martedì 23 marzo 2010

Il Corsaro Sottozero. 3.

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- ... E così eccoti serviti papà e mamma tutti per te... Per qualche ora al giorno, meglio di niente, no?
Flora attese che la sorella reagisse in qualche modo, ma Sibilla continuava a rimanere sdraiata sul letto con le braccia conserte ad ammirare il soffitto.
- Non mi devi ringraziare, lo faccio volentieri! - provò a insistere Flora.
Sibilla si rigirò mettendosi a pancia sotto, premendo la faccia sulle lenzuola e schiacciandosi nel contempo un cuscino sulla testa.
La sua voce arrivò da lì sotto ovattata e piagnucolante:
- Non mi interessa! Non me ne faccio nulla!
- Ma Sibilla, te lo ripeto: me l'hanno chiesto loro! Si sono accorti di averti un pò trascurato e ora vorrebbero trascorrere un pò di tempo con te! Mi hanno chiesto se potevo badare ad Ettore e io ho accettato... per la mia sorellina!
E soprattutto per la sorella di mia sorella - pensò Flò. Aveva leggermente modificato i fatti, ma lo faceva per il bene di tutti.
Sibilla lanciò via il cuscino e sollevò il volto, guardando la sorella con gli occhi lucidi e arrossati.
- Non ci credo! Chissà cosa speri di ottenere! E comunque ormai ho deciso: da qui uscirò solo a crociera finita!

Il mattino dopo, Flora era sul ponte superiore alla guida di una monoposto ad 8 ruote rosso fuoco, decapottabile. Dentro al mezzo, un passeggino pieghevole, stava il piccolo Ettore, incuriosito dalla nuova situazione e fermamente deciso a far conoscere alla sua autista di che pasta era fatto.
- Eh, Totorino, tua sorellina mi devi proprio un favore. - disse Flora rivolgendosi ad Ettore mentre spingeva lentamente il passeggino verso l'Area Giochi per i più piccoli.
- Ora Flò ti porta in un posto bellissimo, pieno di un sacco di giochi megagalattici, ti lascia lì con altri poppanti puzzoni come te e delle sorveglianti brave brave che stanno attente che non ti faccia la bua... - si fermò e gli andò davanti, inchinandosi per solleticargli il collo. Ettore sghignazzò allegro.
- Nel frattempo la tua so-rel-lo-na raduna le sue brave amichette e decide insieme a loro cosa fare stasera? Eh? Contento birillo? Eh? - chiese Flò facendogli smorfie e pernacchie che lo fecero ridere fino alle lacrime. Come Flò aveva facilmente previsto, Sibilla aveva impiegato 12 minuti a convincersi che tutto sommato poteva anche accontentarsi di avere i genitori tutti per sé solo qualche ora al giorno.
Così, senza ben capire com'era accaduto, papà Manlio e mamma Amélie si ritrovarono a scambiare un piccolo mostro in pannolino con una piccola signorina ciarliera.
Certo, con Sibilla non correvano il rischio di dover correre precipitosamente in bagno per cambiarle un pannolino divenuto troppo pesante, ma il sogno di passare qualche ora soli soletti come giovani piccioncini era rimasto un sogno. Beh, se non altro in questo momento stavano finalmente facendo il massaggio shiatsu, tutti e tre insieme, anche se ad Amélie era rimasto il dubbio che forse sarebbe stato più rilassante se Sibilla non avesse continuato a parlare ininterrottamente.
Flora raggiunse l'entrata dell'Area Giochi e trovò ad attenderla le sue tre amiche che erano arrivate in anticipo. Ettore cadde immediatamente vittima di diversi pizzicotti alle guance inferti dalle bambine mentre emettevano urletti acutissimi vicino alle sue tenere orecchie; sopportò senza lamentarsi ma meditando vendetta. Giocarono con lui forse un minuto scarso, poi si stufarono e cominciarono a parlare fitto fitto con Flora di chissà quali interessantissimi argomenti. Assorbite totalmente nel discorso, sembravano essersi improvvisamente dimenticate della sua presenza, fecero capannello accanto al passeggino, le amiche messe di spalle tra Flora e il passegino, coprivano la visuale a quest'ultima.
Ettore, forse sentendosi solo, o più probabilmente per sfuggire a un nuovo possibile attacco di pizzicotti, decise che era giunto il momento di separarsi dalla sorella.
Senza offesa Flò, ci vediamo dopo. - pensò il fratellino mentre con maestria da contorsionista esperto si liberava dalle cinture del passeggino, scivolava giù e gattonando silenzioso come... un gatto!... si allontanava dalla combriccola confabulante. Dove andare? Banale Area Giochi vista mille volte oppure quella porta metallica semichiusa là in fondo, quella con sopra un cartello giallo triangolare dove chi sapeva farlo poteva leggere Divieto di Accesso in 7 lingue diverse?
Vado matto per l'avventura - pensò Ettore mentre senza ulteriori indugi si diresse verso l'antro misterioso.

- E allora Gina mi dice: 'Ma perché hai detto a Lucia che Sonia aveva raccontato a Giovanna che Alberto aveva saputo che Gianni aveva fatto una confidenza a Vittorio dicendogli che gli piacevo?' - disse Flora tutto d'un fiato. Le sue amiche ascoltavano rapite.
- Io le ho dovuto rispondere: 'Guarda che ti sbagli, io ho solo mandato una mail ad Antonella dove le scrivevo che Lucia aveva detto'... AAAAH! Non entrare lì!!
Le amiche la guardarono perplesse. Flora fissava terrorizzata un punto alle loro spalle.
- Flora, non capisco, perché urli... e poi: a chi ha detto di non entrare Lucia?? - chiese una delle amichette.
- No! Io! Lui! - Flora, atterrita e tremante, indicò la porta socchiusa - Ettore! Scusate! - e scansandole corse via a cercare di fermare il fratellino che proprio in quel momento stava varcando la soglia dietro la quale sperava di incontrare fantastiche avventure.
Era lontana una trentina di metri e corse più forte che poteva, ma prima che lo raggiungesse il bimbo sparì dietro la porta.
- Oh mamma! Oh mamma! - pregò Flora col cuore in gola. Entrò anche lei, giusto in tempo per vedere in fondo ad un buio corridoio un tizio in uniforme dentro uno stretto ascensore nel quale, un secondo prima che le porte si chiudessero, sgattaiolò il bimbo. L'ascensore partì con il piccolo clandestino, il passeggero in uniforme, voltato verso la parete dell'ascensore, non parve accorgersi di nulla. Flora ebbe fuggevoli e terrorizzanti immagini di un processo: alla sbarra degli imputati c'era lei, l'accusa era abbandono di Totorino; severi giudici vestiti da corvi la accusavano urlando mentre mamma e papà piangevano tra il pubblico. Sibilla li consolava e ogni tanto guardava nella sua direzione con un'espressione soddisfatta da piccola biscia traditrice; sembrava volerle dire:
Ora sono tutti per me!



[Continua...]




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1 commenti:

  1. ciao,

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    Anonimo

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