martedì 9 marzo 2010

Il Corsaro Sottozero. 2.

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- Ma ne sei proprio sicura? - Chiese la mamma per la terza volta, mentre con una mano si spazzolava i lunghi capelli e con l'altra spolverava di talco il sederino di Ettore nudo sopra il copriletto del lettone.
Ai piedi del letto il pannolino appena cambiato, il terribile contenuto era ben chiuso al suo interno, ma a giudicare da quanto era gonfio Flò calcolò che suo fratellino fosse in grado di produrre circa mezzo chilo di cacca.
- Manlio, svegliati, forza! - disse la mamma scrollando il papà che dormiva accanto al piccolo grugnendo come un porcello.
Ettore si rotolò sul materasso puntando verso la testa del papà, raggiuntala cominciò a tirarne la rada capigliatura.
- Ecco, bravo Ettorino, pensaci tu a svegliare papi.
- Ma sei veramente certa...?
E quattro - pensò Flò - Ok, signore e signori: va in scena 'Figlia responsabile. Atto primo'
- Mamma, non ti preoccupare! Ho dieci anni, sono una ragazzina ormai! Forse non ti fidi? - disse mostrandosi delusa e un pò offesa - Voi avete bisogno di riposo... da quando siamo partiti siete sempre rimasti chiusi in cabina.
- Ma che dici? ieri eravamo alla Cena di Gala col capitano!
- Ma sembravate due zombi! Tu eri spettinata e avevi il rossetto sbavato e papà era ridicolo con quel marsupio fucsia sullo smoking. Ettore è riuscito ad evadere due volte dal marsupio mentre papà dormiva in piedi, la seconda volta si è lanciato in caduta libera sul vestito di quella gran dama strappandolo!
- Avevo il rossetto sbavato? Oh, che tremenda vergogna!
Colpita e affondata!
- Mamma, sono già passati tre giorni, siete venuti qui per riposarvi e invece siete due relitti peggio di quando siamo partiti... Fìdati, posso badare io ad Ettore!
La mamma si sedette sul letto dove era ancora in corso la battaglia tra padre e figlioletto. Manlio, incosciente, emetteva bassi lamenti che straziavano il cuore, Ettore stava stravincendo, metà dello scarso scalpo del papà era ormai attorcigliato tra le sue manine paffute. La mamma scosse la testa, Flò capì che era pronta a cedere e diede il colpo di grazia:
- Sarebbe solo per qualche ora al giorno... di notte dormirebbe con voi, ma avreste un pò di tempo libero per godervi la crociera. Sai che c'è una vasca idromassaggio clamorosa?
- Aaaah, l'idromassaggio - disse la mamma fissando il vuoto. Si alzò avvicinandosi alla sua figlia maggiore, le prese le guance tra le mani, era commossa.
- Ma tu? Che farai? Io e papà vogliamo che voi vi divertiate, se dovrai badare a tuo fratello non avrai tempo per...
- Non preoccuparti - la interruppe Flora - Ci possiamo mettere d'accordo per gli orari: posso rimandare danza se voi volete fare i massaggi shiatsu, ci sono 4 corsi al giorno... Se una mattina non sto in piscina non fa nulla, posso portare Ettore con me al mini autoscontro... mi posso organizzare, tranquilla!
- Sai che ti dico? Mi hai convinto! Sei proprio una bravissima bambina! - la baciò in fronte.
Evvvvaaaaiiii!
- Ma se dovesse essere troppo pesante, non aver paura di dircelo, mi raccomando!
- Certo! Quando me lo dai? - chiese Flò impaziente.
- Oh, beh, non so... - rise - Quando vorresti cominciare, piccola baby sitter?
- Anche subito!
- Bene - disse la mamma abbracciandola, quasi piangendo nel constatare quanto fosse matura e generosa la propria figlia - Lasciami parlare con papà poi sarà tutto tuo!
- Perfetto! Vado in camera mia, non vedo l'ora di dirlo a Sibilla!
- A proposito, tua sorella come sta? Ultimamente mi sembra un pò triste.
- Sibilla triste? Scherzi? - rispose Flora poggiando la mano sul pomello della porta che separava la stanza dei genitori da quella che divideva con la sorella - Aspetta che le dia la notizia e vedrai!
Mentre lo diceva aprì la porta abbassando il tono della voce fin quasi a sussurrare. La mamma non capì che relazione potesse esserci tra la notizia che Flora sarebbe stata una baby sitter part-time per Ettore e la felicità di Sibilla, ma preferì non pensarci troppo su. Mentre Flora si chiudeva la porta alle spalle, ebbe il tempo di vedere che nella camera accanto Sibilla era sdraiata sul suo letto. Aveva un'espressione che alla mamma pareva tutt'altro che felice.


[Continua...]


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