se lo sapesse. Mi volto verso la giuria. &lt;br /&gt;Un giovane in prima fila sostiene ostentatamente il mio sguardo, comunicandomi tutto l'odio che può irradiare da due occhi stretti a fessura.&lt;br /&gt; Gli altri seguono il pubblico ministero, indirizzano brevi sguardi verso di me ma raramente si soffermano, il loro sembra un misto di paura e imbarazzo, l'imbarazzo dell'uomo normale di fronte ad un individuo che ha compiuto atti innominabili. Ho l'impulso incontrollabile di sorridere, chino la testa affinchè nessuno mi veda, non voglio aggiungere un'altra abiezione al lungo elenco che mi riguarda,&lt;span style="font-style:italic;"&gt; il disossatore ride soddisfatto mentre se ne ripercorrono i crimini&lt;/span&gt;. No, non è il caso. Ora il &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;PM&lt;/span&gt; si chiede dove mai abbia nascosto le ossa, l'ipotesi più probabile, suffragata dal &lt;span style="font-style:italic;"&gt;profiler&lt;/span&gt; della polizia, è che le abbia conservate allo scopo di creare un feticcio, una sorta di marionetta macabra a cui farei interpretare il ruolo del padre che non ho mai conosciuto. In realtà ho conosciuto mio padre, era un mercante cocciuto e a suo modo onesto, intelligente quanto basta per fiutare il pericolo prima di tutti e starne lontano. Portò via dal paese mia madre e tre miei fratelli tre giorni prima della strage. Avvertì tutti delle sue paure, ma con lo svogliato scetticismo di chi sa di non poter convincere chi ancora non ha capito una cosa del tutto ovvia ai suoi occhi. &lt;br /&gt;Nessuno gli credette. &lt;br /&gt;Molti morirono. &lt;br /&gt;Ma questa è una storia antica, e non ha niente a che vedere col processo di oggi.&lt;br /&gt;Difficile associare mio padre ad uno scheletro, per la sua mole e l'irsutismo esagerato lo avrei accostato al più al &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Mangiafuoco&lt;/span&gt; di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Pinocchio&lt;/span&gt;. Sorrido di nuovo -dimenticando di nascondermi- pensando a quanto possa essere calzante il paragone tra &lt;span style="font-style:italic;"&gt;me&lt;/span&gt; e Pinocchio. &lt;br /&gt;Quando finisce? Ho caldo e una sete infernale, il sudore mi cola dalla testa in rivoletti che portano con sè forfora e capelli. Sono l'immagine del disfacimento, perdo a ciuffi i pochi capelli che mi sono rimasti, la mia pelle è giallastra e flaccida, il viso è una maschera grottesca, sembra quasi che i muscoli si siano staccati da zigomi e mascelle per franare a valle verso il triplo mento. I miei 150 chili sono sparsi scompostamente su uno sgabello di acciaio e plastica, il poliziotto di guardia l'ha preferito ad una sedia di legno dall'aspetto ben più solido. &lt;br /&gt;Ho l'impressione che speri che il mio peso la sfondi, così avrebbe la soddisfazione di aver offerto al numeroso pubblico lo spettacolo dell'assassino lardoso che viene giù e si spiattella al suolo come un'anguria.&lt;br /&gt;Si diventa paranoici quando si è processati per omicidio.&lt;br /&gt;Le manette ai polsi mi stanno provocando lesioni molto, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;troppo&lt;/span&gt; profonde, ma non è perchè sono strette: è la mia pelle che è diventata estremamente cedevole, ha la consistenza di una cotenna bollita.&lt;br /&gt;La guardia se ne accorge dal sottile rivolo di sangue che scorre dal polso lungo la mano e gocciola per terra dalla punta degli indici delle mani tenute congiunte tra le gambe schiuse. Impreca qualcosa, mi maledice come suo solito e fa un cenno al suo collega fuori dalla gabbia, cercando di fargli capire a gesti che gli serve un infermiere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://quantumwords.blogspot.com/2010/01/b2.html"&gt;[Continua...]&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;hr&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;&lt;img alt="Creative Commons License" style="border-width:0" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" href="http://purl.org/dc/dcmitype/Text" property="dc:title" rel="dc:type"&gt;Quantum Words&lt;/span&gt; by &lt;a xmlns:cc="http://creativecommons.org/ns#" href="quantumwords.blogspot.com" property="cc:attributionName" rel="cc:attributionURL"&gt;Ismaele&lt;/a&gt; is licensed under a &lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Based on a work at &lt;a xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" href="quantumwords.blogspot.com" rel="dc:source"&gt;quantumwords.blogspot.com&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Permissions beyond the scope of this license may be available at &lt;a xmlns:cc="http://creativecommons.org/ns#" href="quantumwords.blogspot.com" rel="cc:morePermissions"&gt;quantumwords.blogspot.com&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6318729045031505606-7841652094239728510?l=quantumwords.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quantumwords.blogspot.com/feeds/7841652094239728510/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://quantumwords.blogspot.com/2010/01/b-1.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318729045031505606/posts/default/7841652094239728510'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318729045031505606/posts/default/7841652094239728510'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quantumwords.blogspot.com/2010/01/b-1.html' title='B. 1.'/><author><name>Ismaele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00745320610601800794</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
